8 Giugno @ 19:00 – 20:30 CEST

Dopo l’inchiesta della CNN sulla rete ribattezzata “Accademia Internazionale dello Stupro”, Roma ospita un confronto pubblico con esperte ed esperti per analizzare la diffusione della violenza di genere negli spazi digitali e le sue consequenze sociali e culturali.
Un’immensa metropoli virtuale dello stupro conta sessantadue milioni di visitatori ogni mese, superando l’intera popolazione italiana. È la fotografia shock scattata dall’inchiesta della CNN pubblicata lo scorso 26 marzo, che ha svelato al mondo l’esistenza di un ecosistema online strutturato come una vera e propria “Accademia Internazionale dello Stupro”. Un network dell’orrore dove si vendono dirette streaming di violenze sessuali, si scambiano tutorial su sostanze per stordire le partner e si diffondono pratiche di abuso. Questo scenario inquietante dimostra la potenza delle piattaforme digitali nel generare, amplificare e rendere quotidiana la cultura della misoginia.
Da questa urgenza globale nasce “NON TUTTI GLI UOMINI, MA 62 MILIONI SÌ”, iniziativa promossa dall’Associazione Donne e Politiche Familiari, attiva dal 1998 sul tema della violenza di genere, in programma a Roma l’8 giugno alle ore 18 alla Casa Internazionale delle Donne (via della Lungara, 19). Un appuntamento che porta al centro dell’attenzione pubblica la diffusione delle culture misogine online e il loro impatto sugli immaginari sociali, tra piattaforme digitali, linguaggi e trasformazioni culturali.
“Odio, misoginia e violenza sulle donne occupano sempre più spazio negli ambienti digitali, configurando un allarme sociale. È urgente comprendere la portata del fenomeno e individuare strumenti efficaci per contrastarlo”, afferma Teresa Dattilo, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione Donne e Politiche Familiari. A partire da queste premesse si svilupperà il confronto moderato dalla stessa Dattilo insieme a Cathy La Torre, avvocata e attivista per i diritti civili, Lorenzo Gasparini, giornalista e scrittore, Donata Columbro, giornalista e data journalist, e Giovanna Conte, professionista della comunicazione e dell’analisi dei fenomeni sociali, in un dialogo che attraverserà diritto, informazione, cultura digitale e rappresentazioni della contemporaneità.
Il filo rosso della violenza digitale unisce lo scenario internazionale alle cronache di casa nostra. Le dinamiche globali emerse nel celebre caso di Gisèle Pelicot trovano infatti una spaventosa sponda interna in fenomeni speculari, come quelli rintracciati all’interno del gruppo Facebook “Mia Moglie” e sul sito Phica.eu.Realtà differenti per canali e modalità, eppure identiche nella loro matrice culturale. L’incontro dell’8 giugno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma punta a fornire risposte e strumenti di consapevolezza per il futuro: quale società stiamo costruendo se l’umiliazione e l’odio misogino diventano un mercato digitale e un linguaggio comune? L’evento sarà accessibile sia in presenza sia attraverso la diretta online su: https://www.donnaepolitichefamiliari.it/