21 Giugno @ 21:00

Un weekend all’insegna della musica contemporanea e classica, delle danze afrocaraibiche e latinoamericane, e della tradizione millenaria del Taiko, i tamburi tradizionali giapponesi. È quanto offrono i Giardini della Filarmonica, il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana, sabato 20 e domenica 21 giugno, nel verde di via Flaminia 118.
Sabato il Festival dà spazio agli amatori e dilettanti (nel senso nobile del termine) che suonano non per professione ma per passione, ritornando alle radici dell’Accademia Filarmonica, nata nel 1821 per volontà di alcuni nobili dilettanti romani. In Sala Casella (ore 20) il concerto dell’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, diretta da Massimo Munari, cui segue nei Giardini (ore 21.30) lo spettacolo Danzando fra le culture che mette in relazione tradizioni afrocaraibiche, latinoamericane e mediterranee.
Domenica, a grande richiesta, tornano nei Giardini (ore 21.30) i Munedaiko, gruppo formato dai tre fratelli Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro, che tramanda la pratica millenaria del Taiko, i tradizionali tamburi giapponesi, dal suono potente e ancestrale. Precede lo spettacolo, in Sala Casella (ore 20), una insolita formazione di quartetto di viole, con Luca Sanzò, violista di lunga esperienza, insieme a tre giovani talenti Simona Ruisi, Michela Marchiana e Mara Badalamenti, che esplora la scrittura contemporanea per questo strumento, con l’esecuzione di brani di Daniele Carnini (in prima assoluta), Francesco Giore e Giona Mason.
SABATO 20 GIUGNO – MUSICA E DANZA AMATA
I primi concerti di Musica Amata si sono tenuti con successo e partecipazione di pubblico al festival estivo del 2021, per ricordare, in occasione dei festeggiamenti del bicentenario dell’Accademia Filarmonica Romana (1821-2021), le origini dell’istituzione, nata come associazione di appassionati e virtuosi “dilettanti di musica”. Una nobile passione che fortunatamente ancora oggi vive e che viene ricordata anche quest’anno. Si ritrovano sul palco, dunque, musicisti non di professione (medici, ingegneri, docenti universitari…), con approfonditi studi musicali e diplomi in strumento, uniti dall’amore per la musica, interpreti ‘dilettanti’ nel senso positivo del termine, un fenomeno che ha segnato buona parte della storia della musica, stimolando la produzione di nuovi lavori, alcuni dei quali divenuti veri capolavori. Il primo appuntamento della giornata (ore 20) è con l’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, diretta da Massimo Munari. L’orchestra utilizza un repertorio d’autore e arrangiamenti scelti o creati appositamente per l’orchestra, con un lavoro didattico che prevede prove di sezione ed esercitazioni collettive. Vario il programma proposto per questa occasione con musiche di Hindemith, de Grandval, Beethoven, Mozart e Fauré e la prima esecuzione assoluta Restitutio – Omaggio a Mozart dello stesso Munari.
Segue nei Giardini (ore 21.30) Danzando tra culture uno spettacolo di musica e danza che celebra il dialogo interculturale; la proposta accompagna il pubblico in un viaggio tra Cuba, Messico, Colombia, Perù e Italia, mettendo in relazione tradizioni afrocaraibiche, latinoamericane e mediterranee in una narrazione scenica, in cui si intrecciano danze tradizionali, musica dal vivo e coreografie ispirate a rituali e feste popolari, valorizzando il patrimonio immateriale dei popoli rappresentati.
DOMENICA 21 GIUGNO: QUARTETTO DI VIOLE E MUNEDAIKO
Una formazione senz’altro particolare, rara eppure sorprendentemente efficace nelle sue potenzialità espressive: è il Quartetto di viole che suonerà in Sala Casella (ore 20), con Luca Sanzò, violista di lunga esperienza, interprete di riferimento per la musica d’oggi, insieme a tre giovani talenti, le quali hanno studiato e si sono perfezionate con Sanzò: Simona Ruisi, Michela Marchiana e Mara Badalamenti. In linea con la duplice missione di valorizzare la viola come strumento musicale e di promuovere la musica contemporanea, l’incontro si arricchisce della conversazione con i compositori dei pezzi in programma: Daniele Carnini, di cui si ascolterà in prima assoluta Rappel à l’ordre, Francesco Giore e Giona Mason. Verrà, infine, approfondito il ruolo centrale della viola nel processo creativo, mettendo in luce come le caratteristiche timbriche ed espressive dello strumento influenzino in modo significativo il linguaggio e le scelte compositive.
“La vibrazione è l’origine della vita. Il suono e la vibrazione del taiko sono in grado di scuotere le fondamenta del cuore umano. Se ascoltiamo attentamente, il nostro stesso cuore batte in modo ritmico”. Il weekend ai Giardini si completa con gli spettacolari tamburi giapponesi di Munedaiko (ore 21.30), formazione nata nel 2014 per volontà del percussionista Mugen Yahiro, con l’intento di promuovere e valorizzare lo strumento in Italia e in Europa, e diffonderne la pratica. La vibrazione del tamburo facilita il risveglio dell’energia vitale presente in ognuno di noi e il contesto open air offerto dallo scenario dei Giardini permetterà di unirsi al respiro del creato rievocato dal ritmo percussivo dei musicisti e di beneficiare dell’emozione di una musica dal sapore ancestrale. Un concerto suggestivo, orientato allo stupore, che si avvarrà della preparazione fisica e spirituale di Mugen Yahiro, dei fratelli Naomitsu e Tokinari Yahiro.
Tutto il programma del festival, fino al 2 luglio, sul sito filarmonicaromana.org