25 Luglio @ 21:00 – 22:30 CEST

Il 25 luglio 2026 debutta la seconda e ultima parte del Processo da Franz Kafka a cura di archiviozeta al Cimitero Futa Pass, a metà strada tra Firenze e Bologna, che insieme alla prima andrà a formare un unicum di narrazione e un’esperienza di visione divisa in due giornate (I e II parte).
Un nuovo progetto teatrale di archiviozeta, ispirato a uno dei massimi capolavori del ‘900, uno spettacolo itinerante al Cimitero Futa Pass, il più grande sacrario tedesco della seconda guerra mondiale, un’enorme opera architettonica a mille metri di altitudine, sull’Appennino tosco-emiliano, un precipitato di Memoria.
In scena, sette corpi, come in una deposizione, danno vita a una perlustrazione di un profetico organismo letterario. La drammaturgia, curata da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, compie una scelta radicale e significativa: l’identità di Josef K. non è fissa, ma slitta continuamente da un attore all’altro. Questo movimento incessante svela un io costruito per sottrazione, proiettando nel pubblico lo smarrimento di un protagonista incomprensibilmente processato e rendendo tangibile quella “vertigine” intellettuale e spirituale tipica del mondo kafkiano. Il pubblico precipita così nella prosa acuminata di Kafka e nella densità dei suoi straordinari dialoghi, all’interno di una struttura scenica che trae ispirazione anche dai diari, dai disegni, dalle lettere a Felice Bauer e dai testamenti originali lasciati a Max Brod.
Un’occasione unica per attraversare l’opera di Kafka alla luce della violenza e delle tragedie della storia e di quelle in atto. Un mese di teatro durante il quale il pubblico potrà vedere o rivedere una o tutte e due le parti dello spettacolo e seguire l’intero arco del romanzo.
note di regia a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
Nessun atto va perduto, il tribunale non dimentica nulla. Franz Kafka
L’idea di allestire Kafka dopo Thomas Mann al Cimitero Futa Pass ci è sembrata naturale. Dopo quattro anni trascorsi sulla Montagna incantata non era affatto semplice svincolarsi e scendere dal Berghof. Ma il fatto che i due romanzi siano stati pubblicati a un anno di distanza (1924 e 1925), che Kafka abbia iniziato a scrivere Il processo proprio mentre stava scoppiando la Grande Guerra (1914) e mentre Hans Castorp (il protagonista della Montagna) si avviava, cantando Schubert, alle trincee e che Kafka a sua volta sia stato ospite dei sanatori a causa della sua tubercolosi alla laringe e che proprio quella stessa malattia lo abbia portato alla morte il 3 giugno 1924 nel sanatorio di Kierling, nei pressi di Vienna, ebbene tutti questi intrecci ci hanno attratto, sembrano quasi grovigli obbligati di realtà e letteratura.
E poi la questione ebraica, così atrocemente all’ordine del giorno: tentare di riflettere a partire da quel mondo anteriore, scomparso, ma le cui polveri continuano a minare e contaminare il nostro presente, farlo attraverso la scrittura di Kafka tra caduti nazisti, farlo da imputati in un processo immaginario a quello che siamo diventati: umanità indifferente e burocratica perfettamente inserita nella peggiore prefigurazione totalitaria internazionale… insomma come già accaduto più volte, anche nel corso degli incubi del’900, Kafka è sempre avanti, sprigiona molta energia e continua a tessere quella rete (di nessi, di nodi, di intelligenza artificiale, di guerre perpetue) in cui siamo intrappolati e che ormai è kafkiana per definizione.
Ma passeggiando tra le lapidi ci chiediamo se quei ragazzi caduti per una causa sbagliata l’abbiano letta La montagna o Il processo? oppure li avranno bruciati nei roghi quei libri? e noi a che punto siamo del procedimento?
Ecco continuare a riflettere sulla colpa, sul principio responsabilità, sulla vergogna, sulla giustizia, sul libero arbitrio, sul potere, insistere su questi temi, dopo aver lavorato su Dostoevskij e Mann, ci interessa soprattutto oggi.
Per questo è naturale dopo La montagna incantata ‘istruire’ alla Futa Il processo di Kafka – romanzo incompiuto che nel 1914 trasformerà definitivamente tutto il cosmo in un tribunale senza fine e che verrà pubblicato postumo solo nel 1925. A cento anni di distanza portiamo nella nostra scenografia di senso, gli atti di un primo dibattimento in cui le parole e i gesti faranno sprofondare il pubblico, insieme al funzionario di banca Josef K., nel cupo gorgo di un implacabile procedimento penale senza via d’uscita.
IL PROCESSO
di Franz Kafka
drammaturgia e regia Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
con Mattia Bartoletti Stella, Diana Dardi, Gianluca Guidotti, Pouria Jashn Tirgan, Sofia Longhini, Giuseppe Losacco, Enrica Sangiovanni
consulenza musicale Patrizio Barontini
scenografia, costumi, oggetti Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
direzione di scena e tecnica Elio Guidotti
foto di scena Franco Guardascione
produzione archiviozeta
in collaborazione con Le Parole di Hurbinek (Pistoia)
con il contributo di Regione Emilia Romagna, MIC Direzione generale spettacolo
prenotazioni a partire dal 15 giugno 2026 on line al link https://www.archiviozeta.eu/prenotazioni/
CALENDARIO DETTAGLIATO
sabato 25 luglio DEBUTTO SECONDA PARTE
domenica 26 luglio SECONDA PARTE
giovedì 30 luglio DEBUTTO RIPRESA PRIMA PARTE
venerdì 31 luglio SECONDA PARTE
sabato 1 agosto PRIMA PARTE
domenica 2 agosto SECONDA PARTE
lunedì 3 pausa
4 – 5 – 6 – 7 agosto SECONDA PARTE
sabato 8 agosto PRIMA PARTE
domenica 9 agosto SECONDA PARTE
lunedì 10 pausa
11 – 12 – 13 -14 agosto SECONDA PARTE
sabato 15 agosto PRIMA PARTE
domenica 16 agosto SECONDA PARTE
lunedì 17 pausa
18 – 19 – 20 – 21 agosto SECONDA PARTE
sabato 22 agosto PRIMA PARTE
domenica 23 agosto SECONDA PARTE
per vedere le due parti in due giorni consecutivi queste le possibilità:
giovedì 30 luglio PRIMA PARTE
venerdì 31 luglio SECONDA PARTE
sabato 1 agosto PRIMA PARTE
domenica 2 agosto SECONDA PARTE
sabato 8 agosto PRIMA PARTE
domenica 9 agosto SECONDA PARTE
sabato 15 agosto PRIMA PARTE
domenica 16 agosto SECONDA PARTE
sabato 22 agosto PRIMA PARTE
domenica 23 agosto SECONDA PARTE
INFO
INGRESSI:
INTERO 30€+1€ prevendita
RIDOTTO (under 25) 15€+1 € prevendita
CUMULATIVO INTERO (PRIMA PARTE) 25€+1€ prevendita
CUMULATIVO RIDOTTO (PRIMA PARTE) (under 25) 12€+1 € prevendita
CUMULATIVO INTERO (SECONDA PARTE) 25€+1€ prevendita
CUMULATIVO RIDOTTO (SECONDA PARTE) (under 25) 12€+1 € prevendita
(gli ingressi cumulativi PRIMA E SECONDA PARTE vanno acquistati obbligatoriamente insieme nello stesso carrello, selezionando le date desiderate anche non consecutive. Acquisti separati non saranno considerati validi).
COME RAGGIUNGERCI
Il Cimitero Militare Germanico si trova al chilometro 48 della Strada Statale 65 (SS65), esattamente sul valico del Passo della Futa nel comune di Firenzuola, al confine tra Emilia-Romagna e Toscana.
In Auto da Bologna (Percorso panoramico o autostradale)
Strada Statale 65 della Futa (Consigliata per moto e turismo): Esci da Bologna in direzione sud verso Pianoro. Segui sempre le indicazioni per la SS65 della Futa. Supera i paesi di Loiano e Monghidoro. Continua a salire fino a raggiungere la cima del Passo della Futa. Il cimitero si trova sulla tua sinistra, ben segnalato. Il tempo di percorrenza è di circa 1 ora e 30 minuti.
Autostrada A1 (Più veloce): Prendi l’autostrada A1 Direttissima in direzione Firenze. Prendi l’uscita Badia. Segui le indicazioni per Castiglione dei Pepoli e successivamente per il Passo della Futa (SP61). Il viaggio dura circa 1 ora.
Segui le indicazioni per la SS65 della Futa in direzione nord (verso Bologna). Supera i centri abitati di Pratolino, Vaglia e San Piero a Sieve. Supera Barberino di Mugello seguendo i cartelli per il Passo della Futa. Il cimitero si trova sulla destra appena prima dello scollinamento del passo. Il tempo di percorrenza è di circa 1 ora.
Con i Mezzi Pubblici
Purtroppo non esiste un collegamento diretto continuo.
A Piedi percorrendo la Via degli Dei
Percorrendo la celebre Via degli Dei (il cammino trekking da Bologna a Firenze), il cimitero si trova direttamente sul percorso della quarta tappa (solitamente la tratta che va da Madonna dei Fornelli al Passo della Futa / Monte di Fo’). Lo incontrerai a bordo strada a pochi metri dal campeggio della Futa.