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Geologia della memoria di Giulio Patrizia a Soriano del Cimino

18 Luglio @ 18:00 31 Agosto @ 18:00 CEST

Sabato 18 luglio 2026 alle ore 18.00 inaugura presso le Scuderie di Palazzo Chigi-Albani di Soriano nel Cimino la mostra personale Geologia della memoria di Giulio Patrizia ccompagnata da un testo di Roberta Melasecca, con il patrocinio del Comune di Soriano nel Cimino – Assessorato alla Cultura. 

Il progetto riunisce opere che indagano la sopravvivenza dei simboli nel tempo: attraverso rilievi, steli, fregi e sistemi di segni l’artista costruisce una stratigrafia della memoria, in cui frammenti della classicità, memorie personali e simboli contemporanei si depositano come sedimenti della cultura. Le opere non ricostruiscono il passato, ma ne attraversano le tracce, trasformando il frammento in lingua. 

Come scrive Roberta Melasecca nel testo di presentazione: «Geologia della Memoriaappare come la costituzione di un archivio strutturato di paesaggi culturali. Le opere sorgono dalla superficie del corpo attraverso elementi di mediazione tra la percezione aptica, legata al tatto, e la percezione ottica, legata alla vista, così come distinte dallo storico dell’arte Alois Riegl scrivendo sull’arte egiziana e tardoantica. I segni e i simboli impressi dall’artista nella materia propongono un sistema combinato tra le due visioni, ed esortano lo spettatore ad adottare, in modo consecutivo, entrambe le metodologie di comprensione. 

Il primo approccio, che predilige la distanza e la lontananza, chiarisce il modello complessivo con il quale orientarsi e codifica ambienti e campi: ogni opera, contenendo nel suo intimo archeologie e depositi intellettuali, espone linguaggi definiti da un preciso codice genetico che trae le sue origini da frammenti della classicità, da rimembranze personali e da simboli contemporanei. Allo stesso tempo, esso attiva una memoria esteriore, quella accettata dalla comunità come conoscenza e tradizione condivisa. La seconda prassi invita all’avvicinamento e implica la presenza del corpo: una sensorialità fatta di pelle, rilievi, porosità, percorsi geometrici, sezioni e intagli. Attraverso essa, ognuno di noi attiva una memoria interiore, costituitasi per accumulo di esperienze, affinata dalla percezione della vita, trasfigurata dalle emozioni e sentimenti che compongono il corpus della propria storia. 

I due sistemi di fruizione costruiscono una narrazione metaforica che ci consente di auto-rappresentarci come unità compiute: avviene quello che Ricœur chiama “il piccolo miracolo del riconoscimento”, l’attuazione di una memoria che si apre a ciò che sembrava affondato o semplicemente lontano dalla nostra dimensione privata, riconoscendone gli archetipi, strutture fondamentali della psiche, a noi sempre appartenuti. […] Geologia della Memoria è atto di presenza: richiede strumenti, richiede sguardo, richiede disponibilità alla scoperta. Ed è proprio in questo spazio, tra la superficie e il profondo, tra il segno visibile e il senso che lo abita, che l’opera chiede a noi di restare.»

BIOGRAFIA

Giulio Patrizi (Viterbo, 1980) è designer, artista visivo e docente di Design e Comunicazione Visiva presso lo IED di Roma, l’Accademia di Belle Arti di Viterbo e la Sichuan Normal University (Cina). Dopo una formazione accademica in Design, ha ampliato il proprio percorso di ricerca iscrivendosi alla Facoltà di Beni Culturali con indirizzo in Valorizzazione dei Patrimoni Culturali, consolidando un approccio interdisciplinare che attraversa progetto, immagine e storia. Fondatore e direttore artistico della Giulio Patrizi Agency, studio creativo pluripremiato, Patrizi affianca all’attività professionale una ricerca artistica autonoma che indaga il rapporto tra segno, memoria e cultura visiva. La sua pratica si concentra sulla costruzione di un linguaggio essenziale e sintetico, un alfabeto di segni, in cui il rigore grafico dialoga con stratificazioni simboliche di matrice storica.

Scuderie di Palazzo Chigi-Albani

Via Papacqua, 471
Soriano del Cimino (VT),
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