Eppideis, la felicità è un sogno fallimentare

La quinta edizione di Scena Nostra (prodotta da Babel in collaborazione con Rete Latitudini, con il sostegno di Regione Siciliana e Ministero della Cultura) si apre con lo spettacolo Eppideisdel drammaturgo Rosario Palazzolo, scrittore, attore e regista teatrale, pluripremiato e noto per la sua ricca produzione. Tre repliche, 12, 13 e 14 gennaio presso lo spazio Franco, dei Cantieri Culturali alla Zisa. Testo e regia Rosario Palazzolo, con Silvio Laviano, voci Cosimo Coltraro, Manuela Ventura, Viola Palazzolo, Rosario Palazzolo, scene e costumi Mela Dell’Erba, musiche originali ed effetti sonori Gianluca Misiti, produzione Teatro della Città.

Una pièce atipica che coinvolge e spiazza il pubblico in sala, la protagonista è una ragazzina di tredici anni di nome Gioni, felice, solare, oltremodo empatica, che vive nel mondo edulcorato e scintillante dei meravigliosi anni cinquanta e dentro la cornice immaginifica del telefilm Happy Days. Il titolo dello spettacolo suggerisce già questo collegamento al telefilm, la protagonista sogna a colori, ma è tutta una ricostruzione immaginifica di una realtà completamente falsata, una bugia, che esiste solo nella sua testa. Gioni è in verità un uomo che ha perduto la moglie e il figlio, quest’ultimo gli parla attraverso una voce registrata. la sua felicità è una bugia, non gli rimane che immaginare, progettare, entusiasmarsi, ballare, ridere, urlare, raccontare, ritrattare, semplificare, sbaragliare, minacciare, parlare con una lingua corrotta, personalissima, traboccante di ironia.

La realtà che si piega alla irrealtà, l’attore in scena gioca con lo spazio costruito, con il pubblico e con un mondo surreale, finto, dove il protagonista passa dallo stadio cosciente allo stadio dell’incosciente. Teatro nel teatro, l’attore è doppiamente personaggio, impaurito, irascibile, disgustato dalla propria vita e poi felice, sognatore e ragazzina adolescente. Gioni è una ragazzina tredicenne che gioca con un mondo irreale di una scenografia costruita e di plastica, dove il cibo è di plastica, le risate sono registrate e la musica è un gioco nel gioco, un calcio col calcio, un urlo dell’urlo. Vi sono due livelli, linguistici e di racconto, due livelli che coesistono e si intrecciano, la quarta parete viene rotta dall’attore che immagina nel pubblico il suo parterre di personaggi, da lui stesso inventati. Il pubblico prende fisicamente parte allo spettacolo e l’attore, Rosario Palazzolo nelle vesti di Gioni, interagisce lungamente con chi è seduto in platea. Gioni viene anche bullizzata, non è poi tutto oro quello che luccica, con frasi del tipo “merda” mentre le risate di un pubblico fuori campo incalzano le terribili battute rivolte alla protagonista. Lo spettacolo si conclude con due finali, spiazzante il secondo, che lascia il pubblico coinvolto umanamente e sentimentalmente.

Eppideis è l’ultimo atto di una Trilogia dell’Espiazione, che intende approfondire, partendo dal tradimento della categoria maschile/femminile, e all’interno del concetto di iper rappresentazione, la mia idea sul tema del senso di colpa, e lo fa tentando di trafiggerla nella sua accezione più̀ intima e miserabile, ovvero quella che prende spunto dall’impossibilità dell’individuo di determinare la propria esistenza, il suo fine ultimo o il progetto intrinseco. Eppideis è forse il più atipico dei miei spettacoli atipici, e ciò principalmente perché offre la mia versione scritta, detta, rappresentata del fallimento inteso come fallimento della creazione artistica.Rosario Palazzolo.

Il 27, 28 e 29 Gennaio, per Scena Nostra, lo Spazio Franco ospiterà l’attore drammaturgo e regista teatrale Premio Ubu Saverio La Ruina con “Via del Popolo”, produzione della trentennale compagnia “Scena verticale”. Lo spettacolo racconta di appartenenza ai luoghi, alla famiglia e alla comunità ma è anche una riflessione sul tempo che scorre.

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