di Ilaria Sambucci

 

#iorestoacasa con il #TeatroDigitale. E’questo l’hashtag che il Teatro dell’Opera di Roma sta utilizzando in questo periodo particolarmente difficile, per farci emozionare da casa con i più grandi capolavori del balletto e dell’opera lirica. Si conclude la prima settimana di programmazione con il balletto Don Chisciotte, coreografato dell’étoile dell’Opéra de Paris e direttore artistico del Balletto dello Stanislavsky and Nemirovich-Danchenko Moscow Music Theatre, Laurent Hilaire.

Ispirato alla versione originale di Mikhail Baryshnikov per l’American Ballet Theatre, il Don Chisciotte, ha debuttato il 15 Novembre 2017 al Teatro Costanzi, affidando così l’apertura della stagione a un balletto noto a tutti grazie al famoso romanzo di Miguel de Cervantes: “El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha.”

La particolare scenografia, insieme all’originalità dei costumi di Vladimir Radunsky, rendono l’opera fiabesca. Non adeguato, a mio parere, il vestito roseo di Kitri nel primo atto, che si distacca dai colori tradizionali ispanici che rendono ancor più travolgente e passionale il personaggio.

Nel primo atto vediamo Kitri e Basilio che si rincorrono innamorati nella piazza. Iana Salenko principal dancer dello Staatsballett Berlin, incarna Kitri. Impeccabili i suoi “grand jetè” già dalla prima entrata in scena, puliti i giri ed elegante nell’interpretazione, forse un po’ troppo, da non riuscire a trasmettere la grinta e l’esplosività tipica del suo personaggio. Iana è una ballerina dotata di belle linee, ed esegue ogni movimento sicura e con una grande precisione tecnica. Irrompe nella scena Isaac Hernández, già ballerino per l’ American Ballet Theatre, San Francisco Ballet e Het Nationale Ballet prima di diventare lead principal dell’English National Ballet.

Isaac interpreta il giovane Basilio, intenso e guizzante nei salti, potente e preciso nei giri. Mostra una grande tecnica e consapevolezza del proprio corpo, oltre ad avere un forte senso musicale, dando importanza a tutti gli accenti e rispettando le pause egregiamente. Impeccabile non solo dal punto di vista tecnico, svolgendo sequenze particolarmente complesse con la massima naturalezza, ma anche dal punto di vista interpretativo, è capace di attrarre con un solo sguardo.

Seguono meravigliose danze popolari interpretate dal raffinato corpo di ballo.

Un plauso alle amiche di Kitri: Sara Loro e Giorgia Calenda che hanno eseguito perfettamente all’unisono tutte le diagonali e le variazioni con grande disinvoltura e sicurezza.

Abbiamo potuto apprezzare il primo ballerino Caudio Cocino, perfetto per tecnica, grinta e temperamento nel ruolo di Espada. Notevole Annalisa Cianci nel ruolo di Mercedes, delicata e precisa negli “aplomb” e convincente anche dal punto di vista interpretativo.

Il secondo atto comincia con la fuga dei due innamorati, poiché il padre di Kitri non vede di buon occhio il giovane Basilio e vorrebbe che la figlia si maritasse con il nobiluomo Gamache. Durante la fuga i due fanciulli vanno incontro a dei pirati bizzarri che vorrebbero derubarli e nel frattempo vengono raggiunti da Don Chisciotte e comincia così la famosa scena del sogno.

Segue il magico quadro delle driadi che sotto un meraviglioso cielo stellato (grazie alle luci di A.J. Weissbar), iniziano a danzare eseguendo dei delicati ed eleganti “Pas de bourrée suivi”. Preciso e armonioso, il corpo di ballo disegna una bellissima cornice intorno alla meravigliosa étoile Rebecca Bianchi che interpreta in una maniera sublime il dio Cupido. Perfetta nell’ esecuzione, precisa e fluida nei passaggi ha dato alla sua variazione un tocco magico, il tocco di una vera étoile.

Regina delle driadi è Arianna Tiberi, danzatrice elegante dalle belle linee e sicura nei salti. Ha avuto qualche piccola défaillance durante la sua variazione, in particolare nell’esecuzione dei “Grand Fouettè Relevè en Tournant”.

Dopo questo fantastico scenario, inizia il terzo atto con il matrimonio dei due giovani, accompagnati da danze e festeggiamenti.

Nel gran finale sulle travolgenti musiche Ludwig Minkus, assistiamo ad un meraviglioso “pas de deux”. Segue una perfetta variazione tecnica di Kitri, ed un’impeccabile e travolgente variazione di Basilio.

A seguire la cosiddetta coda con dei grintosi “tour à la seconde” di Hernández e dei bellissimi “fouettés” eseguiti dalla Salenko.

Un meraviglioso spettacolo fortemente voluto dalla direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, la splendida étoile Eleonora Abbagnato che ha saputo valorizzare i suoi danzatori, e tutto lo straordinario cast artistico da lei scelto.

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