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Django e dintorni al Parco del Celio

Una serata nel segno di Django Reinhardt con Angelo Debarre e il Miraldo Vidal Quintet: emozioni gipsy e jazz manouche

Prosegue al Parco del Celio la rassegna JazzImage, la storica kermesse musicale ideata da Eugenio Rubei, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, in collaborazione con l’Associazione Culturale Sound Image e con il supporto di Zètema Progetto Cultura.

Angelo Debarre

Per quasi tre mesi fino al 15 ottobre, lo splendido scenario del Parco del Celio ospiterà un ricco calendario di eventi in uno spazio completamente rinnovato nell’accoglienza, con una grande novità: l’ingresso gratuito.

Sul palco si alterneranno alcune tra le migliori eccellenze del jazz e del blues, accompagnate da incontri culturali, presentazioni di libri e altri appuntamenti dedicati all’approfondimento artistico e musicale, per un’offerta che coniuga qualità, accessibilità e partecipazione.

Ieri sera, sul suggestivo palcoscenico a due passi dal Colosseo, il chitarrista francese Angelo Debarre è stato protagonista di un emozionante concerto insieme al Miraldo Vidal Quintet, offrendo al pubblico un appassionato omaggio a Django Reinhardt. Considerato l’indiscusso padre del jazz manouche e pioniere del jazz europeo, Reinhardt riuscì, dopo un grave incidente domestico, a trasformare la sua menomazione in una straordinaria opportunità creativa, dando vita a una tecnica chitarristica unica e rivoluzionaria. Un’eredità musicale che continua ad affascinare e ispirare generazioni di musicisti in tutto il mondo celebrata ogni anno in festival a lui dedicati.

Senza troppi convenevoli, Miraldo Vidal e Moreno Viglione alle chitarre, Alessandro Vece al violino, Fabrizio Montemarano al contrabbasso e Angelo Debarre alla chitarra accendono la serata con una travolgente versione di Sweet Georgia Brown. Fin dalle prime note, il pubblico è catturato: le teste ondeggiano, i piedi battono il tempo, l’aria si riempie di swing e vibrazioni travolgenti.

Il viaggio musicale prosegue con brani immortali del repertorio manouche e della tradizione gipsy: Nuages, dolce e sognante, avvolge il parco in un’atmosfera sospesa, mentre I’ll See You in My Dreams accarezza il pubblico con il suo fascino retrò. La serata si accende con Douce Ambiance e Django’s Tiger, veri cavalli di battaglia dell’ensemble, che mettono in luce la maestria tecnica e l’intesa perfetta tra i musicisti.

In un susseguirsi di emozioni e virtuosismi, arrivano anche AnoumanJoseph JosephDark EyesAll of Me, fino all’immancabile Minor Swing, autentico inno del genere, che chiude il concerto in un’esplosione di ritmo, talento e passione.

La presenza di Django si percepisce nitida: sarà la musica, sarà la suggestione, ma quelle note che scorrono veloci e precise sulle corde delle chitarre hanno qualcosa di magico, quasi esplosivo. Per una sera, ci sentiamo tutti un po’ gipsy, trasportati da un suono che parla direttamente al cuore, tra nostalgia e gioia pura.

Miraldo Vidal

Il pubblico, entusiasta, accompagna ogni brano con applausi calorosi, lasciandosi coinvolgere da un concerto che è molto più di una semplice esecuzione musicale: è un vero e proprio atto d’amore verso Django Reinhardt e verso una tradizione viva, palpitante, capace ancora oggi di emozionare e sorprendere.

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