di Tonino Pinto *

 

La Mostra del Cinema di Venezia oggi festeggia  con tutto il mondo del cinema internazionale, gli ottant’anni di Dario Argento, il re riconosciuto del brivido con film come “Profondo Rosso”e “Suspiria” tra i tanti realizzati e pare impossibile, scrive Giorgio Cosetti, Direttore della Casa del cinema di Roma, che il genio del cinema Italiano, maestro indiscusso di stile e creatore di pellicole da antologia, alla pari secondo molti critici del grande Hitchcock, pare impossibile che Argento non sia da tempo sul set,  anche se l’attesa potrebbe secondo indiscrezioni, sciogliersi il prossimo anno. Figlio del grande produttore cinematografico Salvatore Argento, Dario è nato a Roma il 7 settembre del 194, nel 1970 dopo tante esperienze come aiuto,  il suo primo successo lo ottenne con “L’uccello dalle piume di cristallo”, musiche di Ennio Morricone, fotografia del futuro Oscar Vittorio Storaro,  protagonista Tony Musante che Dario aveva già diretto in qualità di  aiuto di Patroni Griffi in “Metti una sera a cena”. Un successo miliardario a cui seguirono film come “Il gatto a nove code” e “Quattro mosche di velluto grigio”, un’apoteosi di consensi che culmina nel 1975 con “Profondo rosso” con una Clara Calamai in grande spolvero e con un giovanissimo Gabriele Lavia  che da li a poco sarebbe diventato un vero mattatore dei palcoscenici teatrali e con “Suspiria” a cui seguì la famosa trilogia delle tre madri. Con 19 film alle spalle, svariate prove televisive in Italia e in America, tre regie d’opera e due libri tra cui “Paura” del 2014, oggi Dario Argento è premiato e venerato in tutto il mondo, ed anche Quarta Parete da Venezia si unisce al coro degli auguri caro Maestro, di un felice anniversario non senza dirle “grazie”. Alla Mostra del Cinema intanto, dopo il successo ieri di Alessandro Gassman, magnifico protagonista dell’opera prima “Non Odiare”, gia ospite dei nostri microfoni, in queste ore i riflettori sono tutti puntati sulla bellissima attrice inglese Vanessa Kirby trentaduenne londinese diventata famosa nella serie televisiva “The Crown” è al centro qui a Venezia di due film in corsa per il Leone d’Oro dove lei è già data favorita per una Coppa Volpi come migliore attrice  con il film “Pieces of a woman” nel ruolo drammatico di una madre che perde il figlio appena nato e. Nel film “The world to come”  della norvegese Mona Fastvold, dove nell’ottocento dei primi coloni a New York lei sposata, si innamora pazzamente di un’altra contadina anche lei sposata. ”Un dramma di passioni al femminile”, titolavano oggi i giornali, sottolineando la ricca qualità di film diretti da registe che a pochi giorni dal termine di questa edizione del festival anti Covid, potrebbe riservarci molte sorprese.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

 

 

 

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