“Cinema Speculation”: l’ultimo libro di Quentin Tarantino

Preziosa panoramica sulla storia dei film cult e meno cult da parte di uno dei registi più amati a livello internazionale. Quentin Tarantino celebra, a modo suo, il suo vizio: il cinema.

L’Italia accoglie per a seconda volta, il padre di Pulp Fiction, Quentin Tarantino, in qualità di scrittore. I fan non troveranno però né curiosità, né retroscena o aneddoti sui suoi film, né un “caro diario” da cui carpire segreti. Cinema Speculation, edito da La nave di Teseo, può semplicemente definirsi una forte dichiarazione d’amore verso la settima arte, un saggio in cui Quentin ripercorre la sua infanzia attraverso i film cult e meno cult dagli anni ’70, che lo hanno impressionato al punto tale che è diventata una ragione di vita. 

Leggendo le pagine del suo libro, il lettore sembra trovarsi realmente di fronte a lui, riconosce lo stile: tra parolacce, slang e ironia analizza in modo coinvolgente le opere cinematografiche dei grandi registi e anche di quelli minori, degni comunque di essere approfonditi. Come un’enciclopedia umana, Tarantino spazia dalla tecnica al genere, dagli interpreti all’attenzione filologica della genesi di ogni film. Non famoso per la sua approssimazione, espone i principi per cui un film è considerato riuscito o meno, anzi; come una minuscola sonda anatomizza e sviscera affinché il lettore abbia un’ottica più cristallina.

Il piccolo Quentin cresce con la madre, Connie, appassionata del grande schermo, e insieme trascorrono molto tempo condividendo lo stesso amore per i film, e lui stesso ricorda che vi era da rispettare un patto: non si fanno troppe domande e/o non si manifesta noia verso film strappa lacrime e da bollino giallo. Nonostante i film vietati ai minori, Connie preferiva che suo figlio crescesse vedendo pellicole al cinema invece che i telegiornali… ma di rigore: vietati i film horror e troppo cruenti. E Quentin, per la curiosità che caratterizza ogni bambino, chiede alla madre il perché di questo divieto e lei gli spiega che il vero problema non sarebbe far vedere un film violento, ma non capendo la storia, si guarderebbe violenza solo per il gusto della violenza, ed era questo che realmente gli era proibito.

Con Viale del tramonto il regista Billy Wilder prospetta la fine della vecchia Hollywood. Cambiano le esigenze di pubblico, dei produttori, tra gli anni’60 e ’70 c’è una forte imposizione del mercato. Le sale, soprattutto in California, nascono come funghi, proiettano pellicole sempre nuove, e il cinema inconsapevolmente introduce nuovi linguaggi. E’ un Luna Park per Quentin Tarantino, che fiero ostenta il suo hobby preferito ai suoi amichetti. Comincia a guardare tutto ciò che può e alla prematura età di quattordici anni, assiste ad alcuni spettacoli vietati ai minori.

Questo giovanissimo adolescente ha fame, fame di cinema e divora ore e ore di pellicole, conosce le sale cinematografiche di tutto lo Stato, in lui si fa spazio il senso critico. Fa collegamenti tra i film e arricchisce il suo sapere. Tutto questo diventa Cinema Speculation: capta la regia e lo stile dei movimenti della macchina da presa, scruta gli attori, scopre le trame e i ritmi di quei dialoghi che rendono grande un’opera. Tanti erano i divi del tempo: Paul NewmanFrank SinatraGeorge PeppardRalph Meeker, ma il giovane Quentin nutre una forte passione per la figura di Steve McQueen, in particolare nel film cult Bullit e Getaway!. Nel libro, quindi, non poteva non mancare l’omaggio sentito a Don Siegel, padre dell’action poliziesco e de La grande fuga e L’inferno è per gli eroi, film preferiti del regista italo americano. 

Qualche anno dopo, è Clint Eastwood a diventare un idolo per il regista, anche grazie a Sergio Leone. Come un giovane Tatti Sanguinetti americano analizza con diffidenza Fuga da Alcatraz ed elogia invece Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!, improvvisando critiche personalissime e molto “colorite”.

Lo scenario è quello degli anni ‘60-’70, quando la New Holliwood cominciava a prendere piede, caratterizzata dagli hippye dai beatnik. Era un contesto in cui  tutto era concentrato contro il sistema, e si rinnegava in ogni modo la retorica dei film del passato. Un concreto cambiamento politico e sociale spiana la strada ad una nuova corrente cinematografica con pionieri del calibro di: Robert Altman, Sam Peckinpah, John Cassavetes, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, William Friedkin, Brian De Palma. In quel contesto storico si potevano girare film su qualsiasi argomento senza incorrere in quei compromessi che oggi sono all’ordine del giorno. Non esisteva querela contro una finta morale, non c’era da compiacere il tema sulla sessualità o piuttosto quello sull’oscenità o sul vattelappesca. Insomma, il politically correct ancora non tarpava le ali e non era motivo per la non riuscita di ogni film.

Cinema Speculation è un romanzo di formazione ma può definirsi un saggio. E’ un testo esauriente che va ad analizzare l’origine del regista de Le iene” Tra polizieschi, noir, western, blakploitation, Quentin “chiacchiera” con il proprio lettore, sa di essere uno dei registi più influenti dell’ultimo decennio, quindi il suo ruolo è quello di dare al lettore, come ha dato allo spettatore, delle emozioni, delle curiosità. Il lettore viene catturato dalle parole del libro, e leggendo assume quella consapevolezza di non sapere e quindi rimane a guardare e/o riguardare tutti e i tanti film che il maestro suggerisce senza imporre. Li vede e li e valuta sotto un’ottica diversa, più attenta, esattamente come Quentin ha fatto prima di diventare Tarantino.

Quentin Tarantino. “Cinema Speculation” La Nave di Teseo 2023

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