di Federica Ranocchia

 

 

Venerdì sera è partita la stagione del Cinema in Piazza promossa e organizzata dai Ragazzi del Cinema America e la Regione Lazio. La rassegna è stata inaugurata con la proiezione di “La bella vita” di Paolo Virzì, presente sul palco in Piazza San Cosimato in compagnia di Sabrina Ferilli, Claudio Bigagli, Massimo Ghini, Paolo Carnera e Maria Giovanna Caselli.

Nel rispetto delle restrizioni, gli operatori del Piccolo America assieme agli illustratori della scuola Officina B5 hanno creato sulla pavimentazione degli spazi – piazzole – nel rispetto del distanziamento fisico. Del distanziamento “fisico”, perché a quello “sociale” Valerio Carocci e i Ragazzi del Cinema America non vogliono aderire. Una presa di posizione chiara, più volte ripresa con fermezza durante tutto il discorso di presentazione che ha preceduto la proiezione del film.

All’evento ha preso parte anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, seduto in prima fila, ha sostenuto la determinazione dei ragazzi posando per i fotografi e manifestando un atteggiamento incoraggiante, oltre che con la sua presenza ai più inaspettata.

Nonostante il clima positivo e il pubblico entusiasta, la realtà è più complessa e controversa. La programmazione del Cinema in Piazza è ancora incompleta. Già a maggio il Piccolo America aveva denunciato la difficoltà nell’ottenere i film dalle distribuzioni, a ridosso dell’inizio della rassegna il problema persiste tanto da aver obbligato gli organizzatori ad annunciare il programma settimanalmente.

Come ribadito da Valerio Carocci nella presentazione, la ripartenza di Cinema in Piazza rappresenta una vera e propria eccezione se confrontata con le realtà italiane che tentano di portare nei propri territori simili esperienze. Per i Ragazzi del Cinema America la possibilità di dare vita alla manifestazione, garantendo una programmazione – se pure incerta- è avvenuta in gran parte grazie al sostegno degli stessi autori.

Durante il lockdown si era parlato di un ritorno al drive-in, nella mente di tutti noi la romanticissima idea anni ’50 si era fatta strada speranzosa. Forse, però, sarà possibile in pochi casi mettere in pratica qualcosa di simile. Quali film sarebbero proiettati nei cinema all’aperto? Le nuove uscite sacrificherebbero il buio della sala prestandosi alla sperimentazione di questa alternativa?

In un momento come questo, incerto per l’arte tutta, l’allarme pungente e avventato lanciato dai giovani del Piccolo America racchiude in sé problematiche più ampie. Può l’ambiente culturale italiano, da anni in crisi vertiginosa e repentina, resistere sotto le ulteriori pressioni avanzate dalla pandemia? Probabilmente una forte determinazione permette la ripartenza, ma con quali ricadute sull’offerta?

Le risposte a queste domande le otterremo in futuro. Nel frattempo, tra un accenno e l’altro di consolatoria normalità, possiamo continuare a seguire attentamente la scena.

Il programma di Cinema in Piazza è disponibile online, per partecipare alle proiezioni è necessaria la registrazione seguita dalla prenotazione obbligatoria del posto.

Dal 9 luglio inizieranno le proiezioni anche al Parco della Cervelletta (Tor Sapienza), mentre il 18 luglio la stagione verrà inaugurata ad Ostia nei pressi del Porto Turistico.

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