di Paola Tiriticco

 

A trent’anni dalla morte e 90 dalla nascita, Roma dedica una mostra ad uno dei miti assoluti del cinema italiano, Sergio Leone.

E lo fa dandogli un titolo evocativo, “C’era una volta Sergio Leone”, che ben descrive quell’aura fiabesca tipica della sua arte.

Una mostra ricca di ricordi e oggetti di scena, con i materiali messi a disposizione dalla famiglia Leone e da Unidis Jolly Film che ci permettono di entrare nel mondo del regista, nella sua formazione e nella sua arte.

Concepita e realizzata dalla Cinémathèque Française e dalla Cineteca di Bologna, dopo il debutto un anno fa a Parigi (dove ha ottenuto un grande successo), riporta gli universi cinematografici e privati del cineasta nella sua città, Roma.

E’ un mondo di sogno quello che siamo chiamati ad attraversare nelle sale della mostra, tra lo stupore di trovarci davanti a reperti storici, come i costumi indossati da Clint Eastwood e Claudia Cardinale, o i bozzetti di scena, fino alla scrivania dove Sergio Leone lavorava.

Passando da una sala all’altra il visitatore rivive e comprende profondamente il mondo del regista, il suo aver sempre vissuto nel cinema, avendo due genitori entrambi famosi nel cinema muto, e anche la sua formazione con i maestri che lo hanno ispirato, su tutti Akira Kurosawa e la Sfida del Samurai, ampiamente citato in “Per un pugno di dollari”. Ma poi via via anche de Chirico, l’amato Goya (ne collezionava stampe all’acquaforte),  Cervantes, Edward Hopper e il maestro della pop art Robert Indiana.

Una carrellata sul Novecento e su un’epoca del cinema che ha segnato la storia della cinematografia mondiale e che aveva in Roma il suo punto centrale e in  Leone un grande maestro, come ricorda sua figlia, Raffaella: “Si racconta mio padre, l’uomo, il regista. E’ come un tuffo nel passato. Ho apprezzato il far vedere da dove è partita la sua opera e dove è arrivata, facendo capire cosa ha lasciato nel tempo”.

Ecco quindi prendere vita davanti a noi film come “Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più”, “C’era una volta il west”, “Il buono, il brutto e il cattivo”,  fino all’opera compendio di una vita, “C’era una volta in America”.

Immancabili le musiche dell’amico di una vita, Ennio Morricone, compagno delle elementari. Il loro sodalizio ha fatto la storia del cinema, e le arie tanto famose ci fanno compagnia durante tutta la mostra. Impossibile immaginare le immagini senza le musiche e viceversa, indissolubilmente legate a formare un mito.

Insomma una mostra emozionante che è anche un doveroso omaggio ad un maestro che è stato ispirazione per registi come  Martin Scorsese, Steven Spielberg,  Francis Ford Coppola e Quentin Tarantino,  George Lucas, John Woo, Clint Eastwood e Ang Lee che continuano a riconoscere il loro debito nei confronti del suo cinema.

Al Museo dell’Ara Pacis fino al 3 maggio.

C’era una volta Sergio Leone
Ara Pacis
Lungotevere in Augusta
http://www.arapacis.it/

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