di Tonino Pinto

“Io sono morto ma non voglio disturbare”. Così ha lasciato scritto in un suo auto-necrologio il grande Maestro Ennio Morricone, il due volte Premio Oscar, scomparso a 91 anni ieri all’alba durante il ricovero in una nota clinica romana, per le conseguenze di una caduta nella sua casa romana a due passi dal Campidoglio. Le televisioni  e i giornali di tutto il mondo ne hanno dato  notizia, commentando la scomparsa dell’autore delle colonne sonore (oltre 500) di film come “Novecento” di Bernardo Bertolucci, ”Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri, ”Uccellacci e Uccellini” di Pier Paolo Pasolini, ”Mission” di Roland Joffè con Robert De Niro, le famose colonne sonore della cosi detta “Trilogia del dollaro” per i western di Sergio Leone (compagno di scuola alle elementari), con titoli come ”Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più“, Il buono il brutto e il cattivo”, e soprattutto  per quel capolavoro che fu “C’era una volta in America”, ultimo capitolo della “Trilogia del Tempo” dopo “C’era una volta il West” e “Giù la testa”.  Il primo Oscar, quello alla carriera finalmente dopo tante nomination, sul palcoscenico del Kodak Theatre (oggi Dolby), lo consegnò a Morricone emozionantissimo proprio Clint Eastwood forse più’ emozionato di lui nel ricordare l’epopea firmata da Sergio Leone, Oscar che il Maestro dedicò pubblicamente all’adorata moglie Maria(il distacco più doloroso), a cui seguì  nel 2016, quello per la bellissima colonna sonora dell’ultimo film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”.

Una carriera straordinaria quella di Morricone alla pari credo almeno nel cinema solo con quella dell’immenso Nino Rota di felliniana memoria. ”Le immagini  che corrono, si incontrano e si scontrano in un film, sarebbero povere senza un’adeguata colonna sonora che ne sottolinei l’azione. Lo disse un grande regista come Stanley Kubrick, l’unico con il quale Morricone non aveva mai lavorato e se ne doleva. Ieri sera al MAXXI di Roma, tutto il cinema Italiano ed Internazionale  in occasione del galà per la 74esima edizione dei Nastri d’argento  per il cinema del Sindacato giornalisti cinematografici ha reso omaggio ad Ennio Morricone, da Pier Francesco Favino   Migliore attore per “Hammamet” e “Il traditore” a Valeria Golino, dai fratelli D’Innocenzo  premiati per il film “Favolacce”, a Matteo Garrone miglior regia per “Pinocchio” con Roberto Benigni miglior attore non protagonista nel ruolo di Geppetto,  da Tony Servillo, Nastro d’argento alla carriera a Pedro Almodovar Nastro D’Argento Europeo per “Dolor y gloria” fino a  Vittorio Storaro, Nastro d’oro alla carriera.

Una volta andai ad intervistarlo  proprio a casa sua seduto al suo pianoforte a coda, per un documentario che stavo realizzando per la Rai sul produttore Dino De Laurentiis e mi disse che il suo grande amore per la musica sinfonica era la Madre di tutte le sue composizioni, l’amore per la sinfonia e la concertistica hanno corso di pari passo con le composizioni altrettanto famose  delle sue colonne sonore, ma c’è una canzone cantata da Joan Baez per il film “Sacco e Vanzetti” (Here’s to you) che ci ricorda quanti arrangiamenti  strepitosi  Morricone abbia firmato, anche con  il compositore Bruno Nicolai per i grandi interpreti della canzone  come per esempio Mina(Se telefonando).  Uno dei suoi fans era Springsteen, il Boss, che di lui disse: “Morricone è un grande genio musicale”. ”Era un poeta artigiano ha detto Carlo Verdone per il quale il Maestro  firmò  la colonna sonora di “Un sacco bello”, ma forse il ricordo più’  aderente alla personalità’ di Ennio Morricone l’ha espressa il nostro Presidente Mattarella che ha detto. ”Un musicista insieme raffinato e popolare, lascia  un’impronta profonda nella  storia musicale del secondo novecento”.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume

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