di Miriam Bocchino

 

Si è svolta martedì 16 marzo la conferenza stampa di presentazione della quattordicesima edizione del “Campania Teatro Festival 2021”.

La rassegna multidisciplinare, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, si svolgerà dal 12 giugno all’11 luglio 2021 mentre il mese di settembre sarà dedicato alla danza e agli eventi internazionali.

159 eventi, 10 sezioni, 70 debutti assoluti e 3 spettacoli internazionali: questi i numeri del festival.

Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, in apertura di conferenza ha evidenziato come la rassegna sia un modo per dimostrare la volontà di esserci nonostante la pandemia e come sia necessario che la cultura esista, soprattutto in questo difficile momento, per fornire il cibo dell’anima di cui ogni essere umano ha bisogno.

Capodimonte, uno dei luoghi nevralgici del festival, esplicherà la sua permeante cultura borbonica, attraverso il progetto di Ruggero Cappuccio a cura di Marco Perillo “Il sogno reale. I Borbone di Napoli”. L’evento coinvolgerà sette scrittori, i quali scriveranno altrettante storie che saranno, successivamente, interpretate da sette attori (Sonia Bergamasco, Alessandro Preziosi, Lina Sastri, Iaia Forte, Euridice Axen, Luca Zingaretti, Alessio Boni). Una guida gratuita, distribuita al pubblico, indicherà alcuni dei siti borbonici esistenti in Campania.

“In emergenza si può sfidare l’emergenza senza cadere nell’emergenzialità”: con queste parole Alessandro Barbano,Presidente della Fondazione Campania dei Festival, ha sottolineato come l’arte debba rimanere il perno dell’esistenza, senza essere accantonata in vista di “giorni migliori”. Importanza che si è manifestata anche all’interno della stessa regione e che ha condotto a cambiare il nome dell’evento da “Napoli Teatro Festival” a “Campania Teatro Festival”. Il festival, infatti, è diventato sempre più capillare sul territorio, coinvolgendo luoghi della cultura diffusi su tutta la regione.

La rassegna sarà un’occasione di rilancio anche per l’economia: saranno infatti 1500 lavoratori dello spettacolo che opereranno alla sua realizzazione.

“Il Covid – 19 è una lente di ingrandimento”: Ruggero Cappuccio, nonostante abbia dichiarato la poca partecipazione alla vita culturale, con le dovute eccezioni, del mondo politico, ha voluto evidenziare come il festival  sia “una fiammella” che può condurre alla rinascita e al cambiamento.

Dieci le sezioni (Prosa Italiana, Internazionale, Osservatorio, SportOpera, Danza, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Progetti Speciali) e tre i media partner (Rai3, Rai Cultura, Rai5).

Gli spettacoli internazionali sono stati ridotti a tre per dare maggiore visibilità e aiuto agli artisti italiani: l’8 e il 9 settembre debutterà l’opera della regista argentina Marina Otero, il 16 e il 17 il  lavoro del coreografo greco Dimitris Papaioannou mentre il 23 e il 24 la creazione del regista svizzero Cristoph Marthaler.

Concita De Gregorio, Marina Confalone, Enzo Moscato, Carlotta Proietti, Lina Sastri, Alessio Boni: questi i nomi di alcuni degli artisti italiani che saranno in scena sul palcoscenico del “Campania Teatro Festival.”

Spazio, anche, all’arte visiva con le mostre: tra queste “Emma Dante a la compagnia Sud Costa Occidentale” e “Pino Daniele. Mascalzone latino”.

L’immagine del festival è stata affidata all’artista Mimmo Paladino.

 

https://fondazionecampaniadeifestival.it/

https://campaniateatrofestival.it/

 

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