Emanuela Fanelli firma e interpreta per HBO Max una satira brillante sul mondo dello spettacolo, a un solo episodio dal gran finale tiriamo le somme di questa prima stagione.
A un solo episodio dalla conclusione della prima stagione, facciamo un recap di quello che abbiamo visto fino a questo momento: la serie ci catapulta in un ipotetico 2049 dove la Valle d’Aosta è stata annessa alla Svizzera e una Emanuela Fanelli ormai sessantatreenne vive reclusa lontano dalle scene. Attraverso l’indagine del giornalista Malcolm Pagani entriamo nel vivo del racconto: un reportage nato per ricostruire i motivi che hanno spinto l’attrice, due volte vincitrice del David di Donatello, all’abbandono del cinema e della televisione dopo una sequenza di scandali e shitstorm.

La narrazione procede all’indietro tra il tempo presente del 2049 e il passato del 2026 attraverso il particolare formato del mockumentary, che racconta la finzione sotto forma di documentario. La serie passa in rassegna le manie e le fragilità di un ambiente egoriferito: la protagonista che gira con la statuetta del David nella borsa, le testimonianze dei colleghi finiti a fare tutt’altro o rimasti prigionieri di strane dinamiche e la messa in mostra di un sistema culturale infantilizzato dove ci si prende decisamente troppo sul serio.
Peccato è infatti una sorta di ode alla vanità dello star system, che la Fanelli smonta da dentro ridendo di se stessa senza alcun paracadute. La caratteristica di questa produzione risiede forse proprio nell’impressione, ormai rarissima soprattutto sul nostro piccolo schermo, che nessuno in fase di scrittura abbia alzato la mano per dire «questo non si può dire».
Anche per questo l’intuizione più raffinata di Emanuela Fanelli sta nell’affrontare la paura più concreta del mondo dello spettacolo: quella di sparire e venire dimenticati. La serie mostra con spietatezza una classe culturale illuminata dal narcisismo mediatico, sorretto da una cura maniacale nella ricostruzione dei finti dietro le quinte dei più noti programmi.
A differenza delle produzioni pensate per accontentare tutti, Peccato accetta consapevolmente il rischio di risultare una serie elitaria. La sua satira funziona proprio perché presuppone uno spettatore scaltro, capace di decodificare i linguaggi televisivi e del cinema d’autore. È una comicità che non chiede scusa per la propria intelligenza e che, proprio come faceva il miglior intrattenimento d’autore del passato, trova la sua forza nella volontà di parlare a un pubblico consapevole senza mai addolcire la presa o semplificare qualcosa di effettivamente complicato.
Sotto il profilo concettuale e di scrittura, il lavoro svolto da Emanuela Fanelli insieme a Giulio Somazzi e al regista Valerio Vestoso trova il suo punto di forza nella libertà comica e nell’assenza di autocensura. Peccato viaggia a mille idee al minuto e si regge su un’autoironia trasversale che coinvolge l’intero cast nel ruolo di se stesso: una straordinaria Paola Cortellesi diventata Presidente della Repubblica (dopo una parentesi a Striscia la Notizia) o Sabrina Ferilli comare in poltrona. Anche la regia asseconda il ritmo degli inside joke e delle trovate parodistiche (dal finto biopic diretto da Stefano Sollima fino alle apparizioni del Gabibbo e di Ferzan Özpetek).
Anche in mancanza del gran finale quindi la sensazione è che Peccato abbia già centrato il suo obiettivo principale: lasciare comunque emergere una nota amara che parla del funzionamento del sistema mediatico, capace di edificare le proprie icone per poi travolgerle ed emarginarle con la stessa rapidità.

In attesa del sesto e ultimo capitolo, che dovrà dare una degna conclusione al racconto, la serie è sicuramente una delle operazioni comiche più originali e coraggiose del recente panorama italiano: la Fanelli e Vestoso hanno regalato alla serialità italiana un oggetto strano, pimpante e scorretto, ora non resta che vedere se il finale saprà chiudere il cerchio.
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Peccato – Regia: Valerio Vestoso; Sceneggiatura: Emanuela Fanelli, Giulio Somazzi, Valerio Vestoso; Interpreti:Emanuela Fanelli, Malcolm Pagani, Paola Cortellesi, Sabrina Ferilli, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Ferzan Özpetek,Stefano Accorsi; Produzione: Be Water Film con HBO Max e Rai Cinema; Distribuzione: HBO Max; Prima visione: Dal 2 ottobre 2026.





