di Maria Ester Campese

 

La Galleria Corsini apre l’anno artistico 2020 in modo straordinario ovvero con il ritorno in Italia dell’ “Autoritratto come San Paolo” di Rembrandt. L’opera che apparteneva a Neri Corsini era originariamente esposta nelle sale del Palazzo alla Lungara. Il Dipinto fu venduto, durante l’occupazione francese, assieme ad altri 25, al mercante d’arte Luigi Mirri, che rivendette parte della collezione all’inglese William Ottley.

Rembrandt Harmenszoon van Rijn nacque il 15 luglio del 1606 nei Paesi Bassi – a Leida – ed è considerato tra i più importanti pittori nella storia dell’arte Europea ed il più grande pittore Olandese. Vissuto nel periodo che viene accreditato dagli storici “l’età dell’oro olandese”, fu anche definito “uno dei grandi profeti della civiltà” per la sua profonda comprensione della condizione umana. Ha illustrato spesso infatti nei suoi dipinti scene tratte dalla Bibbia.

Grazie alla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam, dove l’opera “Autoritratto come San Paolo” è conservata, il capolavoro sarà esposto a Roma dal 20 febbraio, e per la prima volta ritorna dopo il 1799, anno della sua vendita. Nel percorso espositivo, aperto al pubblico fino al 15 giugno, saranno presenti anche diverse incisioni di Rembrandt possedute dalla famiglia Corsini.

La mostra, che è stata curata da Alessandro Cosma, rispetta la disposizione delle opere presenti così come fu voluta nel settecento da Neri Maria Corsini, grazie alla minuziosa ricostruzione tratta dai documenti originali, conservati all’Archivio Corsini di San Casciano, di cui fanno parte anche lettere, stime e atti processuali, poste in esposizione in tale occasione, rammentando così al pubblico uno dei momenti più bui per il patrimonio artistico culturale italiano.

Rembrandt fin da giovane mostrò il suo talento per la pittura e per questo venne mandato presto a bottega da Jacob Van Swanerburgh, tra i pittori storici di Leida. Rembrandt riscosse subito grande successo come ritrattista e sia i disegni che i dipinti, ritratti ed autoritratti, lo resero popolare già durante la sua vita, connotandolo per oltre vent’anni tra i maggiori pittori della sua epoca.

Tra le spiccate qualità di Rembrandt ritroviamo l’abilità e la capacità di visione del mondo che ha saputo rendere nelle sue opere con una perfetta riproduzione dell’illusione del volume e della luce. Riuscì anche magistralmente a coniugare aspetti terreni e spirituali attraverso i suoi dipinti e stesso l’artista, attraverso una missiva ad un suo committente, spiegò l’intento della sua arte ovvero rendere ” Il movimento più grande e naturale“. 

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