Il film di Peter Farrelly ripercorre la strada in salita che portò un attore sconosciuto a dare vita a uno dei personaggi più celebri della storia del cinema.
Nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma 2026 viene presentato I Play Rocky, film diretto dal regista premio Oscar® Peter Farrelly e interpretato da Anthony Ippolito, AnnaSophia Robb, Toby Kebbell, P.J. Byrne, Jay Duplass, Matt Dillon e Tracy Letts. Basato sulla vera storia della realizzazione del cult cinematografico, il film racconta la difficile strada che ha portato Sylvester Stallone a realizzare Rocky, pellicola che nel 1976 avrebbe conquistato il pubblico internazionale. All’inizio degli anni Settanta, Stallone è un attore sconosciuto che fatica a trovare ruoli, così decide di scrivere una sceneggiatura su un pugile di periferia, convinto di dover interpretare personalmente il protagonista Rocky Balboa. Quando i produttori acquistano il copione, lo studio insiste per affidare la parte a una star affermata e gli offre somme sempre più alte perché rinunci al ruolo. Nonostante le difficoltà economiche e la possibilità di perdere un’occasione irripetibile, Stallone rifiuta ogni compromesso e scommette su se stesso. La sua determinazione trasforma un progetto rischioso in uno dei più grandi successi della storia del cinema, raccontando la lotta di un uomo che, prima ancora di portare Rocky sullo schermo, ha dovuto combattere come lui per realizzare il proprio sogno.

Il dietro le quinte di I Play Rocky sembra essere persino più avvincente di quanto raccontato sullo schermo. Paradossalmente, la genesi del celebre cult del 1976 risulta quasi più interessante della pellicola stessa: non soltanto perché il percorso del protagonista ricalca, almeno in parte, la battaglia del suo interprete per affermarsi come attore, ma soprattutto perché restituisce una vicenda realmente accaduta, quella di un uomo qualunque che, armato di una determinazione incrollabile, di una testardaggine ai limiti dell’irragionevolezza e di una buona dose di fortuna, è riuscito a scardinare le logiche dello studio system hollywoodiano. Il risultato è la trasformazione di un’idea e di risorse economiche esigue in un successo capace di valere oro, quasi che il giovane aspirante attore fosse un novello re Mida.
La parabola è ancora più sorprendente se si considera che l’espressività non rappresenta necessariamente il suo principale punto di forza. Eppure, anziché scontrarsi con i propri limiti, Stallone è riuscito a costruire una sceneggiatura su misura, modellata sulle sue possibilità e capace di valorizzarne anche le apparenti debolezze. Persino una dizione non sempre impeccabile e un’espressività lontana dai canoni più convenzionali diventano così elementi di caratterizzazione anziché ostacoli. È in questa capacità di trasformare i propri limiti in risorse che si compie il passaggio da interprete ancora ai margini dell’industria cinematografica, con molti muscoli e poche opportunità, a star.
Oltre all’impressionante somiglianza fisica, il lavoro di Anthony Ippolito sul personaggio è notevole: l’attore riesce a essere Stallone senza scadere nella caricatura, anche se in alcuni passaggi l’imitazione del timbro vocale risulta forzata. Nel complesso, però, la prova convince per resa fisica e interpretazione.

La pellicola è piacevole, sostenuta da un ritmo narrativo efficace che richiama quello di Rocky, senza rinunciare all’azione nonostante il racconto si sviluppi lontano dal ring. Le sequenze che rievocano i momenti più iconici del cult accendono la nostalgia dei fan, ma il film può anche invogliare chi non lo conosce a recuperare l’originale degli anni Settanta. I Play Rocky si conferma così uno dei titoli più interessanti della Festa del Cinema di Roma.
_____________________________
I play Rocky – regia di Peter Farrelly – sceneggiatura di Peter Gamble – montaggio di Sam Seig – scenografia di Anthony Gasparro – costumi di Amy Roth – musiche di Dave Palmer – suono di JJ Sabat – con Anthony Ippolito, AnnaSophia Robb, Toby Kebbell, P.J. Byrne, Jay Duplass, Matt Dillon, Stephan James, Tracy Letts e Kiki Seto – prodotto da Toby Emmerich, Christian Baha, Peter Farrelly, Paul Currie e Michele Weiss (produttori esecutivi Andrew Muscato, J.B. Rogers, Joe Guest, Glen Basner, Laine Kline, Melissa Morkus, Roland Kickinger, Evan Bates, Gianni Benvenuto, Mario Biancacci, Mark Williams, Kyle Fox, Slava Vladimirov, Jared Underwood e Andrew Robinson) per Fireside Films e Baha Productions, in associazione con FilmNation Entertainment e International Media Funds Management – distribuzione italiana Eagle Pictures – Festa del Cinema di Roma 2026, sezione Grand Public – presentato il 19 ottobre 2026, Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma.
Foto – © Ufficio Stampa





