Il tocco di Zerocalcare al Rome Film Fest.
Nella sezione Freestyle della Festa del Cinema di Roma, esce nelle sale il 22 ottobre Caro Mondo Crudele, diretto da Niccolò Falsetti, che firma il film insieme a Francesco Turbanti. Per Falsetti si tratta della seconda opera dopo Margini, che aveva vinto il Premio del Pubblico alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Zerocalcare cura concept e character design delle parti animate, e il suo inconfondibile tratto è parte integrante dell’identità del film. Le musiche originali sono di Giancane e il cast è guidato da Aurora Malianni, Tara Trocchia, Francesco Turbanti, Petra Valentini e Leonardo Baldoni.

La vicenda si svolge nella Maremma del 1999, ad Albinia, microscopico paese in provincia di Grosseto, alle porte dell’ultima estate del millennio scorso. Il film porta sullo schermo una situazione talmente comune che forse proprio per questo si fatica a parlarne. I protagonisti sono ragazzini di una scuola media di provincia, divisi tra la scoperta di sé e il conflitto con un mondo che non li comprende: non sono più bambini, ma non sono ancora adulti. E gli adulti che dovrebbero guidarli sono rassegnati a non capire l’alunno o il figlio, e finiscono per abbandonarli a sé stessi. Come dicono gli stessi autori, fra i due mondi manca una lingua, e non manca per cattiveria di nessuno.
Giovanna, la dodicenne attraverso i cui occhi entriamo in questo mondo crudele, è una preadolescente come tante. Come tutti i suoi coetanei ha le stesse paure, ma si sente sola al mondo, e trova conforto solo nell’amico Mirko, legato a lei da un patto di sangue. Quando Mirko scompare, e le spiegazioni dei grandi si fanno sempre più vaghe, Giovanna decide di cercarlo a ogni costo, affiancata da Ludovica, detta il Maglio, pluribocciata, e dalla sua banda di bulli: compagni inattesi con cui nasce un’improbabile amicizia. Così Giovanna si trova ad affrontare una doppia perdita: quella del padre, che non riesce ancora a elaborare e che lascia vivere nella propria testa, e quella dell’amico.
Intorno a queste basi si sviluppa un racconto di formazione che adotta il punto di vista reale di quell’età, in cui sbagliare è normale e gli adulti vietano ciò che è naturale sperimentare alle medie, che la società lo voglia o meno. L’immaginario di Giovanna è quello di una generazione cresciuta davanti alla televisione, e il film lo racconta attraverso due prodotti dell’era analogica: i cartoni animati, in cui il babbo prende le sembianze di un goffo guerriero in un deserto post-atomico, e i nastri delle handycam Super Hi8, da cui conosciamo Mirko. In questo Caro Mondo Crudele si rivela una pellicola davvero brillante, perché sceglie il punto di vista più adatto e credibile, senza paternalismi né moralismi. Anche il titolo riesce a tenere insieme la natura tenera e cara dei legami che nascono in provincia e la crudeltà dell’ironia tragica della vita.
Nella nota degli autori, Falsetti e Turbanti raccontano da dove nasce il film. Si sono conosciuti proprio negli anni delle medie, nella loro piccola città di origine in Maremma, ridendo delle stesse cose, con una vitalità che a quasi trent’anni di distanza dicono di godersi ancora come se fosse la prima risata. Da ragazzi trovavano spesso incomprensibile, a volte ridicola, quasi sempre scadente la proposta che il mondo adulto offriva loro per insegnargli a diventare grandi. Poi sono diventati loro gli adulti che ai ragazzi qualcosa devono proporre, e hanno scoperto che ricordarsi com’erano non basta affatto: si sbaglia lo stesso, e lo si capisce subito dalla faccia che fanno. A chiudere la nota c’è una citazione da La congiura contro i giovani di Stefano Laffi: «Noterai di frequente che gli adulti non dicono quello che pensano e non fanno quello che dicono, perciò farai fatica a reggere i loro discorsi».
Il film presenta però diverse perplessità. Alcune storyline secondarie, legate a figure che gravitano attorno a Giovanna, vengono aperte e mai chiuse, solo accennate e lasciate irrisolte. Si esce dalla sala con l’amaro in bocca, senza sapere come sia finito il percorso del professor Vitali o che cosa sia stato detto a scuola su Mirko. Eppure queste vicende condizionano profondamente la linea narrativa principale e sono comunque lasciate al caso.
Inoltre, per quanto sia interessante il lavoro di Zerocalcare, che illustra i ragionamenti tra Giovanna e i suoi ricordi con combattimenti ispirati a Dragon Ball e con uno stile grafico che richiama l’estetica dei piccoli protagonisti, ho trovato che queste digressioni, soprattutto verso la fine, spezzino il ritmo narrativo. Il ritmo è già poco scorrevole, e le digressioni allungano le attese anche tra una parola e l’altra.

Resta il fatto che Caro Mondo Crudele ha il merito di parlare con sincerità di un’età spesso raccontata con indulgenza o con distacco. Nonostante i limiti di scrittura e di ritmo, è un film che prova a stare dalla parte dei ragazzi, e che lascia allo spettatore adulto la domanda più scomoda: quanto davvero ci ricordiamo di com’eravamo?
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Caro Mondo Crudele – regia di Niccolò Falsetti – soggetto di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti – sceneggiatura di Niccolò Falsetti, Francesco Turbanti, Giovanna Vicari e Tommaso Renzoni – fotografia di Alessandro Veridiani – montaggio di Paolo Landolfi – scenografia di Vito Giuseppe Zito – costumi di Ginevra De Carolis – musiche originali di Giancane – concept e character design delle animazioni di Zerocalcare – suono in presa diretta di Valerio Tedone – con Aurora Malianni, Tara Trocchia, Francesco Turbanti, Petra Valentini, Leonardo Baldoni, Sergio Pierattini, Francesco Mancini, Teresa Tanini, e per la prima volta sullo schermo Elena Fioravanti, Giulio Iapichino, Samuele Sabatini e Guglielmo Tanganelli – prodotto da Alessandro Amato, Luigi Chimienti, Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros., Domenico Procacci e Laura Paolucci per dispàrte, Mompracem, Fandango, con Rai Cinema, in collaborazione con Movimenti Production – distribuzione italiana Fandango Distribuzione – Italia, 2026, 104′ – Festa del Cinema di Roma – in programma per il pubblico da venerdì 16 ottobre, Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma
Foto – © Ufficio Stampa





