31 Ottobre @ 21:00 – 23:00 CET

E se l’antidoto alla freddezza dell’intelligenza artificiale fosse proprio l’illusione teatrale? In un’epoca in cui tutto viene giudicato in fretta, etichettato sottoforma di sentenze che spesso viaggiano sui social, e nella quale l’IA rischia di confondere la realtà dei fatti, può uno spettacolo teatrale rieducare il pubblico al dubbio costruttivo? E’ quello che si propone “Processo alla Magia”, il nuovo spettacolo di magia contemporanea di e con Francesco Frattarelli, diretto da Tiziano Grigioni, che sarà in scena al Teatro Vittoria di Roma sabato 31 ottobre alle ore 21:00. Dall’algoritmo allo stupore: una risposta profondamente umana all’intelligenza artificiale, questo il focus del progetto che intende ribadire il valore della vita vera fuori da uno schermo. Una macchina, infatti, può generare un’immagine, una voce, persino un’illusione, ma la meraviglia che nasce tra esseri umani, dal vivo, in quell’istante irripetibile in cui accade qualcosa che credevamo impossibile, appartiene esclusivamente a noi. Nasce da questo spunto un processo che pone il concetto di “meraviglia” sul banco degli imputati, perché sono in molti a pensare che «La magia non esiste». Una tesi messa sotto accusa sul palco per essere ribaltata attraverso un viaggio teatrale brillante, ritmato e pieno di leggerezza. Più che un’aula di tribunale formale, il “processo” diventa l’espediente drammaturgico ideale per smontare ogni certezza razionale: ogni prova viene smentita dai fatti e l’evidenza cede il passo all’incredibile. Un allestimento moderno e fortemente comunicativo che fonde i diversi linguaggi dell’illusionismo contemporaneo: magia visuale, mentalismo, interazione diretta con la platea ed effetti di grande impatto scenico alternati a momenti intimi e raffinati. Il risultato è uno spettacolo pensato per un pubblico adulto (e curioso), capace di alternare il sorriso alla riflessione senza mai cadere nella retorica o nel già visto.«Mi interessava partire da un’urgenza dei nostri giorni: oggi tutto sembra già giudicato prima ancora di essere davvero guardato e quindi – spiega Francesco Frattarelli –ho pensato di applicare questa tendenza persino alla magia, come se lo stupore fosse ormai una pratica superata da archiviare. Sul palco accade l’opposto: la sentenza si incrina, la risata apre varchi nella razionalità e la magia riprende il suo spazio vivo, concreto e presente.»