Un lavoro in scena, un talk e la restituzione di un workshop riportano a Roma l’esperienza della compagnia del Tanztheater Wuppertal.
Sabato 3 ottobre il Teatro Ruskaja dell’Accademia Nazionale di Danza apre alle 17 per un pomeriggio che procede in tre movimenti. Il primo è Seeking the Truth, creazione del 2023 di Pau Aran Gimeno, per quindici anni danzatore del Tanztheater Wuppertal. Il secondo è il talk A proposito di Pina, con Carmelo Zapparrata. Il terzo è la restituzione Transiti, in cui il lavoro del modulo guidato dallo stesso Aran Gimeno prende forma davanti al pubblico, dopo quattro giornate di sala tra il 29 settembre e il 2 ottobre. La sequenza Transiti riunisce in un solo luogo e in un quarto d’ora la creazione dell’autore, la riflessione e l’esito di un laboratorio che ricerca parte dell’eredità di Pina Bausch.

L’appuntamento del 3 ottobre rientra in Dancescreen in the Land, il festival che con Canova 22 approda a Roma per la sua terza tappa, intitolata Respiro al Centro. Il programma corre dal 21 settembre al 25 ottobre e si distribuisce tra il Teatro Greco, il Teatro Ruskaja e la Fornace del Canova. Nel cuore del progetto stanno quattro percorsi, riuniti sotto il titolo Geografie del Corpo e legati alle ricerche di Hofesh Shechter, Pina Bausch, Lucinda Childs e Carolyn Carlson. Ogni settimana si lavora al Teatro Greco da lunedì a venerdì, dalle 10 alle 14, poi la scena si sposta al Ruskaja, dove il pubblico incontra performance, esiti di sala e un incontro di approfondimento. Pau Aran Gimeno guida il secondo appuntamento, dedicato a Pina Bausch, partendo dalla sua esperienza nella compagnia della coreografa tedesca.
Seeking the Truth, la prima creazione eseguita sabato dallo stesso Aran Gimeno, parrebbe affrontare con il corpo la ricerca della verità, comunicando attraverso il gesto il dolore che l’accompagnerebbe. Il danzatore entra in scena segnando un confine con tre sassi, quasi a formare uno spazio, una bolla delimitata entro cui cercarla. Si abbottona la camicia fino all’ultimo bottone girando su di sé come un carillon, quasi che, per ritrovare se stessi, si cercasse prima di tutto di rientrare nei dettami sociali, fino a diventare bambole della società. Attraverso sequenze ripetute e un ritmo corporeo che a tratti segue la musica e a tratti vi si scontra, si libererebbe poi dei costumi e dello spazio, rompendo ogni ostacolo per uscire da sé. Resterebbe aperto se la verità venga trovata, e forse il processo, più della risposta, condurrebbe ciascuno alla propria.
Nel talk seguito alla performance, Aran Gimeno ha ripercorso la propria esperienza prima e dopo Pina Bausch. Il giornalista Carmelo Zapparrata ha incalzato per sapere come sia lavorare con lei, ma il coreografo ha ribadito che il lavoro sotto un grande nome resta collettivo e che la danza di Bausch nasce anche dall’apporto di chi collabora, come accade quando una rivoluzione viene legata a un solo nome. Ha ricordato poi che il lascito della compagnia viene accolto dalle principali compagnie e accademie, come l’Opéra di Parigi, tramandato da un’équipe di cui fa parte. Gli interessava però raccontare soprattutto il workshop: il tempo ridotto ha lasciato da parte l’esecuzione e il lavoro ha puntato a trasmettere una sorta di calma, in un ambiente competitivo dove si viene allontanati da un’audizione per il modo di camminare, e a ricordare che i corpi sono danzatori e persone che creano arte, mai prodotti vendibili sui social.

La restituzione Transiti, durata circa un quarto d’ora, ha riportato sul palco del Ruskaja una parte di ciò che Aran Gimeno aveva trasmesso con il corpo nella performance iniziale, in altri corpi, quelli dei danzatori che hanno preso parte al lavoro. In così poco tempo, quello concesso dal workshop, si è formato un gruppo che respira con un unico respiro e che si apre in una ragnatela di movimenti, capaci di comunicare insieme l’interiorità personale e quella collettiva. Un risultato simile sarebbe possibile soltanto lavorando dall’interno, prima che sulla tecnica, ed è ciò che il coreografo avrebbe fatto con loro. In scena sembrerebbe così prendere forma ciò di cui Gimeno aveva parlato nel talk: corpi che danzano non solo perché parte di un ingranaggio, ma per creare arte attraverso se stessi.
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Dancescreen in the Land 2026 — Respiro al Centro — Geografie del Corpo Seeking the Truth — talk A proposito di Pina con Carmelo Zapparrata — restituzione Transiti, esito del workshop condotto da Pau Aran Gimeno al Teatro Greco dal 29 settembre al 2 ottobre — Geografie del Corpo è promosso da Canova22 e MP3 Project — organizzazione Associazione culturale Canova22. – Teatro Ruskaja, Accademia Nazionale di Danza, sabato 3 ottobre 2026, ore 17, Roma.





