L’anima nella materia: omaggio all’artista polacca tra i cimeli di casa a Talarico a Napoli.
Nel cuore pulsante di Napoli, lungo via Toledo – che da secoli raccoglie le voci, i passi e l’anima autentica della città -, lo scorso maggio si è svelata al pubblico una realtà dal sapore antico e prezioso: un Museo fortemente voluto da Mario Talarico, quinta generazione di una storica dinastia di maestri artigiani che ha fatto della manifattura degli ombrelli un marchio d’eccellenza riconosciuto in tutto il mondo. Quella dei Talarico è una storia ultrasecolare capace di travalicare i confini nazionali – basti pensare che persino re Carlo III d’Inghilterra figura tra i loro più affezionati clienti -, restando tuttavia visceralmente ancorata alla tradizione e al tessuto culturale della propria terra. Lo testimoniano i passaggi leggendari dei grandi protagonisti del panorama artistico partenopeo, dal teatro dei De Filippo (Eduardo, Peppino, Luigi e Luca) al cinema di Totò e Vittorio De Sica, fino alla musica di Aurelio Fierro e alla maestria di Nino Taranto, dei quali la famiglia custodisce memorie uniche come lo storico ombrello di Luca Cupiello, indimenticabile protagonista della commedia eduardiana Natale in casa Cupiello.
In questo tempio in cui la materia prende forma e memoria, ha trovato collocazione un percorso espositivo di forte impatto emotivo, curato da Marcantonio Scaramuzza con intima e rigorosa dedizione per rendere piena giustizia poetica a un’artista, a un anno esatto dalla sua scomparsa, e per esaltarne l’eredità spirituale. La protagonista è Władysława Jankowska (1953-2025): nata in Polonia, a Łuków, e mossa fin dall’infanzia da un’innata vocazione per il disegno naturalistico, la Jankowska giunge a Napoli nel 1992, trovando poi nel 1996 la sua vera dimora umana ed espressiva nell’abbraccio della famiglia Scaramuzza. Da lì prende vita una rinascita artistica incentrata sulla ritrattistica e sull’esplorazione di tecniche che spaziano da matita, olio e acquarello alla scultura su legno e alla lavorazione del sapone da bucato; un’arte singolare che, dopo l’incontro nel 1998 con Liliana De Curtis, la legherà indissolubilmente all’iconografia del Principe della risata. Una maestria consacrata il 12 dicembre 1999 davanti a sei milioni di telespettatori quando, ospite di Maurizio Costanzo a Buona Domenica su Canale 5 al fianco di Massimo Lopez e Nini Salerno, incantò l’Italia presentando le sue straordinarie sculture in comune sapone, tra cui il ritratto di Totò.
Il fertile cammino di Władysława Jankowska – costellato negli anni dal prestigioso premio alla Festa del Cinema di Roma nel 2007 per il cortometraggio La Verità di Totò (riconoscimento condiviso con lo stesso Marcantonio Scaramuzza), dalle tele dedicate a Procida, Capri e Napoli nel 2014, fino all’opera scultorea in legno realizzata nel 2017 in Piazza del Carmine per i cinquant’anni dalla scomparsa di Totò – giunge oggi nel Museo Talarico alla sua ideale coronazione. Nella sala espositiva i visitatori possono ammirare per la prima volta la celebre scultura in sapone mostrata in tv, affiancata dagli inediti busti di Stanlio e Ollio e da una raffinata rivisitazione della Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci. Arricchiscono il percorso dipinti e disegni dedicati ad altre grandi icone dello spettacolo, come Massimo Troisi e Pino Daniele: un’esposizione che celebra la parabola di un’anima luminosa la cui essenza continua a vivere intatta attraverso la materia.
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Władysława Jankowska: L’anima nelle mani – Info e orari di visita. Martedì – Sabato: 10:00-13:30 | 15:30-18:00 – Museo di Mario Talarico di Napoli dal 28 settembre al 3 ottobre 2026





