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Samia: Bolognino racconta l'atleta somala

Samia: Bolognino racconta l’atleta somala

Sul palcoscenico del Teatro Trianon Viviani di Napoli, la storia di una giovane atleta somala naufragata nell’ennesima tragedia del Mediterraneo.

Samia non è soltanto uno spettacolo di danza, ma è soprattutto il racconto di una vita annegata tra le onde di un viaggio fatale. Il coreografo Adriano Bolognino porta in scena la storia dell’atleta somala, Samia Yusuf Omar, da cui prende il titolo la performance: una giovane ragazza con il cuore pieno di sogni e un’atleta straordinaria che si imbarca dalla Libia verso l’Europa con il desiderio di raggiungere le Olimpiadi a Londra. Ma è un sogno che si perde nel mare, spezzato per sempre con un’altra condanna ancora di morte terribilmente ingiusta. Ne raccolgono l’ultima testimonianza i corpi danzanti di Giovanni Karol Borriello, Laura Miotti, Laura Dell’Agnese, Raffaella Esposito, Ines Giorgiutti e Cristina Roggerini, affinché non venga dimenticato il coraggio di chi sfida la sorte pur di conquistare la libertà.

È il 2012 e il mare non perdona. Ruggisce e imperversa la sua furia distruttiva su chiunque gli getta il guanto della sfida, non importa chi, non importa perché, la sua natura si abbatte cieca. Ma il mare restituisce anche, sempre e questa volta ci riconsegna la storia dell’atleta Samia: una testimonianza fondamentale di chi paga al mare il grido struggente di libertà con la propria vita. Bolognino accoglie quest’eco riconsegnata da quelle acque, sporche di innocenti vittime morte solo per un sogno di pace, e crea una partitura danzata struggente.

I ballerini seguono i ritmi scanditi e travolgenti delle musiche di Vito Pizzo (eccetto la traccia finale A Winged Victory for the Sullen – Adios, Florida), segmentandosi in una coreografia frammentata in innumerevoli minuziosi dettagli. Si stringono, si trascinano da un estremo all’altro del palcoscenico, giocano con movimenti complementari, danzano come entità separate eppure abbracciandosi in un solo corpo. Samia rivive attraverso ciascun respiro ritmato, la sua storia di lotta e coraggio si riaccende tra le sinergie di quei corpi vivi.

Sei corpi che sul palcoscenico agiscono con chirurgica precisione, puntuali in ogni minuscolo scatto. Questo loro sforzo, visibile in una concentrazione straordinaria, esprime tutta la tenacia di Samia, di chiunque come lei affronta persino il mare per il sogno di essere liberi e di ottenere il permesso di sognare ingiustamente negato ancora a tante popolazioni dilaniate. Insomma, sulle tavole di legno si crea un’energia palpabile: con le luci di Gianluca Sacco che da nebbiose diventano sempre più nitide fino all’ultimo grido fatale, quell’apparente individualità degli interpreti si rivela una fitta trama di profonda e commovente coralità.

È il 2026 e il mare continua a non perdonare, restituendoci altre storie come quella dell’atleta. Allora, Samia diventa un simbolo necessario: la sua vita spezzata è il prezzo pagato per tramandarci il segno tangibile «di una disuguaglianza ed emergenza del nostro presente, dove la libertà di scegliere chi vuoi essere in molti paesi è ancora negata».

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Samia, coreografia di Adriano Bolognino – con  Giovanni Karol Borriello, Laura Miotti, Laura Dell’Agnese, Raffaella Esposito, Ines Giorgiutti, Cristina Roggerini – costumi Rosaria Di Maro con lavori di Andrea Bolognino – Musiche originali: Vito Pizzo (eccetto la traccia finale A Winged Victory for the Sullen – Adios, Florida Luci: Gianluca Sacco produzione Körper | centro nazionale di produzione della danza, Rum för dans, Orsolina28, con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Campania, Bic Colonia, Staatstheater darmstadt – Hessisches Staatsballett, Nidiace platform – Progetto selezionato nella sezione programmazione della Nidiace platform 2024 – Teatro Trianon di Napoli 25 settembre 2026

Foto: ©Ufficio Stampa

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