Iscriviti alla NewsLetter
Cerca

Per tutte le mie figlie più non piove

Cos’è in fondo un pigiama party se non un moderno sabba? Il collettivo Noctua in scena al Teatro della Visitazione

Prosegue con successo Visit-Azioni Contemporanee, il festival diretto da Alessandro Machìa che fino al 30 settembre anima il Teatro della Visitazione sulla Tiburtina, e giovedì 24 settembre Martina Badiluzzi ha portato in scena Pigiama Party. Inventario per un corpo eretico, spettacolo firmato dal collettivo Noctua che riscrive l’immaginario della strega contemporanea sottraendolo ai suoi stereotipi più consumati: la donna arrabbiata, frigida, nervosa. Cinque ragazze attraversano una notte che si fa insieme gioco e rito in una drammaturgia ibrida, costruita in dialogo costante con la musica dal vivo di Roberta Russo, dove memoria collettiva e personale si intrecciano a pratiche performative fino a fare del corpo il principio di ogni cosa in scena, sotto l’atmosfera apparentemente leggera di un “normale pigiama party tra amiche”. 

È una conversazione tra ragazze, nient’altro. I temi che i cinque personaggi discutono sul palco della Visitazione emergono con la stessa disinvoltura con cui si parla in una camera da letto tra amiche, o davanti a uno spritz in un bar poco frequentato, dove nessuno origlia e il giudizio resta fuori dalla porta. È un registro che raramente trova spazio pubblico: quello con cui si nominano il sangue, il corpo, il desiderio, senza rivestirli dell’etichetta del tabù, senza doverli scontare come materia disdicevole. Restano invece quello che sono — esperienza fisiologica e mentale, l’attraversamento ordinario che ogni giovane donna compie nel misurarsi col proprio corpo e con il mondo che la circonda, sottratto per una sera intera al filtro con cui la società, da fuori, è abituata a osservarlo. 

Cos’è in fondo un pigiama party se non un moderno sabba? Lo spettacolo prende alla lettera l’assonanza e la mette in scena: la notte tra amiche diventa il luogo in cui la strega, archetipo che la cultura patriarcale ha ridotto a caricatura — arrabbiata, frigida, nervosa — riguadagna complessità. Le cinque interpreti attraversano soglie segnate nel sangue: la ferita, la mestruazione, la rottura dell’imene, tappe di un’iniziazione che ogni corpo femminile percorre per arrivare alla maturità. Le forme più leggere della socialità femminile — il gioco, la confidenza — si piegano fino a rivelare la loro natura politica, e il rito smette di essere retaggio del passato per farsi strumento di una rivoluzione possibile, per quanto minima, consumata nello spazio protetto di una sola notte. 

Questa drammaturgia ibrida, sospesa tra musica, danza e teatro, si avvicina al teatro delle origini più di quanto potrebbe farlo una ricostruzione filologica di una Medea. Il racconto esce dalla parola e prosegue nel movimento del corpo; la voce narra in dialogo con la musica, che a sua volta prende in carico lo svolgersi della vicenda; la linearità si spezza e la storia diventa quella di tutte, attraverso la connessione inconscia di scene apparentemente slegate fra loro. È il nobile intento di educare lo sguardo senza impartire alcuna lezione — la stessa ambizione rituale con cui il teatro è nato, prima ancora che diventasse testo scritto e recitato. Pigiama Party dimostra quanto questo linguaggio resti, più che antico, capace di agire ancora, con la stessa efficacia, su chi guarda. 

Pigiama Party. Inventario per un corpo eretico funziona anche perché la prova delle performer tiene il palco in maniera eccezionale, restituendo precisione fisica e vocale. È lo spettacolo che meglio racconta cosa sta realizzando Visit-Azioni Contemporanee: un festival che porta teatro, musica e danza in costante dialogo con il quartiere. Il Teatro della Visitazione diventa così un indizio concreto di ciò che potrebbe farsi stabilmente: un presidio culturale capace di superare la logica della tappa occasionale e imporsi con continuità nella programmazione della capitale. L’ingresso gratuito, valido per l’intera rassegna fino al 30 settembre, è un’ottima condizione perché quel processo possa davvero cominciare a prendere forma. Il resto tocca a chi deciderà di entrare. 

___________________________

Pigiama Party. Inventario per un corpo eretico — un progetto di Noctua, regia e drammaturgia di Martina Badiluzzi – con Viviana Barboni, Camilla Benzi, Alice Casales, Tiziana Di Tella, Caterina Petrarulo – drammaturgia musicale ed esecuzione dal vivo Roberta Russo (Kyoto) – disegno luci: Matteo Bergonzoni – supervisione della partitura fisica: Roberta Racis – festival: Visit-Azioni Contemporanee. Festival urbano delle arti e del dialogo, 16-30 settembre 2026 – Teatro della Visitazione 24 settembre 2026

errore: Contenuto protetto per copyright [Content is protected !!]