Il nuovo sorprendente cartellone della stagione teatrale
Il Teatrosophia non è solo un luogo d’incontro ma una vera e propria comunità: da tempo è ormai consolidato come tempio sacro della drammaturgia contemporanea romana che presenta ogni anno la stagione teatrale con nuove forme di sperimentazione. Ovviamente sempre all’oscuro di tutti fino all’apertura del sipario: infatti, con l’ingresso dell’autunno, il Direttore Artistico Guido Lomoro ha mostrato le nuove vesti suntuose della piccola sala e progettato un nuovo modo di fare teatro, sempre rispettando la formula, anzi la filosofia coerente delineata dal Teatrosophia stesso.

Il Direttore artistico Guido Lomoro
Guido Lomoro decide di sfidare i tempi moderni e di andare letteralmente controcorrente, dove la superficialità e l’istantaneo non lasciano spazio alla conoscenza e alla profondità delle relazioni sociali. Quello che conta è la connessione profonda con le persone e il respiro che viene concesso alle compagnie per dare avito e possibilità di farsi conoscere concedendosi, con più date settimanali, l’occasione di esprimere quello che hanno da raccontare. Rispetto agli altri anni, è una grande novità che giova molto a favore di tutte le compagnie presenti nel cartellone, le quali avranno la possibilità di esibirsi per tutta la settimana e oltre e di non fermarsi soltanto per il fine settimana.
L’intento comunicativo ed empatico di Lomoro si fonda dunque sulla qualità e meno sulla quantità: diciannove spettacoli avranno modo di stringere legami col pubblico non solo durante le loro performances, ma anche di approfondire conoscenze nel dopo teatro, ovvero nel ristoro dell’anima con gli aperitivi organizzati dal Teatrosophia che permettono interazioni, discussioni e la possibilità di creare nuove relazioni.
Questo cartellone teatrale è davvero intriso di tutte le componenti sceniche combinate tra loro nella creazione di un teatro sperimentale come chiave di volta del teatro stesso che è memoria storica certamente, ma che riesce a stare al passo coi tempi lasciando tutti gli scettici e i pessimisti a bocca aperta. Tornano degli affezionati al palco del Teatrosophia come Oltre lo Specchio della Compagnia Australe o dello spettacolo incentrato sull’improvvisazione di Naked – Studi Nudi di Improvvisazione Teatrale di Patrizio Cossa e Fabrizio Lobello. Ma il vero conduttore narrativo è lui, Guido Lomoro, qui nelle vesti di attore, regista e da burattinaio che ha legato tutti i fili narrativi ingarbugliati di questa nuova programmazione teatrale: firma la regia di Narciso Superstar sulla metafora delle fragilità e del destino umano, il dramma a tinte intimiste di Alan Turing in Biancaneve non si sveglia, riadatta in chiave moderna i classici shakesperiani facendo una sorta di operazione Sliding Doors, ovvero quello che accade oltre la tragedia stessa de Romeo e Giulietta in quello spazio di noumeno in cui convivono i personaggi di Shakespeare, per poi mettersi in gioco come attore nella commedia grottesca con i supereroi alle prese con le loro fobie in Like the Avengers della Darkside Lab Theatre Company diretta da Matteo Fasanella.
In questa stagione non mancheranno i momenti danzanti di Voyeurs di Luigi Amendola, con la regia e la drammaturgia musicale di Mauro Toscanelli e le coreografie di Silvia De Fabiis, la memoria storica resa come omaggio a una delle portatrici carniche protagoniste della Grande Guerra in Sparano a Maria, gli adattamenti letterari da Saramago o gli appunti musicali in riferimento al cabaret berlinese di Kurt Weill e Marlene Dietrich nello spettacolo Senza Fine – Quando i poeti cantano in cui Gianni De Feo decide di osare inserendo anche la musica di Fabrizio De André, Tenco, Dalida, Mia Martini, dimostrando tutte le possibili combinazioni che il teatro possiede nella sua poliedricità. Il punto di svolta di tutta la programmazione è lo spettacolo diretto da Matteo Fasanella, TU! – Tecnologia Umana, la cui ambientazione avviene verso un lontano futuro, nell’anno 2101, raccontando un mondo ormai disumanizzato, dove imperversa la tecnologia e l’innovazione, ma in cui riescono a trovare uno spiraglio voci del passato da Stefan Zweig a Marguerite Yourcenar che scuotono quel presente come a presagire il valore della memoria che diventa insostituibile, dell’emozione dal vivo e della cultura condivisa che diventano preziose e imprescindibili, poiché, nonostante tutto, l’uomo è un essere sociale che vive insieme agli altri come un bisogno primordiale.

Sabrina Sacchelli, Guido Lomoro e Maria Concetta Borgese
Con l’ultimo spettacolo, Guido Lomoro strizza l’occhio agli spettatori lasciando che siano le pièce (o come li chiama lui, i capitoli) a confessare quanta necessità ci sia ancora di un’umanità integra, conviviale ed aperta al mondo, ma con il suo ritmo vitale più lento e in perfetta contraddizione con la scansione serrata dei tempi inferociti, pieni di rabbia e di rancore.
Per seguire tutta la stagione https://www.teatrosophia.it/
Foto di copertina: Gianni De Feo e Maria Concetta Borgese
© Foto Grazia Menna





