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Factory Fest – Festa delle arti performative in Umbria

2 Ottobre @ 21:00 11 Ottobre @ 21:00 CEST

Dal 2 al 4 e dall’8 all’11 ottobre 2026 torna Factory Fest – Festa delle arti performative, il festival diffuso ideato da Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International, con la direzione artistica di Elisabetta ed Emiliano Pergolari.  Giunto alla sesta edizione, Factory Fest attraversa Spoleto, Campello sul Clitunno, Foligno, Spello e Perugia, trasformando teatri, spazi culturali e luoghi del territorio in una scena diffusa per le arti performative contemporanee. 

Tra le presenze che danno forma a questa edizione, nell’area del teatro e della scrittura scenica, Factory Fest accoglie La vita degli animali, nuovo lavoro di Elisa Pol e Chiara Lagani in una delle sue prime presentazioni pubbliche, insieme a due nuove creazioni proposte in forma di studio: Alla linea – Ponthus di TriPèe Teatro e Lori di Nicoletta Nobile / Drama Teatro. Sul terreno della ricerca coreografica, il programma comprende Verso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra, produzione Societas, e Comeback di Fabritia D’Intino e Agnese Banti. Tra musica e ricerca sonora, Hiraeth di Antonina Nowacka e Sofie Birch, presentato in prima nazionale, mentre Alfio Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte tornano insieme in una performance dal vivo che celebra i dieci anni dall’uscita di Antico, l’album che ha unito le loro visioni artistiche.

Il titolo dell’edizione 2026, Fuori di sé, invita a spostare il proprio punto di osservazione e a uscire dal centro dell’io per confrontarsi con ciò che sta fuori: l’ambiente, gli altri corpi, la comunità, la storia, il conflitto, il suono. Una postura che attraversa un programma in cui teatro, danza, musica, performance, installazioni, cinema, radio e formazione si incontrano e si contaminano.

La prima soglia è quella dei luoghi, dell’ambiente, delle altre forme del vivente. In Bloom & Doom, Caterina Moroni attraversa insieme a un gruppo di bambine e bambini di Campello il collasso climatico e la trasmissione tra generazioni, invertendo le consuete posizioni di chi guida e di chi è chiamato a seguire. In Dedica di Sara Sguotti è lo spazio stesso a intervenire sul gesto e sulla partitura, in un lavoro che si costruisce nell’incontro con ciò che accade intorno. Il nuovo progetto di Elisa Pol e Chiara Lagani sposta ancora lo sguardo, interrogando il modo in cui abitiamo la terra e la relazione che costruiamo con il mondo animale.

Ma uscire da sé significa anche incontrare il mondo che abbiamo prodotto. Un mondo attraversato da catastrofi, violenze, disuguaglianze, sfruttamento dei corpi e della terra; un fuori che entra dentro le vite, le modifica, le consuma. In Alla linea, tratto da Joseph Ponthus, Tripee porta sulla scena la ripetizione alienante della fabbrica e un corpo sottoposto al tempo della produzione. Comeback di D’Intino/Banti attraversa i meccanismi dell’idolatria nell’Occidente contemporaneo, mentre in Kamikaze Giulio Santolini porta all’estremo lo sforzo di compiacere il pubblico, fino a fare dell’aspettativa e dello sguardo altrui una pressione sul corpo stesso della performance.

Con La svastica sul sole Experience, lacasadargilla costruisce una realtà alternativa nella quale gli esiti della Seconda guerra mondiale sono invertiti, facendo vacillare il confine tra storia, distopia e possibilità del presente. In Arlecchino di Zaches Teatro, è un teatro in rovina a restituire l’immagine di un mondo che cade a pezzi, ma nel quale continua a muoversi una forza ostinata e vitale. Due di Notte di Pennacchia/Serrani concentra invece tutto nello spazio fragile della relazione e nel tentativo di dirsi ciò che resta prima che il tempo finisca.

Fino a Non una voce di Ultimi Fuochi, performance per quattro spettatori alla volta che, in dialogo con Dissipatio H.G. di Guido Morselli, porta all’estremo la sottrazione dell’altro: un mondo quasi svuotato della presenza umana, nel quale la possibilità stessa della relazione sembra essersi dissolta. Quando non resta più nessun altro, anche uscire dal sé diventa impossibile. È forse proprio da questa soglia che il programma cambia movimento. Uscire dal sé non significa più soltanto esporsi a ciò che ci circonda, ma sospendere per un momento l’io come misura dominante dell’esperienza, lasciarsi attraversare da corpi, voci, ritmi e suoni.

In Verso la specie di Claudia Castellucci, la danza torna verso un impulso originario, osservando ritmi umani, animali, vegetali e minerali e facendo emergere la singolarità del corpo dentro un movimento comune. In POP di Nicola Galli, presenza, gioco e movimento mettono progressivamente in moto un’azione corale. Re-Penelope di Cult of Magic riprende invece una figura confinata per secoli nello spazio dell’attesa e ne rovescia la postura, facendo della presenza femminile una possibilità di azione politica e collettiva. In Lori, al suo debutto a Factory Fest, Nicoletta Nobile attraversa parola, memoria e performance, lasciando che il racconto privato assuma una forma nuova davanti a chi ascolta.

Poi, il corpo scompare dentro al suono. La ricerca di Lino Capra Vaccina e Mai Mai Mai attraversa una materia acustica e rituale in cui memoria, folklore e sperimentazione si contaminano. Con Enrico Malatesta l’ascolto si concentra sulla propagazione del suono: risonanze, armonici, ipertoni e suoni fantasma emergono e si trasformano nello spazio. Le voci di Antonina Nowacka e Sofie Birch aprono nuovi paesaggi sonori in una prima nazionale del duo, mentre il progetto speciale che riunisce Alfio Antico, Colapesce e Mario Conte riporta il suono a una dimensione primitiva, ancestrale e magica.

Si esce dal sé anche nella più semplice e radicale forma dello stare insieme. Accade nelle azioni del gruppo informale Danza Insieme, guidato da Lucia Guarino, dove il gesto individuale entra in una pratica condivisa; accade quando la relazione tra chi agisce e chi guarda smette di essere soltanto frontale e diventa presenza comune. È qui che prende forma la festa delle arti performative: non una cornice intorno agli spettacoli, ma un atto collettivo, uno spazio temporaneo in cui corpi, voci, ritmi e presenze possono incontrarsi e modificarsi reciprocamente.

Intorno agli spettacoli, Factory Fest costruisce altri dispositivi di ascolto, formazione e restituzione. Upside Down #5 di Silvio Impegnoso assume la forma instabile di un talk imperfetto e di una performance radiofonica; con Lisa Tonelli, Impegnoso cura inoltre Il Lampadario, percorso di educazione alla visione rivolto agli adolescenti. Il cinema entra nel programma con L’Isola del Teatro di Velia Papa ed Eleonora Diana, mentre Progetto Piuma, diretto da Mattia Maiotti e Debora Renzi in collaborazione con Occhisulmondo di Perugia, porta nel festival un percorso di formazione coreografica e creazione scenica, che trova la sua restituzione al Teatro Pavone con Non è inferno, un lavoro sui corpi e sulle relazioni che prendono forma nello spazio della città. La presentazione dell’ultimo numero de La Falena, con Rodolfo Sacchettini e Altre Velocità, apre infine uno spazio alla critica e alla possibilità di osservare e restituire attraverso la parola ciò che accade.

Ne emerge un programma che non cerca una risposta univoca a cosa significhi essere Fuori di Sé. Ne attraversa piuttosto le possibilità: incontrare ciò che non siamo, misurarsi con un mondo che sembra aver perso la propria misura, affidare il corpo a ritmi che eccedono l’individuo, lasciare che una voce ne incontri altre, che il suono modifichi lo spazio, che un gesto individuale apra la strada a un’azione collettiva. Un incontro che accade qui, solo in questo momento, mentre la catastrofe incombe.

Factory Fest – Festa delle arti performative è a cura di Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International. Il progetto è realizzato con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Umbria, Comune di Foligno, Comune di Spoleto, Comune di Campello, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. In collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria, CURA, Fontemaggiore, CoopCulture, Holydays Festival, Palazzo Collicola, Teatro San Carlo, Coop. DENSA, Occhisulmondo, E-Production srl, Nerval Teatro, Caritas/Arca del Mediterraneo.

PROGRAMMA

VENERDÌ 2 OTTOBRE

Ore 18.30 – Cortile Auditorium Pacifici, Campello sul Clitunno
Danza
POP di Nicola Galli

Ore 21.00 – Auditorium Pacifici, Campello sul Clitunno
Teatro
Kamikaze, spero vada meglio dell’ultima volta di Giulio Santolini

SABATO 3 OTTOBRE

Ore 10.30 e 13.00 – Spazio pubblico, Campello sul Clitunno
Performance
Bloom & Doom [Poetic Riot] di Caterina Moroni

Ore 15.30, 16.00 e 16.30 – Palazzo Due Mondi, Spoleto
Teatro
La vita degli animali – Elizabeth di Elisa Pol

Ore 16.30 – Sala Pegasus, Spoleto
Docufilm
L’isola del teatro di Velia Papa ed Eleonora Diana
A seguire, incontro con Velia Papa a cura di Stefano Romagnoli

Ore 19.00 – Cantiere Oberdan, Spoleto
Performance
Speaking Cables di Agnese Banti

Ore 21.30 – Palazzo Due Mondi, Spoleto
Teatro
La vita degli animali di Elisa Pol
A seguire, Cave Canem

DOMENICA 4 OTTOBRE

Ore 16.00 e 18.30 – Cantiere Oberdan, Spoleto
Danza
Comeback di Fabritia D’Intino e Agnese Banti
Con Teatro Stabile dell’Umbria

Ore 17.00 – Cortile Palazzo Collicola, Spoleto
Danza
Re Penelope di Cult of Magic
Con Teatro Stabile dell’Umbria

Ore 21.00 – Teatro Pavone, Perugia
Danza
Non è inferno di Progetto Piuma
Con Occhisulmondo

GIOVEDÌ 8 OTTOBRE

Ore 17.00 – Piazza della Repubblica, Foligno
Danza
Danza Insieme: Parade – Un atto di presenza di Lucia Guarino, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana

Ore 18.30 – Palazzo Candiotti, Foligno
Danza
Dedica di Sara Sguotti

Ore 21.30 – Oratorio del Crocifisso, Foligno
Musica / Suono
Hiraeth di Antonina Nowacka & Sofie Birch

VENERDÌ 9 OTTOBRE

Ore 19.00, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico, Foligno
Teatro
Non una voce di Ultimi Fuochi Teatro
Posti limitati, prenotazione obbligatoria

Ore 20.30 – Teatro Subasio, Spello
Teatro
Alla linea – Ponthus (studio) di TriPèe Teatro

Ore 22.00 – Oratorio del Crocifisso, Foligno
Musica / Suono
Lino Capra Vaccina & Mai Mai Mai

SABATO 10 OTTOBRE

Ore 11.00 e 15.00 – Palazzo Candiotti, Foligno
Installazione sonora
Svastica sul sole Experience di lacasadargilla

Ore 17.30 – Palazzo Candiotti, Foligno
Danza
Danza Insieme: Parade – Pratiche partecipative di Lucia Guarino, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana

Ore 19.00, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico, Foligno
Teatro
Non una voce di Ultimi Fuochi Teatro
Posti limitati, prenotazione obbligatoria

Ore 19.00 – Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria, Foligno
Teatro
Lori (primo studio) di Nicoletta Nobile / Drama Teatro

Ore 21.00 – Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria, Foligno
Teatro
Due di notte di Pennacchia / Serrani

Ore 22.00 – Auditorium San Domenico, Foligno
Musica / Suono
Antico di Alfio Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte

DOMENICA 11 OTTOBRE

Ore 10.00 – Palazzo Candiotti, Foligno
Incontro
Rodolfo Sacchettini – La Falena
Presentazione del nuovo numero della rivista

Ore 11.00 – Palazzo Candiotti, Foligno
Talk
Upside Down #5 – Il talk imperfetto
Con Radio IF

Ore 13.00 – Palazzo Candiotti, Foligno
Brunch
 a cura di Natura Sì e Moretti Omero

Ore 16.00 – Palazzo Candiotti, Foligno
Musica / Suono
Enrico Malatesta plays Éliane Radigue’s Occam XXVI

Ore 17.00 – Chiostro San Giacomo, Foligno
Danza
Verso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra

Ore 19.00, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico, Foligno
Teatro
Non una voce di Ultimi Fuochi Teatro
Posti limitati, prenotazione obbligatoria

Ore 20.30 – Teatro Subasio, Spello
Teatro
Arlecchino di Zaches Teatro

Programma completo su factoryfest.it/2026-programma/