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12 Settembre @ 20:00 23:00 CEST

Prosegue il progetto teatrale interculturale “ENEIDE – Teatro della Migrazione” con lo spettacolo “Guerra”, restituzione in scena del secondo modulo del laboratorio under 35. Sarà allestito il 12 settembre (alle ore 20 e in replica alle ore 22) presso la Sala Raffaello di Roma. È l’atteso sequel del percorso iniziato nell’estate del 2025.

Il nuovo appuntamento rilegge i canti IX e X dell’Eneide, riflettendo sul conflitto come momento decisivo del mito e occasione per interrogarsi sul prezzo della pace, della convivenza e della costruzione di un futuro comune. La serata sarà arricchita da un buffet multiculturale per stimolare il dialogo tra artisti e cittadinanza. 

NOTE DI REGIA

Eneide / Guerra non racconta soltanto uno scontro tra eserciti per il dominio di un territorio, ma cerca di porre luce sull’insensatezza di ogni scontro armato, nell’antichità, ora e sempre; racconta l’illusione che la violenza possa generare ordine, giustizia o futuro; è una riflessione sull’insensatezza della guerra, nell’antichità come nel presente, e sulla tragica ripetizione di un gesto che gli uomini continuano a compiere pur conoscendone il prezzo.

Enea è finalmente approdato alla terra promessa. Il viaggio è terminato, ma la prova più difficile deve ancora cominciare. Per fondare una città, per costruire una patria, dovrà attraversare il sangue. Dall’altra parte Turno combatte per difendere la propria terra, il proprio popolo, il proprio destino da colui che considera un invasore. 

Entrambi credono di avere ragione. Entrambi sono convinti di obbedire a una necessità più grande di loro e proprio in questa convinzione, come sempre nella Storia antica e presente, si annida la tragedia della guerra.

Al centro della vicenda emergono le figure di Pallante e Lauso, giovani, coraggiosi, generosi. La loro morte interrompe il futuro prima ancora che possa compiersi. Diventano il volto universale di tutte le vite sacrificate alle ragioni della Storia, della politica, dell’ambizione e dell’orgoglio degli adulti. Attraverso di loro Virgilio ci ricorda che ogni guerra viene combattuta in nome di ideali astratti ma si misura sempre sui corpi smembrati dei figli.

Attraverso cinque voci, immagini essenziali e una lingua poetica contemporanea, i canti IX e X dell’Eneide si trasformano in una meditazione sul conflitto, sull’eroismo e sul prezzo che ogni guerra pretende. Nessuno combatte davvero contro uno straniero: ogni nemico porta il nostro stesso volto. La guerra appare allora per ciò che è sempre stata: una promessa di gloria che lascia dietro di sé soltanto assenze, nomi perduti e padri che sopravvivono ai figli. 

Il poema di Virgilio diventa così una domanda rivolta al presente: quante volte ancora dovremo chiamare destino ciò che dovremmo invece chiamare scelta?

Matteo Tarasco 

IL PROGETTO

Non è solo teatro, è un cantiere di umanità dove l’antico esodo di Enea incontra le rotte dei migranti di oggi, richiamando alla mente le drammatiche immagini che arrivano dai confini di Ceuta, in Spagna, dove il desiderio di un futuro si scontra con la rigidità delle frontiere. A Roma, tra le mura della Sala Raffaello a Villa Fiorelli, prende vita per il secondo anno consecutivo “ENEIDE – Teatro della Migrazione”, un laboratorio teatrale interculturale e multidisciplinare che, dal 17 agosto al 26 settembre 2026, trasformerà il mito di Virgilio in un’esperienza di viva attualità.

L’obiettivo è creare uno spazio di crescita professionale e umana dove la formazione teatrale diventa uno strumento concreto di inclusione e riscatto per giovani artisti provenienti da contesti spesso marginalizzati.

Questa iniziativa si qualifica propriamente come un esperimento di riflessione costante tra passato e presente: un percorso dove il poema classico diventa una chiave di lettura per analizzare le “nuove geografie” dell’accoglienza. 

“Ogni episodio rilegge il poema di Virgilio alla luce delle migrazioni contemporanee – spiega Matteo Tarasco – restituendo al mito la sua funzione originaria: raccontare la condizione universale di chi cerca un luogo dove vivere in pace.”  Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. È l’atteso sequel del percorso iniziato nell’estate del 2025. Se la prima edizione aveva esplorato la fuga da una Troia in fiamme, il 2026 segna il momento cruciale dell’arrivo e della costruzione di una nuova appartenenza.

Il cuore dell’operazione risiede nella sperimentazione teatrale come strumento di formazione: trenta giovani performer under 35, italiani e migranti, partecipano a un laboratorio intensivo di 45 giorni che spazia dalla drammaturgia collettiva alla vocalità multilingue. Gli spettacoli in programma – ApprodoGuerra e Tregua – rappresentano la restituzione pubblica di un quadro generale di crescita professionale.

Il sipario si alzerà ufficialmente il 29 agosto con “Approdo”, la prima tappa performativa che segna il culmine del primo modulo del laboratorio. In questo appuntamento inaugurale, i trenta performer porteranno in scena un Enea che non sbarca solo sulle rive del Lazio, ma arriva direttamente nel nostro presente attraversato da esili e nuove appartenenze. Il significato profondo di “Approdo” risiede nel guardare all’Eneide come a un’opera ancora capace di parlare all’oggi, intrecciando il mito antico con le storie contemporanee dei ragazzi in scena. Grazie all’uso delle lingue madri e a una messa in scena corale e fisica, lo spettacolo punta a un’accessibilità totale, rendendo il messaggio di accoglienza e memoria comprensibile a tutti.

Per chi desidera partecipare a questo viaggio, l’ingresso è libero e gratuito presso la Sala Raffaello. È possibile assistere alle tre tappe performative – 29 agosto APPRODO, 12 settembre GUERRA e 26 settembre TREGUA – prenotando il proprio posto tramite l’Associazione Culturale IGLOO. Ogni serata sarà arricchita da buffet multiculturali per stimolare il dialogo tra artisti e cittadinanza. 

In questo contesto, la scelta della location è densa di significato. Il progetto abita la cornice della Sala Raffaello (situata all’interno della Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli, in un quartiere semicentrale e multiculturale) e risponde alla volontà di attivare nuove geografie culturali urbane,valorizzando i legami tra memoria storica e nuove cittadinanze. Se Enea cercava una terra dove gettare le basi di un nuovo inizio, questo quartiere multiculturale appare oggi come l’approdo naturale per una moderna epopea urbana, trasformando una piazza storica in una potente metafora contemporanea del viaggio e dell’accoglienza.

STAFF – La direzione artistica e la conduzione del laboratorio sono affidate a Matteo Tarasco, regista teatrale di rilievo internazionale, con esperienze in ambito accademico e interculturale, tra cui Harvard University e LAMDA di Londra. L’organizzazione generale è curata da Massimo Di Rollo, esperto in gestione di eventi culturali e progettazione. Per garantire qualità artistica il team sarà interamente formato da professionisti del settore, tra cui un assistente alla regia, un mediatore culturale con competenze nella facilitazione linguistica e inclusiva, e uno staff tecnico composto da operatori audio/video e tecnici luci. 

CURRICULUM PROFESSIONALE – Ass. Cult. IGLOO si è affermata come una nuova e vivace realtà nel panorama teatrale romano. In pochissimo tempo, l’associazione ha prodotto tre spettacoli di grande spessore: “Gli Atti Unici” di Anton Čechov a maggio 2025, la tragicomica commedia in romanesco “Alcazar” di Gianni Clementi a marzo 2025, e una sorprendente versione di “Molto Rumore per Nulla” di Shakespeare a giugno 2024, che ha conquistato pubblico e critica, vincendo numerosi premi.

Sala Raffaello

Via Terni, 92
Roma, ITA 00182 Italy
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