25 Giugno @ 21:00 – 26 Giugno @ 21:00 CEST
Il Teatro di Roma inaugura la seconda edizione del Teatro Ostia Antica Festival – Il Senso del Passato con la creazione del maestro greco Theodoros Terzopoulos, figura monumentale del teatro contemporaneo e architetto di un linguaggio scenico unico. Per l’occasione, il regista porta sul palcoscenico millenario del Teatro Romano di Ostia, il 25 e il 26 giugno (ore 21.00), Le Baccanti di Euripide, un rito metafisico sull’archetipo dello straniero, che firma per la settima volta nella sua straordinaria carriera.
Quella di Terzopoulos è una ricerca incessante che riconduce il teatro alle radici del tragico e che qui approda a una sintesi tra rigore e furia dionisiaca. Attraverso una regia visionaria e una direzione attoriale che scava nelle profondità del corpo e della voce, il maestro spoglia il conflitto tra ordine e caos di ogni storicismo per trasformarlo in un’esperienza metafisica e rituale.
Nelle note di regia, Terzopoulos definisce Le Baccanti come una tragedia emblematica per la propria visione estetica, sottolineando l’urgenza di destinare questo testo al presente ed espandendo la riflessione sul senso profondo del Mito e sull’attualità dello “straniero”: «È di estrema importanza proporre Baccanti in questo momento, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato, partito da Tmolos tremila anni fa; ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente, per finire, oggi, nel Mar Mediterraneo, sulle coste di Creta o Lampedusa. Il suo tragitto ci ricorda che l’arte del teatro è un viaggio infinito, percorso da persone in fuga, in continua trasformazione, che il Male si può mascherare da Merito e viceversa, e che l’enigma della morte racchiude una prospettiva di via; ci ricorda che la Parola è Terra, che la Conoscenza è Consapevolezza, la Passione è Negazione e l’Armonia è la sua Contraddizione. Dioniso sale sul palco e ci invita a rompere, insieme, lo specchio del narcisismo, lasciando che i suoi frammenti diano vita a una nuova immagine. Torna da noi come uno straniero e ci invita a sacrificare il nostro corpo sull’altare dell’Ignoto e del Trascendente. In tempi difficili, come i nostri, mentre il faro del teatro continua a illuminare se stesso, Dioniso ci invita a illuminare il futuro con la luce della vita, e ricostruirci, insieme, come Mito». In questo potente rito di passaggio, la visione monumentale del regista trasforma Dioniso in una figura errante che sfida le frontiere del tempo e dello spazio, riemergendo come un fantasma del presente. L’arte del teatro si riscopre così nella sua natura più pura e rituale, offrendo una riflessione universale sul potere trasformativo della scena e chiamando lo spettatore a specchiarsi nelle incertezze dell’oggi per illuminare il futuro attraverso la lente del Mito.
L’interpretazione di questa visionaria messa in scena è affidata a un cast di assoluto rilievo, che vede Roberto Latini (Dioniso), Alvia Reale (Agave), Enzo Vetrano (Cadmo), Stefano Randisi (Tiresia), Marco Cacciola (Penteo), Paolo Musio (Corifeo), Gemma Carbone(Corifea), Giulio Germano Cervi (Primo Messaggero) e Rocco Ancarola (Secondo Messaggero) dare corpo e voce ai protagonisti. Il Coro, elemento fondante della struttura drammaturgica di Terzopoulos, è composto da Francesco Cafiero, Bianca Cavallotti, Brigida Cesareo, Riccardo Dell’Era, Davide Giabbani, Federico Girelli, Bianca Mangelli, Marica Nicolai, Nicoletta Nobile, Giorgio Ronco, Matteo Sangalli e Magdalena Soldati.
Lo spettacolo, proposto nella traduzione di Edoardo Sanguineti e con le musiche di Panagiotis Velianitis, è frutto di un sinergico impegno coproduttivo che vede il Teatro di Roma – Teatro Nazionale al fianco di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e della Attis Theatre Company, per una collaborazione internazionale che ne consolida la qualità artistica e il valore culturale. Dopo il debutto a Ostia Antica, la produzione sarà in scena al Teatro Storchi di Modena dal 22 al 25 ottobre 2026 e al Teatro Arena del Sole di Bologna dall’8 all’11 aprile 2027.
Il viaggio artistico del Teatro Ostia Antica Festival proseguirà poi toccando altre tre grandi sponde della ricerca contemporanea:Lysistrata di Asterios Peltekis (4 e 5 luglio), in prima nazionale, dove la commedia aristofanea si proietta nello specchio dei conflitti moderni, trasformando lo storico “sciopero del sesso” in un atto di disobbedienza politica contro l’entropia della guerra. Il percorso si eleva poi verso le riflessioni spirituali e l’estetica potente di Angelin Preljocaj con Requiem(s) (10 e 11 luglio), un’architettura di corpi e bellezza che esplora il confine tra la finitudine umana e l’eternità dell’arte, tramutando la ferita del lutto in una celebrazione della vita. Il Festival giunge infine all’indagine psicologica sull’ambiguità dell’amore e del sacrificio nell’Alcesti di Filippo Dini (17 e 18 luglio), una rilettura visionaria che scava nelle zone d’ombra del mito per scandagliare le implicazioni umane più profonde e il mistero della soglia tra vita e morte.
Teatro Romano di Ostia
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