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Le stagioni del Teatro di Roma. Volti, memorie e visioni

20 Aprile @ 17:00

Prende il via il 20 aprile al Teatro Argentina- Sala SquarzinaLe stagioni del Teatro di Roma. Volti, memorie e visioni, un nuovo ciclo di incontri che rievoca la storia del Teatro di Roma, a partire dalla nascita dello Stabile nel 1965, mettendo in luce le tappe fondamentali attraverso i volti dei direttori artistici che ne hanno segnato il cammino. Un viaggio nella memoria e un invito a riscoprire l’eredità culturale del teatro della Capitale. 

Il primo appuntamento, Vito Pandolfi e la nascita del Teatro di Roma (ore 17), vede Antonio Audino dialogare con il regista Antonio Calenda e la prof.ssa Raffaella Di Tizio sulla figura di Vito Pandolfi, primo direttore artistico, e sulla fondazione del Teatro Stabile di Roma.

Vito Pandolfi (1917-1974) si conferma come una delle menti più originali e influenti del Novecento teatrale italiano. Intellettuale poliedrico, regista e teorico, fu protagonista dello sforzo del teatro italiano di allargare i propri confini, interagendo con una nuova generazione di artisti degli anni ’60.

Formatosi in anni in cui il dibattito culturale italiano era diviso tra il primato del testo letterario e quello della messinscena, Pandolfi scelse una via radicalmente nuova: rompere i vecchi schemi per ripartire concretamente dal linguaggio e dagli strumenti del teatro, in linea con le grandi esperienze europee. L’11 febbraio 1943 portò in scena al Teatro Argentina l’Opera dello straccione, collaborando con l’artista Toti Scialoja. Partecipò alla fondazione del Piccolo Teatro di Milano e fu firma storica di riviste come Sipario e Società.

Fu uno tra i principali promotori del Teatro Stabile di Roma e tra il 1964 e il 1969 ne assunse la direzione artistica, introducendo una visione inedita e di respiro europeo. In controtendenza rispetto ai modelli dell’epoca, rinunciò alla propria attività di regista per interpretare il ruolo di drammaturgo (secondo l’accezione tedesca): un consulente artistico e culturale capace di dare voce alle nuove drammaturgie italiane e alle correnti di avanguardia.

A Pandolfi va riconosciuto il merito della complessa operazione di recupero e restauro del Teatro Argentina. In attesa del completamento dei lavori, la stagione fu inaugurata presso il Teatro Valle (allora gestito dall’ETI), scelto come sede provvisoria per un debutto storico: il 25 ottobre 1965, il sipario si alzò sulla celebre messinscena de Il giardino dei ciliegi di Luchino Visconti, segnando una tappa indelebile nella storia dello spettacolo italiano.

Proprio a questo evento sarà dedicato l’approfondimento delle ore 19.00, Il giardino dei ciliegi di Luchino Visconti. Con questo atteso allestimento, Visconti completò il trittico dedicato ad Anton Čechov, autore d’elezione nel suo lungo e profondo rapporto con la cultura russa, avvalendosi ancora una volta del talento dei suoi attori fedelissimi, Rina Morelli e Paolo Stoppa, e una giovanissima Ottavia Piccolo nel ruolo di Ania

L’operazione si distinse per una sfida interpretativa radicale: liberare il dramma cechoviano dalle consuete nebbie, dai silenzi carichi di sospensione e dalle ambiguità che per decenni ne hanno condizionato la messa in scena. Rifacendosi direttamente alle intenzioni dell’autore, che definì l’opera un vero e proprio “vaudeville”, il regista propose una lettura che dissolveva le atmosfere rarefatte per concentrarsi sulla realtà dell’azione e sulla concretezza dei personaggi.

Visconti scelse di mettere a nudo il cuore del testo: il tema della transizione epocale e il trapasso di proprietà dai ceti superiori a quelli inferiori, restituendo al pubblico un teatro antropomorfico dove l’essere umano è ritratto nella sua dimensione più reale e tangibile. Lo spettacolo si offrì dunque come un ritratto vivido di un passaggio storico cruciale, trasformando la scena in un luogo di verità dove la vita reale e lo scontro sociale emergevano con inedita nitidezza.

A discuterne saranno Caterina d’Amico, organizzatrice teatrale, produttrice e curatrice di mostre e documentari, conduttrice radiofonica e direttrice di istituzioni culturali e archivi, e Antonio Audino, giornalista e critico teatrale. In una video-intervista, Ottavia Piccolo racconterà la sua esperienza con Luchino Visconti, mentre l’attore Michele Lisi leggerà alcuni brani per restituire il pensiero del regista e l’atmosfera di quella storica messinscena.

Il salottino adiacente alla Sala Squarzina ospiterà una piccola esposizione dedicata agli esordi del Teatro di Roma sotto la direzione artistica di Vito Pandolfi, con un approfondimento su Il giardino dei ciliegi firmato da Luchino Visconti. Saranno visibili copioni, fotografie, programmi di sala, bozzetti e locandine originali.

Teatro Argentina

Largo di Torre Argentina, 52
Roma, 00186 Italia
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06.684000314
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