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Se tutto cambia, chi resta in equilibrio? – il circo di Theseus

Il Collettivo FLAAN porta al Teatro Studio Borgna un viaggio acrobatico tra identità, tempo sospeso e trasformazione, ispirato al celebre paradosso della Nave di Teseo.

Nella mattinata del 6 gennaio scorso, ultimo giorno di questo OPS!2026 – Rassegna di Circo contemporaneo, il programma ha proposto il lavoro Thesus, creazione del Collettivo FLAAN con la regia di Anton de Guglielmo che firma anche la drammaturgia, presentato al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica. Un pubblico numeroso, con una forte presenza di adolescenti e bambini, ha seguito lo spettacolo con attenzione costante, lasciandosi coinvolgere fino a esplodere in applausi prolungati al termine della rappresentazione.

Theseus – Collettivo FLAAN

Il lavoro del Collettivo FLAAN, composto da Francesco Fiore, Nicola Carbone e Alice Bellini, si sviluppa a partire da un’immagine potente e immediatamente evocativa: tre astronauti confinati all’interno di una nave spaziale, sospesi in una dimensione temporale circolare dalla quale sembra impossibile uscire. Il loro quotidiano si ripete, i risvegli coincidono, i gesti si rincorrono in una sequenza che si rinnova pur rimanendo identica a se stessa. In questo spazio chiuso e rarefatto, le relazioni tra i personaggi oscillano tra complicità, ironia, isolamento e un’inquieta curiosità verso l’ignoto.

L’ispirazione al Paradosso della Nave di Teseo attraversa l’intero impianto dello spettacolo, non come semplice riferimento teorico ma come vero e proprio motore drammaturgico. Se ogni elemento viene sostituito nel tempo, ciò che resta conserva ancora la propria identità? Theseus trasforma questa domanda in materia fisica, affidandola ai corpi, al rischio e al movimento. Ogni ripartenza scenica diventa così una possibilità di rinascita, ogni acrobazia una riflessione incarnata sul cambiamento, sulla memoria e sulla persistenza dell’essere.

La scelta di rinunciare quasi completamente alla parola rafforza la vocazione visiva e sensoriale del lavoro. Il racconto si costruisce attraverso immagini, dinamiche relazionali e una scrittura del corpo che intreccia circo contemporaneo, teatro fisico e acrobatica aerea. Al centro dello spazio scenico domina una struttura metallica, una sorta di capsula acrobatica che si trasforma continuamente: ora navicella, ora rifugio, ora confine da attraversare. Un elemento scenografico essenziale ma estremamente funzionale, che dialoga costantemente con i performer e diventa parte integrante della narrazione.

Dal punto di vista tecnico, la prova dei tre interpreti è di alto livello. Gli esercizi di equilibrismo, le figure aeree e le sequenze acrobatiche sono eseguite con precisione, sicurezza e una naturalezza che restituisce allo spettatore un senso di controllo assoluto del mezzo. La bravura individuale si fonde con un lavoro di gruppo coeso, capace di alternare momenti di tensione, leggerezza e ironia. Il disegno luci ben calibrato, contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, evocando una navigazione spaziale in assenza di gravità e suggerendo rimandi cinematografici che richiamano, senza mai dichiararlo, l’immaginario di 2001: Odissea nello spazio.

Significativa è stata la risposta del pubblico più giovane, coinvolto tanto dalle acrobazie quanto dalle gag disseminate lungo il percorso scenico. Risate, stupore e silenzi concentrati hanno accompagnato lo sviluppo dello spettacolo, dimostrando l’efficacia comunicativa di un linguaggio fisico capace di parlare a più livelli.

Eppure, pur nella generale riuscita dell’operazione, Theseus lascia affiorare la sensazione di un lavoro ancora in fase di compimento. Il confronto con quanto presentato dal Collettivo FLAAN nel settembre 2025 all’interno di Anomalie Festival – dove il gruppo con la pièce Supernova aveva mostrato una maggiore densità sul piano acrobatico e performativo – suggerisce che questa nuova creazione sia ancora in una fase esplorativa. Alcune intuizioni sembrano chiedere ulteriore sviluppo, come se non tutto fosse stato ancora pienamente espresso o portato a maturazione.

Theseus – Collettivo FLAAN

Una considerazione che non scalfisce il valore complessivo dello spettacolo, ma che anzi ne evidenzia il potenziale di crescita. Theseus si impone come un lavoro affascinante, tecnicamente solido e concettualmente stimolante, confermando il Collettivo FLAAN come una realtà capace di coniugare virtuosismo, immaginazione e ricerca, trasformando il corpo in uno strumento di pensiero e il circo in un luogo di riflessione poetica sul tempo e sull’identità.

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Theseus – Collettivo FLAAN, con Francesco Fiore, Nicola Carbone, Alice Bellini, regia drammaturgia e disegno luci Anton de Guglielmo, direzione progetto Leonardo Varriale, OPS! – Rassegna di Circo Contemporaneo 2026, 6 gennaio 2026, Teatro Studio Borgna, Auditorium Parco della Musica di Roma

Foto ©Grazia Menna

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