Moses Pendleton riscrive il movimento: luci, immagini e corpi in un viaggio poetico che lascia senza fiato, in un incanto visivo da non perdere al Teatro Olimpico di Roma
Il 1° aprile scorso il Teatro Olimpico di Roma ha accolto nuovamente i Momix, la celebre compagnia americana fondata e diretta da Moses Pendleton, che è legata da un sodalizio artistico con l’Accademia Filarmonica Romana da ben quarantuno anni.

Il pubblico, fedele e numeroso, ha assistito a uno spettacolo che ha saputo stupire e rinnovarsi, pur rimanendo fedele alla cifra stilistica che colloca, dal 1980, i Momix ed il suo creatore Moses Penleton, ai vertici della danza contemporanea.
Questa nuova produzione è un compendio dei lavori precedenti portati in scena dalla compagnia, difatti si attinge a spettacoli come Bothanica , MOMIX ReMIX, oppure 35th Anniversary Creation, Sun Flower Moon e Classics.
Tutto lo spettacolo punta sull’eleganza, sul ritmo poetico dei corpi in scena. I movimenti, morbidi e sospesi, accompagnano lo spettatore in un viaggio sensoriale immersivo.
Protagonista assoluta, come sempre nei lavori di Pendleton, è la luce. Curata nei minimi dettagli, l’illuminazione scolpisce i corpi, trasforma la scena, amplifica i contrasti. Ogni sequenza diventa un quadro vivente, un’armonia perfetta tra spazio, forma e colore.
Fortissimo l’impatto delle proiezioni video: fin dall’apertura, i danzatori interagiscono con le loro versioni filmate, creando un effetto straniante e affascinante. Un dialogo tra realtà e immaginazione, tra linguaggi artistici che si fondono in un’unica visione.
La scena si popola di creature immaginarie, esseri ibridi, metamorfosi continue. Si alternano visioni: petali sospinti dal vento, sciami di insetti, cowboy stilizzati, corpi che si allungano in tentacoli metallici. Gli oggetti si trasformano, i costumi mutano, e il palco si anima come un sogno in movimento.
Tra le immagini più suggestive, spiccano l’uccellina che si libera dalla sua gabbia ruotandone le sbarre e il grande drappo bianco che, sollevato da un danzatore nei panni di Eolo, volteggia come piuma nel vento. Quadri visivi potenti, densi di significato, realizzati con energia fisica e raffinatezza estetica.
Grande tributo di applausi nel quadro scenico Table Talk, dove l’unico attore-ballerino in scena Jared Bogart stupisce per la bravura, la perfetta fusione tra doti atletiche ed eleganza in un mix di tecnica, illusionismo e fantasia che ha incantato grandi e piccoli.
Il pubblico ha particolarmente apprezzato anche i momenti più astratti: esseri luminosi che fluttuano nel buio, onde animate che sembrano dipingere l’aria. Momenti che parlano direttamente all’inconscio, evocando emozioni più che storie.
Nel repertorio proposto grande impatto visivo per il pezzo Floating, in anteprima romana, dove Pendleton ha proposto un gioco di riflessi, armonizzando i movimenti al rallentatore di due coppie di ballerini, su un pavimento a specchio, il tutto amplificato dalle sonorità elettroniche degli Shpongle.
Non è mancata l’ironia pop di “Red Dogs”: enormi cani gonfiabili ispirati ai balloon di Jeff Koons, protagonisti di una danza surreale e divertente. A chiudere la serata If you need some body, danzato da tutta la compagnia sulle note dell’“Allegro” del Concerto Brandeburghese n. 2 in fa maggiore BWV 1047 di J.S. Bach.

Quello dei Momix non è solo spettacolo. È un rito collettivo che coinvolge, stupisce e lascia il segno. Da oltre quarant’anni, Moses Pendleton e la sua compagnia reinventano la danza contemporanea, trasformandola in un’esperienza visiva, fisica ed emotiva, confermano di essere molto più che una compagnia di danza: sono una macchina immaginifica, un laboratorio di visioni, un invito a guardare il mondo da prospettive nuove. Straordinari, come sempre. Eppure mai uguali a sé stessi.
Il pubblico romano, anche questa volta, ha risposto con entusiasmo. Lunghi applausi, occhi incantati, cuori colmi di meraviglia.
Perché i Momix non deludono mai.
Anzi, continuano a superare sé stessi.
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Momix Ideato e diretto da Moses Pendleton, co-direttore Cynthia Quinn, con Lyvia Baldner, Blake Bellanger, Jared Bogart, Nathaniel Davis, Adrienne Elion, Aurélie Garcia, Amanda Hulen, Morgan Hulen, Piper Jo Whitt, direttore di produzione Woodrow F. Dick III, staff tecnico Giovanni Melis, Iuri Pevere, disegno luci Bruce Goldstein (Table Talk), Joshua Starbuck (Marigolds, Pole Dance, Aqua Flora),Woodrow F. Dick III (Baths of Caracalla, If You Need Some Body, Daddy Long Leg, Light Reigns, Paper Trails), collage musicale Moses Pendleton, video design Woodrow F. Dick III, disegno costumi Phoebe Katzin, Moses Pendleton, Cynthia Quinn, realizzazione costumi Phoebe Katzin – Teatro Olimpico, dal 1 al 13 aprile 2025
Foto Ufficio Stampa Accademia Filarmonica Romana