di Tonino Pinto *

 

La Befana porta soprese anche al cinema, in attesa di sapere se l’8  febbraio il bel film di Paolo Sorrentino E stata la mano di Dio ce la farà ad entrare nella cinquina finalista per conquistare l’Oscar come miglior film straniero del 2022. In passato questo privilegio toccò a Federico Fellini nel 1957 con La Strada che poi conquistò l’Oscar anche per Le Notti di Cabiria, Amarcord e 8½.

Sono stati pochi i registi europei che ne hanno vinti più di uno, fra questi il grande Vittorio De Sica che ne ha conquistati due con Ieri, oggi e domani e Il Giardino dei Finzi Contini e due come premio speciale con Sciuscià e Ladri di Biciclette senza diventare un monumento  della cinematografia mondiale come lo svedese Ingmar Bergman che ne ha vinti tre. Volendo andare oltre l’antico continente merita una citazione il maestro Akiro Kurosawa che ha conquistato la preziosa statuetta anche lui tre volte.

Tra i registi in odore di riconoscimento da parte della giuria della Academy Awards quest’anno, da segnalare l’iraniano Asghar Farandi (anche lui già vincitore di due Oscar), che concorre con il film Un eroe, capolavoro premiato nel 2021 al Festival di Cannes con il Gran Prix Della Giuria. Un film girato con eleganza e con il ritmo di un thriller che racconta una splendida fiaba umanista per parlare della società iraniana divisa tra riscatto e la reputazione dell’Iran contemporaneo. Interpretato da Amir Jadidi  protagonista di uno straordinario dramma sociale e privato, un affresco umano su quanto sia difficile e inquinante l’apparenza.

Ma la Befana del cinema e degli Oscar porta anche altri preziosi doni per gli amanti del bel cinema come Flee di Jonas Rasmussen, un gioiello d’animazione danese centrato sulla storia di un profugo afgano arrivato dopo un viaggio allucinante in Danimarca. Poi c’è il norvegese La persona peggiore del mondo che il regista Joachin Trier, dedica con una commedia al gioco dei sentimenti e poi da non perdere Scompartimento n. 6 diretto dal finlandese Juho Kuosmanen, una bella storia d’amicizia ambientato in quella Russia post sovietica, foriera di grandi cambiamenti sociali ma anche di incisive contraddizioni. Altro bel film da seguire in corsa per l’Oscar è lo spagnolo Il capo perfetto che si avvale dell’ottima interpretazione di Javier Barden, già’ vincitore di un Oscar per il film Non è un Paese per vecchi.  Il film, scritto e diretto da Fernando León de Aranoa e ambientato nella provincia spagnola, racconta la storia del carismatico titolare di un’azienda che fabbrica bilance industriali, amato e stimato dai suoi dipendenti tutti in attesa dell’imminente visita di un comitato che deciderà se l’azienda riceverà un premio di eccellenza per il lavoro svolto. Tutto deve essere perfetto per questo incontro ma il destino sembra colpire Blanco, il titolare. Quest’ultimo dovrà risolvere i non pochi problemi che insorgeranno nel momento sbagliato, nell’affannoso intento di nascondere un altro tipo di realtà densa di incertezze egoismi e falsità’.

Un altro concorrente pericoloso sulla strada dell’ Oscar di Sorrentino arriva invece dal Kossovo, diretto dalla giovane regista Blerta Basholi e interpretato dalla straordinaria Yillka Gashi. Storia di un gruppo di donne che lottano nel martoriato e dimenticato paese balcanico per i propri diritti dopo gli orrori della guerra in un lento tentativo di ricostruzione identitaria. Insomma, non c’è’ dubbio, un bel gruppo di film che fa onore al cinema europeo e non è poco se consideriamo l’analisi che condivido fatta dal bravo collega Maurizio Di Fazio, dove evidenzia la  mancanza di idee di produttori e sceneggiatori probabilmente “confusi” dai nuovi piani produttivi dei potentissimi network, piattaforme più interessate a “riempire” gli scaffali con prodotti di largo consumo. Produttori indubbiamente condizionati  anche da due anni di pandemia  e   più propensi soprattutto  a realizzare con le innumerevoli serie televisive commerciali anche  una quantità’ di remake ,reboot, sequel rivisitati non sempre al meglio di quei film di grande successo del passato, fatta eccezione per l’intramontabile Via col Vento o il magnifico My Fair Lady.

Sono tanti i capolavori “spremuti come limoni”, sezionati, rimpastati, centrifugati come il nono episodio di Fast and Furious” e il bis di Ghostbuster; oppure del ritorno dagli anni novanta di Mamma ho perso l’aereo, mentre già si preannunciano le riedizioni di Scream e del fantascientifico Matrix Resurrections sempre con Keanu Reeves (ma quanti anni ha?).  Mentre in questo 2022 appena sbocciato con le sale, fatta qualche singola eccezione, in costante agonia, vedremo l’ennesima avventura del sempreverde Tom Cruise nell’ennesima Mission Impossibile. Poi ci sarà’ Avatar 2,  3  4 e 5 che si uniscono nella lunga storia del cinema con gli “infiniti” Batman, Rocky, Rambo, Ritorno al Futuro, non lasciando certo da parte la “neverending story” di Star Wars che ha reso arcimiliardario George Lucas.  Senza peccare di equità e tornare a casa nostr, a l’interminabile serie dedicata ai vari  Fantozzi, L’Allenatore nel pallone e Ecceziunale veramente, con tutto il rispetto naturalmente per i grandi amici Paolo Villaggio, Lino Banfi e Diego Abbatantuono. Una riflessione credo sia doverosa e comunque giustificata a che il divertente titolo del reportage di Di Fazio che recita testualmente ”Rifamolo strano” e noi potremmo chiosare con “a volte ritornano” (con un applauso virtuale ai bravissimi Claudia Gerini e Carlo Verdone).  Loro si che sono davvero inimitabili. Buona Epifania!

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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