di Tonino Pinto*

 

 

Eroe e protagonista sullo schermo di mille avventure interpretate in settant’anni di carriera, il mondo del cinema festeggia i 90 anni di Clint Eastwood, una faccia tagliata quanto basta, illuminata da un sorriso appena acceso da un mezzo sigaro toscano. Una carriera piena di film e di successi, esaltati negli anni sessanta in Italia, a Roma, dall’intuito e dalla regia di Sergio Leone. ”Il mondo si divide in due categorie” diceva Clint Eastwood in uno di quei western inventati da Leone, “Chi ha la pistola carica e chi scava…tu scavi!” Di lui Sergio Leone disse: ”Mi piace perché’ con o senza il sigaro e il cappello e’ un attore straordinario. Nato a San Francisco il 31maggio del 1930, Sergio Leone scoprì Clint Eastwood negli anni sessanta con film oramai cult come: ”Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più, “Il Buono Il brutto e il cattivo” e l’Italia del cinema alla Mostra di Venezia lo premiò con un prestigioso Leone d’oro alla carriera che gli fu consegnato sul palco del Palazzo del Cinema da Sharon Stone. ”Io amo tanto l’Italia”, mi disse in una lunga intervista: “L’Italia é stata la più importante compagna della mia carriera, qui è cominciata la parte più importante, più’ significativa della mia vita di attore, qui ho ancora tanti amici e sono felice tutte le volte che ci ritorno”.

Regista, attore, produttore cinematografico, musicista, ottimo pianista jazz, autore di prestigiose colonne sonore, vincitore con i suoi film di Oscar, Golden Globe, un Thalberg Award alla carriera, commendatore dell’Ordine della Legione D’Onore, Cavaliere del Sole Nascente in Giappone, più di novanta film come protagonista, fra cui la fortunata serie televisiva sull’Ispettore Callaghan, film come “Una Calibro 20” di Michael Cimino, “Fuga da Alcatraz”, giusto per ricordare qualche titolo. La carriera di Clint Eastwood come regista ancorché attore e’ ricca di titoli: ”Gran Torino”, ”Bird” che  in qualità di appassionato di jazz dedica alla vita artistica del sassofonista Charlie Parker, ”Gli Spietati”, ”Million Dollar Baby”, “I Ponti di Madison County”, “Space Cowboy”, “Mystic  River”. C’è’ una sequenza gli chiedo in quell’intervista di una bellissima Italia illuminata vista dallo spazio in Space Cawboy  e’ stato un caso o un tributo?  “Si” mi rispose, non è stato casuale, in sede di montaggio del film, ho voluto rendere omaggio all’Italia, guardarla dallo spazio e’ ancora più bella” Pochi mesi prima di morire, gli chiedo ancora, Sergio Leone ti invitò a cena, fu una cena molto particolare, sembrava un addio. ”Si é vero”. mi rispose, “ero venuto a Roma per il lancio di un film, Sergio mi invitò’ a pranzo a casa sua, poi a cena in un noto ristorante, abbiamo parlato e ricordato i momenti più belli di quei favolosi anni sessanta, non lo vedevo da tanto, fra un ricordo e un altro”.Si quella cena è stata un po’un addio”. Ti voglio regalare caro Clint, gli dissi mettendo la mano in tasca., questo mezzo sigaro toscano in ricordo di quei vecchi tempi. Lo prese finalmente sorridendo e se lo poggiò fra le labbra all’angolo sinistro come in quei film dicendomi: ”Non fumavo questi sigari da tanto, grazie”. AUGURONI!

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

 

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