di Tonino Pinto*

 

 

Quarta Parete continua a viaggiare fra le storie che hanno caratterizzato la vita di straordinarie donne vissute nel secolo scorso con le gesta e gli eventi passati alla Storia così come descrive nel suo bel libro “Fiore di roccia” la scrittrice friulana Ilaria Tuti che racconta come in un film, una storia vera, quasi dimenticata, quella delle donne della Carnia arruolate durante la Grande Guerra del 1915 come portartici. Il libro di Ilaria Tuti descrive il coraggio e le fatiche di quelle portatrici che caricavano sulle loro spalle le gerle piena di munizioni, viveri e medicinali per rifornire i nostri giovani soldati che nelle trincee in alta montagna fra sentieri coperti di neve, difendevano l’Italia. Donne coraggiose, poco conosciute dalla cronaca che se non venivano uccise dai cecchini austriaci, tornavano a casa a fare le contadine con i figli piccoli al seno. Un romanzo duro, coinvolgente, un vero atto d’amore che vi invitiamo a leggere. Oltre l’Oceano Atlantico e poi attraversando l’America fino alle coste del Pacifico a Los Angeles, in quella Hollywood che scopriva con David Griffith  colossal come “Intollerance”, ma anche star già famose come Charlie Chaplin, Stan Lauren e Oliver Hardy, si affermava  la prima giovanissima Diva del musical a Broadway poi sullo schermo Mary Jean West, più’ ora come Mae West, ragazza californiana classe 1893, star nascente del musical e primo vero sex symbol di quella Hollywood.

”Dotata di un piccante senso dell’ironia ma soprattutto di curve sinuose e abbondanti che esibiva in pose languide e provocanti”, Mae West, raggiunse il successo nel cinema in quella Hollywood che si era appena scoperta sonora, figlia di grandi produttori e di Majors come MGM, Paramount, Universal, Fox, Disney, Warner Bros ed RKO dove erano già famosi star come Chaplin, Fatty Arbuckle, Buster Keaton e quei formidabili principi della risata come Stan Laurel e Oliver Hardy che fecero diventare ricco il produttore che li lanciò Hal Roach. Ma in quell’universo di sogni, Mae West fu una vera maestra con film studiati pensati scritti e interpretati in un genere carico di sex-appena, scandalizzando quell’America falsamente perbenista e puritana del suo tempo. Un successo senza freni conquistato a fatica come i vari partner di quei film primo fra tutti un giovanissimo Cary Grant. Mae West, imponeva ai produttori avidi di successo le sue idee, le sue storie, scegliendo sempre i registi dei suoi film e i partner come appunto il giovane Grant, privilegio raramente concesso ad altre dive del cinema dell’epoca e l’American Film Institute inserì Mae West fra le più’ grandi star della storia del cinema americano. Non male per una carriera cominciata giovanissima a Brodway protagonista dei famosi musical prodotti dal leggendario impresario Florenz Ziegfeld in quell’America che viveva di riflesso la Belle Époque francese, scavalcando il proibizionismo Mae West inventò e lanciò un ballo che conquistò anche l’Europa un ballo che si chiamava “Shimmy”(evoluzione del foxtrot) e che faceva impazzire le donne eleganti fra fiumi di champagne come nel film “Il Grande Gatsby”, tratto da un libro di Scott Fitzgerald.

Mae West, scriveva lei stessa le storie dei suoi film e i soggetti dei suoi spettacoli, il suo nome diventò presto un vero è proprio marchio di garanzia e di grande popolarità’ fra questi e grande fu il successo di “Sex” che a quei tempi, siamo nel 1926, suscitò’ grande scandalo, tanto che la polizia fece irruzione in teatro arrestando Mae West, che arricchì’ ancora di più la sua polarità. Hollywood la seguiva, la corteggiava, i giornali parlavano dei suoi spettacoli, delle sue avventure sentimentali, dei suoi successi e alla fine fu la potentissima Paramount che nel 1932 la scritturò come protagonista al fianco del divo George Raft nel film “Night after night” e subito dopo  protagonista di “Lady l’ovest” considerato dalla critica un vero capolavoro, in quel film tratto dalla commedia “Diamond Lil” scritto da Mae West per il teatro, protagonista con lei del film la West volle ed ottenne di avere Cary Grant. Dopo tanti film con la Paramount, Mae West passò alla Universal interpretando la commedia “Mia bella pollastrella”, un film che nonostante le pessime critiche nel 1940, fu il film di maggiore successo al box office secondo soltanto a “Via col vento”. Ricca, adorata, temuta, invidiata, Mae West nel 1950 decise di lasciare il cinema dedicandosi al teatro a New York e rifiutando tanti film fra cui “Sunset boulevard” di Billy Wilder ruolo che fu poi affidato con successo a Gloria Swanson. Fu in quel periodo che Mae West pubblicò nel 1953 il romanzo “The Constant Sinner” tradotto in Italia come “L’Eterna peccatrice”, a cui seguì nel 1959 un’audace autobiografia dal titolo “Goodness had nothing to do with it” e nel 1970 dopo trent’anni di lontananza dallo schermo tornò al cinema nel film “Il caso Myra Breckinridge” di Michael Sarne al fianco Raquel Welch e John Huston, tratto da un racconto satirico di Gore Vidal. L’ultimissima apparizione sullo schermo fu nel 1978 nel film “Sextette” di Ken Hughes al fianco dei bellissimi Timothy Dalton e Tony Curtis, aveva compiuto 85 anni e quando morì nel 1980 tutta Hollywood la onorò ai suoi funerali. In una delle sue ultime interviste ad una giovane giornalista che gli chiese se “Se nessuno dei suoi tanti uomini l’avesse mai fatta veramente felice rispose: ”Sicuro, un sacco di volte”.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume

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