Tutti parlano di Jamie al Brancaccio

Dal 14 febbraio al 5 marzo 2023 al Teatro Brancaccio sarà in scena il musical “Tutti parlano di Jamie” con Giancarlo Commare, musiche e orchestrazioni di Dan Gillespie Sells, libretto di Tom Macrea, da un’idea originale di Jonathan Butterell.

Scroscianti applausi hanno nuovamente accolto al Brancaccio il musical Tutti parlano di Jamie. Fin da subito la storia è stata presentata in maniera ritmica e dinamica immergendo il pubblico nelle vicende. Le coreografie travolgenti e le musiche mozzafiato ci hanno fatto diventare tutti pazzi per Jamie!

Siamo in una scuola come tante, uno dei suoi studenti è Jamie che ha il sogno di diventare una drag queen. Non è facile quando non si vive in una grande città; omologarsi agli altri sembra l’unica strategia di sopravvivenza. Ma Jamie ha il suo sogno e si farà conoscere – ed amare – per questo. La vicenda è ispirata ad una storia vera da cui è stato tratto nel 2017 il musical Everybody’s Talking About Jamie e nel 2021 il film omonimo diretto da Jonathan Butterell.

Anche se lo schermo e il palcoscenico sono due media differenti, è inevitabile fare un confronto tra la pellicola e il teatro. Rispetto al film, al Brancaccio, abbiamo visto una recitazione molto più caratterizzata, marcata ed enfatica, perfetta per rendere lo spirito dei personaggi sul palcoscenico.

In generale, le figure si sono percepite più simpatiche, prettamente negli aspetti comici che in più punti intervenivano a sdrammatizzare le parti più “crude” della vicenda. Quella che ne è nata è stata dell’ironia sempre garbata e autoironica

Il “nostro” Jamie è stato interpretato da Giancarlo Commare, attore elegante e mai scontato.

La sua interpretazione è stata frizzante, dimostrando abilità e armonia nel ballo da solo e in gruppo. La sua figura, sul palco, si distingueva per grazia, conferendo a Mimi Me un tono – oserei dire – di nobiltà. Fin dall’inizio della storia, Commare ha saputo far vedere la drag queen custodita dentro Jamie. Nel proseguire della storia è stata solo una questione di sottrazione: rimuovere passo dopo passo, colpo dopo colpo timidezza, sfiducia e senso di fallimento di cui la società intorno lo aveva caricato. Una liberazione che si intravedeva fin dall’apertura del sipario, quando c’erano già tutti gli elementi del sogno di Jamie. Pazzesco!

Nel canto – tuttavia – chi si è distinta sopra tutti è la poliedrica artista bolognese Barbara Cola che ha interpretato Margaret New,la madre di Jamie.

La sua interpretazione di He’s my boy è stata veramente toccante: l’orgoglio di una madre di avere un figlio, le mani giunte al petto e gli occhi al cielo.

Degne di nota sono state poi le scenografie opera di Alessandro Chiti. L’allestimento era estremamente rapido, ed efficace nel dare subito l’impressione dell’ambientazione.

Nello specifico abbiamo visto sul palco dei parallelepipedi con un telaio con fondo opaco retroilluminato. Questi “blocchi” scorrevano lateralmente nel palco mostrando elementi come banchi di scuola, una cucina o vetrine di negozio.

Un plauso dunque alla supervisione artistica e alle coreografie di Laccio e all’adattamento e alla regia di Piero di Blasio. Indovinata l’edizione italiana dei testi dei brani musicali . Quella di “tradurre” le canzone del musical in lingua italiana è una vera impresa: la nostra lingua in realtà – in questo senso – ha i suoi limiti.

Cos’altro dire, abbiamo parlato anche noi di Jamie e con gioia.

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