di Tonino Pinto *

 

Interpretato da grandi attori del calibro di Viggo Mortensen, Léa Seydoux Kristen Stewart, al Festival del cinema di Cannes continuano le sorprese come quella tanto attesa del trasgressivo regista David Cronemberg,  premiato proprio a Cannes  nel 1996 per Crash che gli aprì le porte della popolarità. Tempo fa il 79enne regista canadese  aveva annunciato il suo ritiro dal cinema e soprattutto dai festival, invece come dice Scorsese «quando il cinema lo hai nel sangue, successo o no, è difficile staccare la spina» e Cronemberg è tornato in concorso per la Palma d’oro con   l’attesissimo Crimini del futuro. Possiamo solo scrivere senza rivelare altro che si tratta di un emozionante viaggio nella trasformazione del corpo umano dove Viggo Mortensen incarna un artista contemporaneo che trasforma atti chirurgici in performance artistiche in un mondo distopico. Chissà!

Sir Antony Hopkins, lo straordinario premio Oscar, protagonista di film come ” Il silenzio degli innocenti, Hannibal, Quel che resta del giorno e Father – Nulla è come sembra, è il grande protagonista del film Armageddon Time selezionato per il concorso ufficiale. Questa mattina abbiamo visto il film con la stampa accreditata e alla fine un lungo applauso ha sottolineato la bontà di un lavoro ben diretto da James Gray e interpretato oltre che da Hopkins da Anne Hathaway e dai giovani Michael Banks Repeta e Jalin Webb. La storia di due giovanissimi compagni di scuola, un bianco ebreo di famiglia borghese e un nero di origini molto più modeste senza genitori, allevato dalla nonna anziana nella povertà dei sobborghi di New York ai tempi della presidenza Reagan, Presidente di un’America fortemente razzista e assai lontana da quella di Kennedy. Il ragazzino ebreo sogna di diventare un pittore come Kandiskij, il nero invece di diventare un’astronauta della NASA e attorno a loro tutta l’ipocrisia del falso perbenismo di una società proiettata verso la luna ma assai lontana dall’eguaglianza dei diritti civili. Perno dell’esistenza del giovane bianco è la figura del nonno superbamente interpretato da Hopkins che prima di morire racconta al nipote la sua vita di ebreo costretto a emigrare dalla Polonia nazista e il significato di libertà, indipendenza e uguaglianza; uno dei film più belli visti finora in concorso.

La critica internazionale lo ha definito “un thriller notturno” nella sezione Un Certain Regard con la giuria presiediuta dalla nostra Valeria Golino abbiamo visto The Stranger di Thomas M. Wright, sceneggiatura ispirata a una storia vera quella ancora una volta di un’amicizia questa volta fra due adulti, un pregiudicato e un poliziotto privato che in incognito cerca di salvarlo.

C’è chi sostiene che ormai a Cannes visti i tempi sia tramontato il glamour che in passato mandava in visibilio i fans e soprattutto i paparazzi.  Quest’anno per gli appassionati del colore e della baguette sulla spiaggia del Magnum Beach, in verità assai lontano dal fascino di una giovanissima Brigitte Bardot o della bella Claudia Cardinale che sul bagnasciuga si faceva fotografare con al guinzaglio un ghepardo in compagnia di Luchino Visconti,  ci siamo accontentati di Kylie Minogue e Peggy Gou, popolarissime star delle folle dei millenials. E per aggiungere colore su colore anche un’inaspettata esibizione al passaggio dell’algida Tilda Swinton che torna a Cannes per la prima mondiale di Tremila anni di nostalgia (fuori concorso), da parte di una ragazza seminuda per protestare contro il conflitto russo-ucraino.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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