di Andrea Cavazzini

 

Sono passati trent’anni da quando due donne,  al secolo Geena Davis e Susan Sarandon, attraversarono il West americano in Thelma & Louise a bordo di una Thunderbird decappottabile verde del 1966 ed entrarono nella storia del cinema.

Rimanendo alla guida fino alla fine nella scena iconica, mentre si libravano in aria nel Grand Canyon, Thelma & Louise non solo si erano liberate dagli stereotipi di genere, ma combatterono soprattutto contro tutto ciò che era stato prodotto fino a quel momento da Hollywood.

La trama di Thelma & Louise ruota attorno alle conseguenze di un tentativo di stupro: Harlan, un ragazzo viscido che Thelma incontra in un bar sul ciglio della strada, un ragazzo con cui beve, con cui balla e con cui flirta la porta sul retro, nel parcheggio del bar. Con il pretesto di prendersi cura di lei ha bevuto un po’ troppo, lui la bacia, lei gli resiste. La situazione precipita. La colpisce, si apre la cerniera dei jeans, ignora le sue vementi proteste, cerca di violentarla. Louise si trova nel parcheggio e brandisce la pistola che Thelma ha portato con loro durante il viaggio. Finalmente si ferma. “In futuro“,  lo informa Louise, gelida, “se una donna piange in quel modo, non si sta divertendo.” Ma Harlan è ostinato nel suo perseverare e Louise ribatte. Succede istantaneamente, come per un impulso elettrico: lei gli spara. Morto. Sapendo che c’erano poche possibilità che le autorità accettassero la loro storia, le due donne fuggono invece di denunciare l’incidente.

È l’azione che mette in moto tutte le altre azioni di Thelma e Louise, e non è un un incidente isolato. Il colpo fatale di Louise è stato il risultato non solo della sua lealtà a Thelma, e non solo della sua frustrazione nei confronti degli uomini, e non solo della sua consapevolezza che Harlan aveva probabilmente violentato prima e probabilmente avrebbe continuato a farlo di nuovo; era anche il risultato che  Louise, a quanto pare, era stata lei stessa vittima di uno stupro. Quindi Thelma & Louise, è un road movie che è spinto dalla verità fondamentale che la violenza genera violenza. Thelma e Louise continuano a rapinare una stazione di servizio, infilano un poliziotto nel bagagliaio di un’auto e fanno esplodere la petroliera di un uomo che le ha molestate. Thelma e Louise non hanno altra scelta che la violenza. Tentano di ottenere soldi legalmente; un uomo glieli ruba; sono costrette, quindi, a diventare loro stesse ladre, brandendo la pistola in quella stazione di servizio.

Ma il fatto fondamentale di Thelma e Louise quello che alla fine guida la sua trama, e quello che lo fa sembrare così attuale oggi, è il riconoscimento delle donne che non possono fidarsi della legge, perché la legge non si fida di loro, perché nessuno ci crederebbe, All’inizio le donne pensavano di andare dalla polizia, giocando con l’idea, che sarebbe stata la loro parola contro quella di un morto, e che alla fine quella del morto avrebbe prevalso. “Quasi 100 persone ti hanno visto ballare guancia a guancia con lui”, dice Louise a Thelma, spiegando perché nessuno avrebbe creduto alla loro versione della storia. “Non viviamo in quel tipo di mondo, Thelma!”. Cos’è Thelma e Louise, se non una parabola di due donne, che navigano in un mondo che non è stato costruito per loro?

La sceneggiatrice del film, Callie Khouri, non aveva mai prodotto una sceneggiatura quando scrisse Thelma & Louise, e per un po’ sperava di dirigerla da sola, magari con attrici meno note, ma poi Ridley Scott, il regista di Alien e Blade Runner, si interessò al progetto e la Davis e la Sarandon firmarono e la Khouri finì per vincere un Academy Award per la migliore sceneggiatura originale.

Sebbene all’epoca fu una pellicola controversa, accusata di tutto: dalla promozione del sesso occasionale alla misandria, Thelma & Louise viene ricordata come una favola femminista visionaria. Una fiaba comica, oscura, che ha posto in modo impertinente due donne al centro della sua storia e si rifiutò di liquidarle come semplici principesse. È sicuramente, come tutti i film, un prodotto del suo tempo: la coppia utilizza i telefoni a pagamento per comunicare, usa contanti anziché carte di credito e scattano il loro iconico selfie, la foto che sarebbe anche il poster del film, con una Polaroid. E Thelma inizialmente prima di unirsi a Louise abbraccia la moda che caratterizza i primi anni ’90, come le frange e il rossetto fluorescente, ma al di là di queste piccole cose: Thelma e Louise funzionano bene insieme.

Un film che avrebbe potuto essere realizzato, con la sua sceneggiatura praticamente del tutto invariata, oggi, ma che ci lascia comunque con un senso di frustrazione addosso, pensando che agli inizi degli anni ’90, personaggi come Thelma e Louise iniziavano a rompere gli schemi e le barriere patriarcali, ma a distanza di trent’anni questi personaggi iconici rappresentano ancora l’eccezione. Le due donne “contro” hanno lasciato la scena nel momento in cui hanno guidato la loro Thunderbird del ’66 nel Grand Canyon in un mondo immortalato dalla liberazione femminista. Da qualche parte il loro messaggio si è stemperato, Hollywood è rimasta indietro, scrutando nell’abisso, troppo spaventata per fare quel salto finale.

Condividi su: