“FOLLIA D’UFFICIO" al Castello Orsini di Avezzano

Castello Orsini di AVEZZANO

 

20 maggio 2022 - ore 21

 

“FOLLIA D’UFFICIO"

Scritto e Diretto da

Alessandro Martorelli

Con Alessandra Barbonetti, Arianna Bigazzi, Alessandro Martorelli, Antonio Pellegrini, Alessandro Scafati, Gianluca Zanellato

Con la partecipazione straordinaria di Massimiliano Vado

voice over Luca Avallone

Scenografie Mardin Nazad

Luci Mario Angeloni

Avezzano. Il Teatro OFF di Teatranti Tra Tanti, dopo aver salutato la stagione di prosa al Teatro Comunale di Civitella Roveto tra applausi e successo di pubblico, si avvicina all’ultimo appuntamento dell’edizione 2021/22 della stagione di prosa indipendente al Castello Orsini di Avezzano con la commedia “Follia d’ufficio” prevista venerdì 21 maggio alle 21.

“Chiudiamo la stagione invernale di Avezzano e di Civitella Roveto con soddisfazione e la consapevolezza che il Teatro OFF è diventato un punto di riferimento culturale per il nostro territorio – commenta la project manager Cinzia Pace - Ci sono stati momenti difficili ed impegnativi, soprattutto nei mesi in cui abbiamo dovuto convivere con la pandemia, ma la nostra offerta culturale è stata sempre ampia e il nostro pubblico ci ha sempre sostenuto e apprezzato la nostra proposta artistica. Ringraziamo tutti gli spettatori che ci seguono, il Ministero della cultura, il Comune di Avezzano e di Civitella Roveto, la Regione Abruzzo e gli sponsor privati che ci permettono di esprimere la nostra arte. I Direttori artistici Martorelli e Pellegrini guardano già alla prossima stagione invernale, che sarà piena di sorprese! L’appuntamento, ora, è per agosto, con la quarta edizione della rassegna teatrale Alba OFF, nel bellissimo anfiteatro di Alba Fucens.”

 

SINOSSI “FOLLIA D’UFFICIO”

Negli Uffici della Tel To Tell, azienda multinazionale di telecomunicazioni è successo qualcosa di strano. I suoi responsabili di settore, sei persone completamente diverse l’una dall’altra, con le loro ambizioni e le loro divergenze, si comportano in modo assurdo. Sembrano essere completamente nel pallone, e proprio a pochi minuti dall’inizio dei colloqui con il Direttore Generale che sceglierà tra loro il suo futuro Vice. Per capire cosa è successo, però, bisogna tornare a qualche ora prima, e cioè al momento in cui i sei scoprono, per caso, che in realtà tra di loro è già stato individuato chi dovrà ricoprire quel posto. Ed è a questo punto che, come d’incanto, tutte le invidie, le gelosie che caratterizzavano il loro rapporto vengono messe da parte per un'alleanza subdola e meschina, che ha un solo scopo: quello di far apparire il prescelto, durante il colloquio, come una persona instabile e pertanto inadatta al ruolo. E ad aiutare i membri del complotto sarà lui stesso, che gli fornirà un ottimo pretesto attraverso la sua ipocondria cronica, ed una misteriosa malattia che tra le altre cose porta ad avere delle sensazioni di déjà-vu prolungato e allucinazioni visive e uditive. Una malattia che qualcuno già definisce come “Sindrome da stress da ufficio” … Da qui iniziano una serie di espedienti esilaranti e situazioni paradossali messe in atto dai personaggi, quasi al limite del surreale, che conducono lo spettatore fino all’epilogo, spiazzante ed inaspettato. In una divertente rappresentazione di quello a cui può condurre l’ambizione umana, che troppo spesso cede, per proprio interesse, al suo lato oscuro…

 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

Chiamare il 366.6555303 o scrivere a teatroffavezzano@gmail.com;

PUNTI VENDITA AVEZZANO
CHIOSCO INFORMATIVO LARGO POMILIO – AVEZZANO
(lun/merc/ gio dalle 18 alle 19.30)

LIBRERIA UBIK – AVEZZANO


“DICONO DI LEI” Cimitero di San Pietro in Vincoli di Torino

Cimitero di San Pietro in Vincoli di Torino

 

2 aprile 2022

 

UNA PRODUZIONE DI TEATRANTI TRA TANTI

“DICONO DI LEI”

Con Nadia Perciabosco

Testo di Roberta Calandra

Regia di Massimiliano Vado

Aiuto regia Giulia Nervi

Abito di scena Gattinoni

 

Avezzano. Si intitola “Dicono di lei”, lo spettacolo con Nadia Perciabosco e la regia di Massimiliano Vado, prodotto dalla compagnia marsicana Teatranti Tra Tanti. La pièce, vincitrice del bando L’Italia dei Visionari 2019, farà il suo debutto regionale in Piemonte il prossimo 2 aprile al Cimitero di San Pietro in Vincoli di Torino, ex cimitero settecentesco, in occasione della stagione organizzata da FTT – Fertili Terreno Teatro.

“Siamo davvero orgogliosi e contenti di presentare uno spettacolo che va a completare la già ricca offerta di produzioni teatrali per il 2022 – spiega la compagnia teatrale “Teatranti Tra Tanti”, a nome dei direttori artistici Alessandro Martorelli ed Antonio Pellegrini e della project manager Cinzia Pace -  Con lo spettacolo “Dicono di Lei”, Nadia Perciabosco porta in scena l’esigenza di “scomparire” dalle scene, interpretando il ruolo di un’attrice che faperdere le proprie tracce e Nadia riesce, con una forte capacità interpretativa, a rappresentarla, in più prospettive,  attraverso le 5 donne cruciali per la sua vita”.

“Lo spettacolo ci ha convinto anche per il testo profondo dell’autrice Roberta Calandra e per la trasposizione scenica ben adattata dal regista Massimiliano Vado – conclude la compagnia - Nelle nostre produzioni andiamo a toccare sempre diverse tematiche sociali, che spaziano sui vari piani interpersonali, con leggerezza, ma senza mai tralasciare il messaggio sociale. Le produzioni di Teatranti Tra Tanti sono diverse fra loro ed offrono al panorama artistico spettacoli ed argomenti coinvolgenti, sempre molto attuali e che coinvolgono il pubblico dall’inizio alla fine.”

 

 

“DICONO DI LEI”

Nella società dell'immagine il sogno di molti, contrariamente a ciò che si può pensare è scomparire. La protagonista, interpretata da Nadia Perciabosco, la famosa attrice immaginaria Anita Marzo, ha fatto perdere le sue tracce e cinque personaggi, pirandellaniamente, si interrogano sulla sua fine. Morte, suicidio, capriccio, amore, insoddisfazione professionale, stanchezza, voglia di stupire o solo di normalità... la madre borghese, la sorella vagamente ottusa, la sedicente rivale in amore e palco, l'energica manager, la figlia smarrita e assetata di normalità compilano ipotesi senza risposta. Parlano al telefono, alle amiche, alla stampa, a sé stesse. Ognuna una voce ma anche forse uno spicchio del complesso prisma mentale di Anita stessa che le anima come un burattinaio folle o fin troppo consapevole. Ebbra del suo spettacolo migliore e forse definitivo. Nadia Perciabosco

 

Attrice di teatro, tv e cinema, ha lavorato con grandi maestri, tra i quali Gigi Proietti, in tv come comica in programmi di punta come “Uno mattina" su Rai uno e “Bambine cattive" su Comedy Central, in serie di successo come La mafia uccide solo d’estate, La Squadra e Orgoglio.

 

INFO E CONTATTI TEATRANTI TRA TANTI

+39 347 0793657 / info@teatrantitratanti.it

SITO WEB

https://www.teatrantitratanti.it/


CHRISTIANITY SRL al Cometa Off

 

Cometa Off - Roma

 

25 al 27 marzo 2022

Dal venerdi al sabato ore 21:00 – domenica 18.00.

 

COMPAGNIA OSCENINSCENA

CHRISTIANIRY SRL

L’apocalisse non è poi la fine del mondo

 

di Marco Giannini e Marco Vincis

Regia di Massimiliano Vado

Con Marco Giannini e Marco Vincis e con Marianna Maurizi, Francesca Targa e Leonardo Zarra

Scenografia e Grafiche Carolina Ielardi

 

Cosa succede quando negli uffici del paradiso ci si accorge che sono scaduti i diritti sulla fine del mondo?  E come si rapporterà Dio con il nuovo bando di concorso che lo vedrà alle prese con cavilli burocratici e la concorrenza spietata delle altre religioni? Riuscirà a bypassare tutte le difficoltà burocratiche poste dal nuovo concorso o passerà la mano?

"Christianity srl", è una commedia divertente, irriverente e soprattutto veloce, che tocca temi importanti, filtrati dall'occhio del creatore supremo e del suo responsabile marketing.

Dio è un moderno imprenditore, affiancato dal fidato San Paolo, responsabile marketing della "Christianity srl" che di volta in volta gli sottopone i problemi burocratici cui stanno andando incontro con il nuovo bando, con improbabili quanto assurde soluzioni.

A cornice della storia ci sono anche problemi di "famiglia" con la Madonna alla ricerca di una propria identità come donna del terzo millennio, un figlio che ha un po' perso quelle che sono le regole di "famiglia", e una nuora, la Maddalena, che reclama i propri diritti.

 

Biglietti: 10 euro (+ tessera associativa). 

TESSERA DA FARE NECESSARIAMENTE ON LINE: 

sul sito http://associati.cometaoff.it/- Euro 2,50


"LOVE MATCH" al Teatro Golden

Teatro Golden

 

dal 9 al 20 marzo 2022 

 

Michela Andreozzi e Massimiliano Vado

in

"LOVE MATCH" 

 

E se i mille volti dell’amore si confrontassero su un palco? Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, coppia nella vita e nell’arte, provano a rispondere ai numerosi quesiti del cuore con il loro spettacolo “love Match”, in scena dal 9 al 20 marzo al Teatro Golden di Roma, con le musiche di Antonio Di Pofi e i quadri di Mauro Di Silvestre.  La bravura dei due attori riesce a dare vita ad uno spettacolo comico e romantico, prodotto da Atpr & Vincenzo Sinopoli, che alterna vari stati d’animo, portando i due protagonisti ad interrogarsi in una escalation di emozioni senza esclusione di colpi.

Che cos’è l’amore? E’ riconoscere l’altro? E’ rispettare i limiti dell’altro?  E’ una lotta disperata che si vince solo nel momento in cui ci si arrende? 

E’ un fischio di ammirazione per la strada! (No, quello è catcalling.)  E’ la risposta alla solitudine. E’ la forma più alta di amicizia. 

O forse è il contrario? E’ una poesia, una canzone, è un tango. E’ innamorarsi dei difetti.  E’ detestare le virtù. E’ la coppia prima della famiglia. E’affezionarsi all’abitudine. 

E’ abbandonare le abitudini. E’ passione, feticismo, perversione. Una ubriacatura. E’ gelosia. E’ la cura. 

E’ la strada per la felicità, e non importa se non si arriva mai.  Michela e Massimiliano interpretano le molteplici sfaccettature di una stessa umanità che si attrae, si respinge, discute, si abbraccia, si ama. 

 

INFO 06 70493826


"A COSA SERVE ESSERE BELLI DENTRO SE POI NON CI ENTRA NESSUNO" al Teatro Lo Spazio

Teatro Lo Spazio- Roma

 

8 e 9 febbraio

 

Associazione MUSA

presenta

A COSA SERVE ESSERE BELLI DENTRO SE POI NON CI ENTRA NESSUNO

di Massimiliano Vado

con Lara Balbo, Francesca Anna Bellucci, Giulia Fiume

musiche Giacomo Stallone

 

 

In scena tre profili di donne, tre storiche amiche, alle prese con i rapporti con l’altro sesso, e soprattutto con loro stesse. Il confronto con la verità è sempre faticoso, ma ad un certo punto, bisogna farle spazio.

“La gang-bang può essere considerata terapia di gruppo?”  “Possibile che riesca a rivelare magicamente il lato peggiore di chi mi circonda ?”

Questi sono alcuni degli interrogativi che risuonano in una commedia di riflessioni e consapevolezze, dedicata all’universo femminile per scandagliare le personalità che si celano dietro certe dinamiche relazionali. Unico elemento maschile, Giacomo Stallone, a cui si devono calzanti inediti eseguiti dal vivo, chitarra e voce.

Uno spettacolo che aiuta, uomini e donne, a guardarsi dentro, ad abbattere la superficialità delle apparenze.

 

(bar aperto per aperitivo dalle 19.00)


"FIORI D’ACCIAIO" alla Sala Umberto di Roma

Sala Umberto - Roma

 

dal 3 al 20 febbraio 2022

mercoledì - sabato h. 21.00 / sabato - domenica h.17.00

 

Produzione Francesco Bellomo per Corte Arcana Isola Trovata

 

Tosca D'Aquino | Rocío Munõz Morales|Emanuel Muni
Emy Bergamo | Martina Difonte | Giulia Weber

in

FIORI D’ACCIAIO

di Robert Harling

regia
Michela Andreozzi | Massimiliano Vado

 

"Fiori d’acciaio”, nella sua versione cinematografica, è uno dei romanzi di formazione che hanno accompagnato la mia prima giovinezza, insieme a “Piccole donne”, “Harry ti presento Sally” e “Colazione da Tiffany”: storie di donne, grandi figure femminili che crescono, sbagliano, si confrontano, amano, odiano, combattono e qualche volta muoiono. Più della letteratura, o forse in modo più efficace, il cinema mi ha insegnato gli infiniti modi di affrontare la vita: “Fiori d’acciaio”, che vidi in sala poco più che adolescente, è stato il film che più di ogni altro mi ha spiegato cosa significhi essere donne e, nonostante ciò, fare fronte comune, ovvero la famosa, leggendaria, solidarietà femminile.

Che poi, tradotto in azione, significa conservare la propria identità, ritagliarsi un ruolo nel mondo, costruirsi uno spazio, intessere delle relazioni o alimentare dei conflitti e, malgrado tutto, essere capaci di unirsi. Obbiettivo non sempre facile, che però perseguo da sempre: nei miei progetti, nel cinema, nel teatro, nella vita privata. Ormai, per me, fare fronte comune è diventata una sfida, crederci una fede e lavorarci una questione di coerenza.

Alla luce di questo modus vivendi, “Fiori d’acciaio” è per me l’occasione di costruire, con un cast così ricco e variegato, una banda di soliste, in grado di suonare insieme ma di battere in volata quando serve; disegnare personaggi anche estremi ma capaci di ascoltarsi, o di imparare strada facendo ad accogliersi senza snaturarsi. Solo da adulta ho scoperto che il film era tratto da una piece teatrale, ancora attualissima, sotto un superficiale strato di polvere fisiologico, e perfettamente rappresentativa di un microcosmo, quello del negozio di provincia, che è specchio di macrocosmi le cui dinamiche, perfino oggi, fanno fatica a cambiare.

Per questo motivo abbiamo deciso di lasciare l’ambientazione di fine anni ’80, perché ci permette di osservare un tempo appena trascorso e ci racconta che siamo già nel futuro.

E forse anche perché l’immagine e lo stile di quel periodo, negli abiti, negli arredamenti, ma soprattutto nella musica, sono ormai identificativi di un momento storico diventato ormai glamour. Oltre al fatto che certe modalità, oggi, sarebbero condizionate dalla tecnologia. Tutto questo mi hanno fatto approcciare al testo e al progetto con l’entusiasmo. E poi c’è l’affetto. Per me, un teatro affettuoso è ciò di cui abbiamo bisogno, un racconto di sentimenti e di ironia che qualche volta è crudele ma mai cinica, mai diventa sarcasmo. Se c’è una cosa che le donne sanno fare, è essere terribili, spietate e capaci di affrontarsi, insomma, dei fiori di acciaio, senza mai smettere di amare.

 

 

- prenotazioni@salaumberto.com

prezzo biglietto da 28€ a 17€ - disponibili su www.salaumberto.com - www.ticketone.it

 


"FIGLIE DI EVA" al Teatro Quirino

Teatro Quirino - Roma 

 

Dal 14 al 19 dicembre 2021 

                                                                         

Marioletta Bideri per Bis Tremila produzioni


presenta

VITTORIA BELVEDERE - MARIA GRAZIA CUCINOTTA - MICHELA ANDREOZZI

 

FIGLIE DI EVA

di

Michela Andreozzi e Vincenzo Alfieri

con Grazia Giardiello

con MASSIMILIANO VADO

nel ruolo di Luca Bicozzi

scene Mauro Paradiso

costumi Laura Di Marco

regia MASSIMILIANO VADO

 

Figlie di EVA è la storia di un uomo potente, che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi. Figlie di EVA è la storia di un ragazzo che incontra tre fate madrine che lo aiutano a realizzare i suoi sogni.

Figlie di EVA è la storia di tre donne completamente diverse, che diventano amiche nonostante tutto. Cioè a dire che Figlie di EVA è tre storie in una, come sono tre i nomi delle protagoniste: Elvira, Vicky e Antonia.

Elvira. Dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna: la segretaria. E lei è la Cadillac delle segretarie! Elvira sa, Elvira vede, Elvira risolve. A lei, il Cardinale Richelieu, le fa un baffo. Vicky. Moglie tradita, è una “povera donna di lusso”, sposata per il suo patrimonio. Un po' ingenua, un po' scaltra, un po' colomba, un po' volpe. Anzi lince, nel senso della pelliccia.

Antonia. Prof di latino, emigrata, precaria, ma bellissima. E con una scomoda sindrome di La Tourette, po*ca tr**a! Comunque romantica, in attesa del primo amore e di una cattedra.

Cosa le lega? Nicola Papaleo. Sindaco disonesto che le inguaia tutte e tre per diversi motivi: manda Elvira nelle peste legali per falso in bilancio; abbandona Vicky in diretta tv per una giovincella; incastra Antonia che viene beccata a passare gli scritti di maturità a quella capra di suo figlio e pertanto radiata dal provveditorato.

Le tre, che mal si sopportano, unite da un sano sentimento di vendetta, si coalizzano: lo vogliono morto. mAnzi, meglio: lo vogliono trombato, come si dice dei politici che perdono le elezioni.

Perché un politico trombato è più morto di un morto. Scopo del gioco? Far sì che l’odiato Papaleo non venga rieletto sindaco.

Come? Elvira, Vicky e Antonia sanno prendono coscienza che hanno creato un mostro: sostenendo, proteggendo e aiutando il sindaco nella sua ascesa. Ma questo vuol dire che sono in grado di creare anche un antidoto a Papaleo: costruendo a tavolino un candidato “fantoccio” che lo distrugga alle prossime elezioni. Un po' Pigmalione, un pizzico di Cyrano, Cenerentola quanto basta ed è fatta!

Grazie auna serie di estenuanti provini trovano Luca Bicozzi, aspirante attore sfigato con problemi di autostima. Lo blandiscono, lo convincono, e dopo una full immersion in cui le tre figliole gli insegnano tutto, ma proprio tutto quello che serve per diventare un leader Luca conquista il favore dell’elettorato, anche grazie ad un astuto sistema di auricolare con cui viene radiocomandato da Elvira.

Conquista però anche la fiducia in sè stesso, quindi vince un provino come protagonista di una serie. Che farà? Saluterà le tre madrine per rincorrere il suo sogno? Abbandonerà Antonia di cui, nel frattempo, si è innamoratissimo, ricambiatissimo?

Forse è arrivato il momento, per Elvira, Vicky e Antonia, di capire che dietro a un grande uomo a volte non c'è nessuno perché sono le donne che devono avere il coraggio di mettersi davanti a tutti.

Figlie di EVA è la vita per come vorremmo che fosse. E anche per come è perché spesso, le donne, anche quando vogliono vendicarsi, se si mettono insieme sanno creare cose meravigliose.                                                                                   


“Meglio sola che sòla” con Giulia Nervi all'Altrove Teatro Studio

 di Paola Tiriticco


L’Altrove Teatro si conferma un luogo piacevole e accogliente dove vedere spettacoli di qualità con artisti di primo piano. Dopo il monologo di Riccardo Ballerini in “Quando l’ultimo vinceva, è la volta di Giulia Nervi in “Meglio sola che sòla” con la regia di Massimiliano Vado.

Partecipiamo alle vicissitudini di una vivace trentenne, o poco più, che, tornata single, si ritrova alle prese con corteggiatori improbabili, casanova seriali, Tinder, mamme con consigli di dubbia utilità, amiche che, volendo aiutare, presentano l’ennesima “sòla”.

La scenografia rispecchia la vita della protagonista, una stanza caotica e disordinata, all’indomani di una divertente festa. Ci sono ancora tutti i segni della baldoria e quindi è facile entrare nella routine di questa single trentenne che, con grande ironia, ci descrive la “fauna” maschile tra i 30 e 40 anni, le gioie e i dolori dell’essere donna sola. Dalle ritrovate libertà, piccole e grandi, alle aspettative del mondo, amici e parenti che attendono quanto prima un fidanzato e certamente un bèbè.

E se da una parte la protagonista prende tutto con ironia, aprendoci una finestra sul mondo del corteggiamento on line con messaggi surreali e a volte inconsapevolmente comici, dall’altra c’è spazio anche per momenti romantici e riflessioni serie sul rapporto di coppia e sul vuoto lasciato da una relazione nella quale si era tanto investito.

Giulia Nervi è un ciclone, riempie il palco con ironia leggera, attenta e scoppiettante. Non perde mai una battuta, non fa calare l’attenzione, in un duetto interattivo con il pubblico che si ritrova a chiacchierare con lei e a entrare nella sua vita.

 Le aspettative sociali sono le stesse di sempre,  così come la difficoltà di indossare la maschera da Wonder Woman, quello che cambia è  il campionario di “bestialità” e “sòle” che si moltiplicano per la velocità dei rapporti sui social, dove tutti si sentono i protagonisti di un reality.

Con leggerezza, Giulia Nervi riesce a mostrare tutto il suo talento e la sua professionalità, ma sembra davvero improvvisare, sembra davvero la ragazza appena alzata, con una vita caotica e tanta voglia di raccontarsi.  Tutto però rispecchia i tempi teatrali, in un alternarsi di risate e serietà, senza tralasciare il talento di cantante e suonatrice di ukulele che lascia ammutolita la platea nei momenti “seri” davanti al frigorifero aperto.

Insomma Giulia Nervi illumina il teatro, regala un’ora e mezza di divertimento e risate, oltre che uno spaccato della vita sentimentale della generazione dei trentenni.

D’altra parte la formazione di Giulia Nervi è solida e varia.  Nata a Roma il 10 settembre 1984, ha cominciato ad appassionarsi alla recitazione fin dalle scuole medie, ma poi la sua carriera è fatta di tanto studio (nel 2004 viene ammessa all’Accademia Silvio d’Amico) e di svariate iniziative, ha recitato in molti spettacoli (nel 2012 insieme alla compagna di accademia Federica Seddaiu scrive “Pensavo fossi una Sacher, invece sei una Fiesta”) e dal 2011 lavora sotto lo pseudonimo di Marty Maraschino come attrice e cantante.

Una piacevole conferma, dunque, per il talento di Giulia Nervi e per l’accogliente spazio dell’Altrove Teatro, mentre il connubio con Massimiliano Vado funziona davvero. Bravi!


Tutto Da Sola capitolo II all'Altrove Teatro Studio

Altrove Teatro Studio - Roma

 

Venerdì 19 e sabato 20 novembre ore 20 - Domenica 21 novembre ore 17.00

 

Tutto Da Sola capitolo II

meglio SÓLA che SÒLA

 

Scritto e interpretato da Giulia Nervi

regia Massimiliano Vado

 

 

La stagione di prosa dell’Altrove Teatro Studio continua con lo spettacolo “Tutto da sola - Capitolo II - Meglio SÓLA che SÒLA” in scena dal 119 al 21 novembre.  Torna in scena Giulia Nervi con la regia di Massimiliano Vado con un nuovo spettacolo comico di teatro-canzone che racconta cosa succede a una donna “di trent’anni o poco più” quando, finita una storia importante, si trova ad affrontare la giungla dei single trentenni e a dover fare i conti con l’impazienza di chi vorrebbe vederla sistemata e con prole al seguito.

"Tutto da sola Capitolo II - Meglio SÓLA che SÒLA" è un nuovo spettacolo comico di teatro-canzone scritto ed interpretato da Giulia Nervi e diretto da Massimiliano Vado che, come per il primo capitolo della saga di TUTTO DA SOLA, non solo ne ha curato la regia, ma ha anche seguito passo passo la scrittura del testo, l'ideazione dei costumi e delle scenografie e la scelta delle musiche.

La scena in cui si ambienta lo spettacolo, rappresenta il salotto di una casa all'indomani di una grande festa: quando ormai tutti gli ospiti sono andati via e di quella che è stata una serata divertentissima rimane soltanto un vago ricordo, fatto di bicchieri sporchi da lavare, cianfrusaglie varie da sistemare e un gran mal di testa da sbornia da curare.

"Tutto da sola Capitolo II- Meglio sola che sòla" racconta la frustrazione di tutte quelle donne a cui viene imposto di dover indossare sempre e per forza i panni della super eroina, sorridente ed infallibile, a cui non viene concessa la possibilità di mostrarsi vulnerabili, né tantomeno il diritto di affermare la propria autonomia, o il desiderio di vivere senza figli.

Ma lo spettacolo racconta anche la gioia di vivere da soli, di godere dei propri spazi e di affrontare la vita con slancio e leggerezza, con ottimismo e anche un po' di sana incoscienza.
Tra pubblicità improbabili, rap, poesie, finti documentari, Tinder, canzoni con l’ukulele e frasi da rimorchio da brivido (raccolte tramite un'indagine sui social), Giulia Nervi mette totalmente a nudo le relazioni tra i trentenni d'oggi, raccontando con cinismo, ironia e un tocco di romanticismo il suo stato di single sull'orlo di una crisi di Nervi e come, nonostante vari ed eventuali sfortunatissimi rendez-vous con dei Casanova improvvisati, si possa continuare ad avere speranza nel futuro ed una fede incrollabile nell'amore.

 

 

Tessera 2 euro

 


L’AMORE È UNA SCUSA al Teatro Lo Spazio

Teatro Lo Spazio - Roma

Dal 4 al 7 novembre

Dal giovedì al sabato ore 21.00 - Domenica ore: 17:00

L’AMORE È UNA SCUSA
di Maria Carolina Salomè

con Alessandro Molinari, Maria Carolina Salomè e Federico Scribani
Regia di Massimiliano Vado

Dopo il brillante successo degli scorsi anni, torna sul palcoscenico del Teatro Lo Spazio, dal 4 al 7 novembre,L’AMORE E’ UNA SCUSA, spettacolo scritto da Maria Carolina Salomè, con  Alessandro Molinari, Maria Carolina Salomè, Federico Scribani e la  regia di Massimiliano Vado.
Cosa succede se tre amici che si conoscono da trent’anni, decidono di incontrarsi per fare musica? E se uno di loro è un anno che non esce di casa, dopo la separazione dalla moglie, mentre l’altro è un attore cantante sempre in fuga da storie d’amore ingarbugliate e il terzo, anzi la terza è un’amica del cuore?
Federico e Carolina cercano di motivare Alessandro, l’amico musicista in un momento di evidente difficoltà esistenziale coinvolgendolo in un progetto per uno spettacolo musicale in cui ripercorreranno i trent’anni di amicizia che li lega finendo inevitabilmente a parlare della gioventù, di ricordi, di sentimenti, di donne, di uomini, di visione maschile e femminile dell’amore, toccando attraverso le canzoni le varie tappe di una storia d’amore, dai suoi felici momenti iniziali, al suo struggente tramonto, in un’atmosfera ironica e delicata, con un altalenarsi continuo fra il romanticismo e il graffiante, per poi comprendere che in fondo l’Amore è solo una scusa per ritrovarsi.
“Nella concezione romana di teatro contemporaneo, spenti i fasti polverosi del passato, si fa spazio una programmazione a moduli, della rappresentazione, poco viziata da storicismi pleonastici e molto incentrata sulla necessità interpretativa degli attori. È chiaramente un segno dei tempi”_ annota Massimiliano Vado.
“I testi nascono dall’esigenza personale e non dalle liste di presentazione al ministero, i progetti si sviluppano attraversando l’entusiasmo di un gruppo e sfruttandone le reali capacità, anziché essere il prolungamento egotico di un adepto fedele del teatro di regia; gli spettacoli che nascono sono operazioni a cuore aperto, non cartellini da timbrare: si fanno perché altrimenti non si respira, li si mette in scena perché altrimenti non può essere.
Aggiungerei che finalmente questo stato delle cose, per quanto doloroso, è una conseguenza di decenni di subordinazione del mondo dello spettacolo all’amoralità di funzionari poco attenti.
Tenendo fede a questo assioma, per cui si creano assembramenti spontanei che mantengono centrale un desiderio di collaborazione, nasce “L’amore è una scusa” che, con incredibile e contagioso ottimismo, azzarda un palese recupero di forme e contenuti appartenuti al secolo scorso ma totalmente validi anche per il teatro contemporaneo. Quel teatro che si vanta di essere e non rappresentare. Quel teatro che conta più sul talento comune che sul capocomicato. Quel teatro utile per cui costituisce reato anche solo pensare di formalizzare ogni deriva. Quel teatro che ti fa andare a teatro. Condizione necessaria e sufficiente è naturalmente quella per cui all’interno di questo gioco rappresentabile trasporti i compagni di giochi di allora, pur proiettando con loro la maturità artistica in cui hanno deciso di nuotare. Basta un pianoforte per recuperare un pezzetto di memoria, un incontro casuale fa nascere nuovi ulteriori brandelli di teatro o di dialogo o di cinema o soltanto respiri comuni. Canzoni che scandiscono le sequenza e che diventano parodie e ricordi maturi, chiacchiere e confronti a rimarginare le distanze di tempo e come unico collante richiesto, farei valere l’amicizia e la confidenza dei tre interpreti. “Bisogna guardare avanti e fidarsi di quello che si sta facendo” suggerisce la protagonista ed è esattamente quello il canale che mi interessa solcare: la pertinenza dei sentimenti, l’inaccessibilità rivelata dell’anima, una miniaturizzazione voluta, programmata. Non serve altro, anzi non c’è spazio per altro. Per far sentire quanto vale un abbraccio basta il fluire di questo spettacolo.”

Una commedia che indaga valori e sentimenti umani, tra musica, ironia ed entusiasmo.

 

informazioni e prenotazioni

339 775 9351 / 06 77204149

(bar aperto per aperitivo dalle 19.00)