Scaldati e il Festival per omaggiarlo

Il 1 Giugno 2023 sarà il decennale della comparsa del grande drammaturgo e poeta siciliano Franco Scaldati, per questa occasione Associazione Babel, Compagnia Franco Scaldati, Teatro Metropopolare e Lumpen presentano “Notturno Scaldati”, evento gratuito e aperto a tutta la Città di Palermo in scena presso lo Spazio Franco ai Cantieri Culturali della Zisa alle 21.00, che aprirà il progetto “Il Poeta ha inventato i nomi”. Il Progetto è a cura di Associazione Babel/Spazio Franco (capofila) con Compagnia Franco Scaldati, Lumpen e Teatro Metropopolare, Curatela di Giuseppe Provinzano, Direzione artistica di Merlino Imparato, con Livia Gionfrida, Franco Maresco, Giuseppe Provinzano, con il sostegno del Ministero della Cultura, Assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana – Regione Sicilia e Assessorato alla Cultura – Comune di Palermo.

“Io vorrei essere la coscienza critica del teatro italiano, la spina nel fiancoFranco Scaldati, intervistato da Ciprì e Maresco nel 2007 – il mio è un teatro che parla di cose vere, di emozioni vere, che si pone continuamente il problema del perché fare teatro, perché esserci.[…] E’ chiaro che non lo facciamo per l’appagamento di noi stessi, così come sembrano farlo tutti. Io credo che il nostro posto nel teatro italiano sia fondamentale! In questo senso un teatro che comunque è portatore di poesia, ma poesia violenta, che si chiede continuamente perché esserci e che cosa fare, e chiede implicitamente un cammino verso un rapporto più solidale fra gli uomini, che non si guardi allo specchio e non si appaghi di se stesso, così come sembra faccia tutto il teatro italiano oggi.”

ph. Pietro Motisi

Nel Teatro di Scaldati  l’animo popolare a allo stesso tempo lirico convivono, i personaggi sono immersi tra la veglia ed il sogno, tra ciò che è reale e smaliziato e ciò che è ingenuo e fantastico. In Franco Scaldati e nel suo teatro, di impostazione prevalentemente laboratoriale, vi è molto del teatro shakespeariano e questo lo ha capito molto bene la regista Livia Gionfrida, che in questi anni ha collaborato con la Compagnia Scaldati e diretto con successo due produzioni “Pinuocchio” e “Inedito Scaldati” (al Teatro Biondo). Gionfrida ha pensato ad un laboratorio itinerante incentrato sulle ispirazioni shakesperiane presenti nelle opere di Scaldati, con 3 appuntamenti, al termine del percorso la regista realizzerà uno spettacolo inedito, che debutterà nel 2024. Nell’ideazione e cura del laboratorio sarà accompagnata da Melino Imparato (Direttore Artistico del progetto) con cui già é in atto una proficua collaborazione e comunione di intenti artistici. 

La mia é una ricerca linguistica, – dichiara la regista Livia Gionfrida – che prende sostanza da un lavoro laboratoriale che grazie a questo progetto potrà estendersi e svilupparsi in diverse regioni italiane consentendomi di incontrare nuovi interpreti, che daranno voce all’ opera di Scaldati.” 

Il progetto “Il Poeta ha inventato i nomi” avrà una durata di sette mesi, ha un impostazione per lo più laboratoriale, secondo il “metodo Scaldati” della ricerca costante nel tempo e nello spazio per far nascere qualcosa di nuovo, inedito. “Metodo Scaldati” verrà diffuso attraverso 7 laboratori in tutta Sicilia, in collaborazione con la Rete Latitudini e con artisti selezionati da Spazio Franco e dalla Compagnia Franco Scaldati e 3 città; Palermo, Catania e Prato. Ma il progetto varcherà i confini nazionali e giungerà fino in Spagna, a Torredembarra cittadina della Cataluña, grazie alla collaborazione con il drammaturgo Carles Marques e la compagnia teatrale El Nus Escénic che ne sta curando la traduzione del testo “Santa e Rosalia” scritto da Scaldati nel 2011, che era fedele alla patrona della città di Palermo tanto quanto lo è la città spagnola.

ph. Francesco Ferla

Nell’ottica della musicalità della parola nel teatro di Scaldati si muove la ricerca curata da Giuseppe Massa, Margherita Ortolani e Giuseppe Provinzano che opereranno a 6 mani sul testo “Indovina Ventura“, per esplorarne il potenziale musicale  che vedrà la collaborazione attiva di musicisti quali Serena Ganci e Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista) e altri musicisti palermitani, e finalizzato alla creazione di 3 performances tra teatro e musica, per comporre un’opera unica che esplora più piani linguistici. 

Il concetto di creazione inedita, realizzare di qualcosa di nuovo, frutto delle contaminazioni del presente, dei linguaggi, della musicalità della parola, del dialetto sono punti essenziali nell’opera scaldatiana, come afferma anche il Regista e Direttore Artistico del progetto Melino Imparato “ll progetto speciale ci permette di accostarsi al teatro di Scaldati in maniera profonda, ed esplorare il suo immaginario e la sua poetica, partire da alcuni testi per incontrarne altri, prendersi il tempo e la cura di una ricerca necessaria senza la costrizione della produzione a tutti i costi da cui siamo spesso soffocati, diffondere la sua opera incontrando anche lo stupore, la curiosità e l’interesse di chi incontra per la prima volta l’opera di Franco Scaldati.

E’ inoltre prevista la realizzazione di una nuova edizione di Santa e Rosalia a cura della Compagnia Franco Scaldati, la performance Le Risate degli Angeli a cura di Livia Gionfrida e l’incontro tra Etta Scollo e la Youth Orchestra del Teatro Massimo, attorno alle composizioni musicali che l’autrice siciliana ha realizzato ispirandosi all’opera scaldatiana. 

“Un progetto articolato – dichiara Giuseppe Provinzano, curatore del progetto – che  si compone di diverse azioni e attività trasversali che si svilupperanno fino al prossimo Dicembre, e che vuole  essere speciale, fedele all’universalità della scrittura e all’inetichettabilità del teatro di Scaldati, fuggendo le comuni definizioni e categorie, senza limitarsi alla creazione di un mero cartellone di spettacoli ma mirando piuttosto a una diffusione capillare dell’opera di Scaldatiana in tutta Italia, con la ferma volontà di aprire una nuova fase del rapporto con la sua l’opera, lasciare semi della sua poesia nelle nuove generazioni affinché possano germogliare e soprattutto “unire” nel nome di Franco Scaldati più generazioni di artisti.” 

Completa il programma del Progetto “Il Poeta ha inventato i nomi” una sezione audiovisiva a cura dell’ Associazione Lumpen, che prevede una mostra fotografica e multimediale su Franco Scaldati a cura di Valentina Greco e Francesco Guttuso e una rassegna cinematografica a cura di Umberto Cantone e Franco Maresco. La Mostra sarà realizzata in due momenti durante l’anno, l’inaugurazione è prevista per il 7 luglio nell’ambito delle Orestiadi di Gibellina (sino al 5 agosto) e a settembre a Palermo al Centro Internazionale di Fotografia “Letizia Battaglia”.

“Notturno Scaldati” (1 Giugno 2023, ore 21.00 presso i Cantieri Culturali alla Zisa) vede oltre trenta artisti che si alterneranno sul palcoscenico come in una jam session, tra performance, letture e video proiezioni, che restituiranno un’immagine dell’artista. Per un viaggio notturno nell’immaginario scaldatiano con: Chadli Aloui, Giada Baiamonte, Gaspare Balsamo, Serena Barone, Gino Carista, Domenico Ciaramitaro, Gabriele Cicirello, Giuseppe Cutino, Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, Paolo Di Piazza, Domenico Di Stefano, Sebastiana Eriu, Giuseppe Farina, Livia Gionfrida, Melino Imparato, Giuseppe La Licata, Alessandra Leone, Valeria Sara Lo Bue, Valentina Lo Duca, Fabio Lo Meo, Youssif Jaralla, Simona Malato, Giuseppe Massa, Egle Mazzamuto, Dario Mangiaracina, Margherita Ortolani, Rosario Palazzolo, Sabrina Petyx, Anton Giulio Pandolfo, Picciotto, Giuseppe Provinzano, Vito Savalli, Etta Scollo, Angelo Sicurella, Padre Scordato, Giuseppe Tarantino, Guido Valdini, Tobia Vaccaro, Paolo Valentini. I contributi video di: Mario Bellone, Umberto Cantone, Umberto De Paola e Marco Battaglia, Dario Enea, Giuseppe Galante, Franco Maresco, Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

I Partner sono: Teatro Biondo di Palermo, Teatro Mercadante di Napoli, Istituto per il teatro e melodramma della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, Università Cà Foscari Di Venezia, Casa Editrice Marsilio, Accademia delle Belle Arti di Palermo, Università la Sapienza di Roma, Cantieri Culturali alla Zisa Latitudini, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Mercurio Festival, Centro studi Sinibald (Torredembarra-Spagna), Ufficio Stampa SLP.

Resta l’auspicio che le istituzioni cittadine possano, finalmente quest’anno, intitolare uno spazio a questo importantissimo regista e drammaturgo che era Franco Scaldati. Perché è importante che la città senta sempre presente e vivo il ricordo di questo immenso uomo e genio del teatro italiano, che ha cambiato il modo di vedere noi attraverso di lui, attraverso il suo teatro, che ci ha lasciato un eredità che non è solo identitaria, ma che racchiude nel suo nome molto molto di più.

Teatro Roma
Elena Salvati

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