di Ester Campese

 

Si parte da un antico passato quando si parla di vasi e di vasai. Un’arte nobile la cui storia affonda nei secoli trascorsi, con produzioni di manufatti in terracotta, legni e ceramiche, che nelle mani dell’artista/artigiano Max Modolo diventano oggetti, rivisitati in veste contemporanea, originali e gradevoli.

Come lui stesso dichiara, i suoi primi pezzi li realizza con l’aiuto tecnico di lavoratori della rinomata fabbrica Galvani da cui trae insegnamenti e grandi opportunità. Un percorso che naturalmente sfocia in sperimentazione ed esplorazione sia di forme che di trame. È lapalissiano il lungo percorso, anche interiore, fatto dall’artista, che emerge chiaramente osservando le sue creazioni. Queste esprimono contemporaneamente grazia, bellezza e forza espressiva e incitano alla contemplazione.

Nei suoi lavori non solo riecheggia il passato, ma anche una filosofia sua propria che nel tempo ha autonomamente sviluppato e che sottende un minuzioso lavoro di preparazione e studio fin dalle fasi iniziali. Si parte dall’idea progettuale, al disegno grafico, fino a giungere alla vera e propria fase creativa in cui prendono corpo deliziosi oggetti che andranno poi a decorare e abbellire le case.

Sono pezzi che non hanno solo un semplice scopo ornamentale ma da essi perviene un senso di equilibrio interiore, una sorta di gioia estrosa ed emozionale, provata in primis dall’artista nell’atto creativo, che ci trasferisce attraverso i suoi manufatti. Oggetti che hanno la capacità di armonizzare i luoghi in cui vengono posti. I pezzi da lui foggiati sono ben riconoscibili per il suo stile peculiare, tutti rigorosamente lavorati a mano, e cotti a temperature che arrivano anche a 1240 °C.

Troviamo stupendi i vasi della serie corallina, porosi e ruvidi, come ruvida è talvolta la vita. Questi hanno sulla superfice come un mosaico di bolle che assomigliano a ricami realizzati dalla natura con il trascorrere del tempo. Una serie che ci conduce, attraverso la palette di colori scelta – blu cobalto, verde acqua, giallo e grigio sabbia – alle profondità marine; similitudine di una profondità dell’animo.

Bellissimi anche i vasi smaltati in tonalità blu, con quella lucentezza che ne enfatizza ancora di più la bellezza. Alcuni dei vasi di questa serie, dalle eleganti forme ovali, allungate e curvilinee, pur non avendo soggetti figurativi, rimandano all’estetica di Orazio Pompei, vasaio di metà degli anni 1500. Bellissime anche le ciotole dal sapore nettamente orientale, smaltate a mano e con inclusioni di elementi minerali. Un risultato raffinato in grado di rendere elegante qualunque magione.

L’essenzialità e il rigore di alcune delle opere da lui realizzate rimandano alla scuola Alemanna di cui lui stesso dichiara di essersi recentemente interessato riferendosi in particolare al periodo degli anni ’60 e ’70 e alle fiammeggianti ceramiche Fat Lava.

Non mancano tra le sue collezioni le sculture lignee, realizzate con poligoni e composti minerali che sono combinati tra loro in tanti elementi. L’ensemble va a costituire sinuose forme, poste su basamenti anch’essi lignei, che hanno la capacità di tradurre il legame ancestrale uomo/natura portandoci la serenità e il senso di appartenenza al creato.

Attraverso la sua arte vengono così trasmessi concetti di bellezza ma anche profondi valori oltre ad una certa gaiezza. Tutto sfocia in una sorta di sussurrata eleganza, fatta di semplicità ed “asciuttezza”. Direbbero gli inglesi “less in more” ed è proprio questo lo spirito minimal di Max Modolo, artigiano/artista i cui lavori risultano, per tutti questi aspetti messi assieme, naturalmente e piacevolmente sofisticati.

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