di Tonino Pinto *

 

La Mostra del Cinema di Venezia si veste di musica, non come l’assurdo vestito rococò, maniche gonfie come palloncini, tessuto nero spiegazzato effetto piumone, come hanno scritto sui giornali di cronaca, coraggioso esempio di incoscienza, indossato da Arisa sul red carpet ieri sera, battuta per presenzialismo solo da  qualche politico in cerca di pubblicità, ma soprattutto per l’anteprima di un documentario sul leggendario sassofonista James Senese che dovremmo intervistare per Quarta Parete proprio domattina e per il grande tributo anche che la Mostra che da luce al jazz con tanti docufilm, come quello nei prossimi giorni dedicato a Paolo Conte, Caetano Veloso, Vinicio Capossela e soprattutto  i festeggiamenti per Terence Blanchard, noto in tutto il mondo come trombettista, compositore, leader di band e cantante per la “Blue Note Records”di New York. Nato è cresciuto musicalmente con i Marsalis a New Orleans, scritturato da Lionel Hampton per la sua orchestra, Blanchard ha composto ed eseguito le colonne sonore dei film di Spike Lee, inclusa quella famosissima per il film “Mó BetterBlues”. Ma oggi alla Mostra del Cinema, dopo il film con Pier Francesco Favino “Padrenostro” sarà la giornata di “Miss Marx” film diretto da Susanna Nicchiarelli, secondo film Italiano selezionato dal concorso ufficiale. Il film, ambientato agli inizi del novecento è la storia di Eleonora Marx, la figlia piccola del  teorico del comunismo, brillante, colta, libera e appassionata, nel film ha il volto e il fisico asciutto dell’attrice Romola Garai. ”Ho voluto” ci ha detto la regista, ”raccontare il ritratto di una donna vittoriana che combatte sul fronte personale e pubblico, la sua vita sentimentale fu tragica e assurda come le battaglie politiche di Eleonora e dei suoi compagni che conclude la regista, “risultano ancor oggi più che mai di attualità”. Lo scorso mese di febbraio, in un mondo ancora ignaro del covid19, il regista Abel Ferrara presentò al Festival del Cinema di Berlino “Siberia” interpretato da Willem Dafoe. Oggi Ferrara a Venezia per ricevere un’importante premio alla carriera, presenta anche fuori concorso un documentario di 65 minuti dal titolo “Sporting Life” ancora interpretato da Dafoe e il film ci ha detto Ferrara, correndo come un centometrista per non perdere il traghetto per Venezia: ”è su noi che portiamo “Siberia”a Berlino qualche giorno prima dell’incubo coronavirus, poi è scoppiata la pandemia e così’ l’ho incorporata in “Sporting Life”.  Ho visto poco fa il documentario di Ferrara posso dire che si conferma autore geniale, cinematograficamente  imprudente, privo di retoriche e incisivo come un rasoio con uno sguardo intimo e intenso alla propria vita e al proprio mondo dove Dafoe è il suo altere ego, il tutto attraverso la storia dei suoi film trasgressivi, le sue contraddizioni e soprattutto, lui grande musicista, attraverso la musica e i musicisti che lo hanno ispirato. Come scrivevo all’inizio, è proprio una Mostra questa 77° di Venezia, piena di film, di star, di coraggio e di speranza, ma anche stracolma  di musicalità’.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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