Pitecus: Il teatro “politicamente scorretto” di Antonio Rezza

Venerdì 15 settembre, al Teatro Tor Bella Monaca, è andato in scena “Pitecus” scritto e interpretato da Antonio Rezza.

Un pubblico accorso numerosissimo quello che al Teatro Tor Bella Monaca ha accolto con fragorosi applausi e risate i numerosi personaggi portati sul palco da Antonio Rezza. Un tripudio di fantasia e di colori fatto di racconti sempre nuovi e divertenti.5

La celebre comicità di Antonio Rezza consiste nel brillante gioco di quadri: episodi che si auto-concludono ogni volta. Sembrava assurdo che ci fosse una sola persona ad animare tutte quelle maschere… eppure era così.

Un lungo filo a cui erano appese delle tende, tutte diverse e colorate con tagli di vario tipo, forma e posizionamento. Rezza, mettendovi la testa dentro e cambiando foro, dava vita a varie situazioni ed episodi. Questa soluzione, nella sua semplicità, rendeva la magia dell’illusione. Ma oltre alla posizione delle varie maschere, e del loro travestimento che si andava formando volta per vota, l’attore sapeva dare nel cambiamento delle caratteristiche sempre differenti con toni di voce ed espressioni variegate.

Le storie, o situazioni, erano delle più disparate, ma tutte collegate a un denominatore comune che possiamo definire come il politicamente scorretto. Il rogo di Giovanna D’Arco, per fare un solo esempio, può essere considerato, una feroce critica al mondo aziendale e alla scuola: cioè alla ottusa pianificazione con cui si insegnano discipline e argomenti.

Ma Giovanna è anche una Santa e il quadro non può che essere letto soprattutto come una critica alla religione. Un atteggiamento, quello di Rezza, che va oltre l’essere semplicemente anticlericale.

In più parti dello spettacolo i vari episodi si sono interrogati sul male e sulla fatica di vivere: riflettendo sulla contraddizione – nel teismo – che nasce quando si crede ad un Dio buono e onnipotente. In teologia, questa riflessione si chiama teodicea.

Temi così delicati, spinosi, complessi, difficili e divisivi, trovavano nella resa delle storie il totale consenso del pubblico. E questo fatto è tutt’altro che scontato. Ma il tutto è stato possibile grazie alla forma con cui gli argomenti sono stati affrontati. Storie brevi, che si svolgevano in modo rapido e deciso, finendo in molti casi in modo brusco. Un brusco che piaceva, un brusco che rapiva e che faceva divertire.

Perché Antonio Rezza, in questo spettacolo, ha saputo dialogare in ogni momento con il pubblico, anche quando è stato costretto ad interrompere lo spettacolo per più di dieci minuti a causa di fuochi d’artificio (tristemente diffusi nel quartiere romano); o in presenza di più comuni problemi tecnici.

Non importa, non fa nulla, il pubblico ha saputo aspettare ridendo la fine di quel rumore e la risoluzione del guasto tecnico, tornando tranquillamente a vedere lo spettacolo. Perché gli inconvenienti, quando incontrano un professionista, possono trasformarsi anche in occasioni per rendere piacevolmente unico uno spettacolo.

È così bello ridere, anche delle cose brutte. Mettere alla berlina il male che ci affligge. Giocare con le contraddizioni della società e del vissuto quotidiano, degli altri e soprattutto di noi.

Questa al Teatro Tor Bella Monaca è stata una serata indimenticabile che ha saputo divertire e far riflettere.

Pitecus di e con Antonio Rezza – Quadri di scena : Flavia Mastrella – Assistente alla creazione: Massimo Camilli

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