di Ilaria Sambucci

 

Nella suggestiva cornice del Teatro Grande degli Scavi di Pompei, il Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, ha messo in scena nel 2017 due balletti piuttosto rivoluzionari: “Parade e Pulcinella”.  Si tratta di due atti unici, capaci di coinvolgere il pubblico attraverso le scenografie, i costumi ed i personaggi rappresentati. I due quadri presentano alcuni punti di contatto come la scenografia ed i costumi di Pablo Picasso, e la coreografia di Leonide Massine, ripresa da Lorca Massine.

Parade è un balletto realistico sulla musica di Erik Satie. È il risultato di un lavoro a quattro mani fra E. Satie, J. Cocteau, L. Massine e P. Picasso. La sua prima rappresentazione fu nel 1917 al Theatre du Chatelet di Parigi ad opera dei Ballets Russes de Diaghilev. L’opera è ambientata a Parigi, dove per la strada sfilano alcuni artisti per incentivare la gente a recarsi al Teatro. Il finale è malinconico: il pubblico ha già visto gratuitamente lo spettacolo e di conseguenza non si reca al Teatro causando delusione e amarezza negli artisti.

La particolarità di questo balletto è sicuramente la tridimensionalità dei costumi e la parata del cavallo rappresentata dai ballerini Luca D’Ottavio e Luigi Corrado, che sotto il loro imponente costume scenico tra “glissade” e “petits sauts”, ripropongono con coordinazione impeccabile, i movimenti e le abitudini del cavallo, tanto da farlo sembrare un animale vero.

Gli altri protagonisti sono Manuel Parruccini che interpreta con grande successo il prestigiatore cinese, Cristina Mirigliano nei panni della ragazza americana ed i due acrobati Michele Satriano e Sara Loro che attraverso i loro movimenti ben rappresentano l’equilibrista ed il giocoliere circense arricchendo il tutto con passaggi di stile classico, dinamici e con linee pulite.

Segue “Pulcinella”, balletto con canto sulle musiche di Igor Stravinsky che ha come protagonista la maschera napoletana per antonomasia, nota in tutto il mondo per il suo dolce far niente e per la sua arte di arrangiarsi.

La scena si svolge a Napoli, due cavalieri, Coviello (Giuseppe Depalo) e Florindo (Giacomo Luci) fanno invano la corte a due belle giovani, Rosetta (Elena Bidini) e Prudenza (Marianna Suriano). Entra in scena Pulcinella (Claudio Cocino) che con la sua danza affascina le due ragazze che scendono dalle loro case per corteggiarlo, ma a Pulcinella di loro non importa, infatti il suo cuore è già occupato da un’altra donna, Pimpinella (Rebecca Bianchi). Arriva Pimpinella ed inizia a volteggiare insieme a lui, ma improvvisamente arrivano i due cavalieri che presi dalla gelosia colpiscono Pulcinella che si finge morto.

Entra in scena uno strano Mago (Manuel Zappacosta) che insinua di poterlo resuscitare e così dopo il suo comando Pulcinella balza in piedi. A questo punto il Mago rivela di essere il vero Pulcinella mentre il presunto morto era il suo amico Furbo. Infine le due donne convolano a nozze con i rispettivi cavalieri e Pimpinella torna a danzare col suo amato Pulcinella.

Claudio Cocino interpreta magistralmente il personaggio di Pulcinella, assumendo le giuste posizioni, forme e movenze tipiche della maschera partenopea.             Al suo fianco una leggiadra Rebecca Bianchi nei panni di Pimpinella, capace di rapire il pubblico con la sua armoniosità ed eleganza.

Tutto il quadro è arricchito dai quattro pulcinella secondari: Giacomo Castellana, Luigi Corrado, Giovanni Castelli e Massimiliano Rizzo ed insieme a loro alcuni allievi del Lyceum di Mara Fusco che impersonificano quattordici piccoli Pulcinella facendo da cornice all’intero quadro.

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