di Giorgia Leuratti

 

Luogo rappresentativo, dall’inesauribile valore simbolico, è Piazza Vittorio ad aver ospitato lo scorso 30 Luglio la Conferenza Stampa di “Notti di cinema a Piazza Vittorio” giunto quest’anno alla sua ventunesima edizione.

“Questa città ha bisogno di energie che la mettano in moto” – questa l’esortazione lanciata dal Segretario Generale Anec Lazio Massimo Arcangeli che, nel ruolo di moderatore, si è impegnato ad illustrare il palinsesto complessivo di un progetto forse tardivo nel contesto dell’Estate Romana ma decisivo, reso possibile grazie al bando messo a disposizione dal Comune di Roma.

E’ il Presidente Anec Lazio Leandro Pesci a presentare il concetto portante della rassegna, articolata quest’anno a partire da un nuovo format, quello di un villaggio attorno alla sala cinema, di una possibilità di spazio; è invece il Presidente Municipio Roma I Centro Sabrina Alfonsi a sottolineare l’evidente portata dell’evento in riferimento a due punti di vista: nuove possibilità di lavoro per la categoria degli operatori di cultura, esigenza di riabituare un pubblico che, per paura, ancora stenta a recarsi nelle sale cinematografiche.

“Penso che questa iniziativa debba essere finalizzata a cultura, coesione e socialità”- se l’augurio di Alfonsi rimanda ad una dimensione sociale-partecipativa necessaria per il rilancio dell’arena di Piazza Vittorio, la Responsabile Ufficio Cinema ABC Presidenza Regione Lazio Giovanna Pugliese, si ricollega all’idea di “visione collettiva” come condizione insostituibile realizzata dall’opera cinematografica ed esistente solo attraverso di essa.

Nel collegarsi al lavoro della Regione Lazio come prima regione in Italia e seconda in Europa ad aver dato fondi a questo comparto, Pugliese ricorda l’esistenza di bandi aperti in particolare indirizzati alla categoria degli sceneggiatori, sottolineando in questa sede l’assoluta importanza delle varie componenti del settore cinema.

Se da un lato L’Assessora alla crescita culturale di Roma Capitale Lorenza Fruci mette in luce l’importante lavoro di restauro che ha permesso di restituire una piazza alla città, Franco Montini, presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), nota come se la chiusura si fosse prolungata ancora, il pericolo sarebbe stato quello di una disabitudine all’esperienza cinematografica, all’idea di socialità che rappresenta la maggiore discriminante tra il film visto a casa e quello cui si assiste all’interno di un contesto sociale.

Un riferimento al rapporto tra cinema e vino infine, quello offerto da Adriano Bertolucci (ARSIAL), che ci permette di introdurre un’ulteriore tematica trasversale nella programmazione, quella relativa al rapporto tra cinema ed enogastronomia.

Dalla rassegna cinematografica all’appuntamento letterario, dall’incontro con grandi registi italiani alla presentazione di opere restaurate e ora disponibili al pubblico: declinandosi su molteplici espressioni artistiche, l’intero progetto mira a coniugare la valorizzazione dello spazio pubblico alla sua necessità culturale e sociale in un momento storico in cui più di ogni altro se ne avverte la nostalgia.

 

 

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