di Tonino Pinto*

 

IL TITOLO DEL FILM È “L’ULTIMO UOMO CHE DIPINSE IL CINEMA” DIRETTO DA WALTER BENCINI, PRODUTTORE ASSOCIATO MARCO DE MICHELI PER LA RED VELVET: UN VIAGGIO EMOZIONANTE IN 60 ANNI DI STORIA DEL CINEMA, ATTRAVERSO I MANIFESTI REALIZZATI DA RENATO CASARO, UN GRANDE ARTISTA!

E L’ALTRA SERA, PER FESTEGGIARLO, TUTTO ESAURITO AL BARBERINI DI ROMA… PER BUONA PACE DEL CORONAVIRUS!

CONOSCIUTO IN TUTTO IL MONDO COME ILLUSTRATORE DEI CORREDI PUBBLICITARI DI MIGLIAIA E MIGLIAIA DI FILM – I SUOI MANIFESTI SONO STATI ESPOSTI PERFINO ALLA POST HOUSE DI NEW YORK – CASARO È CONSIDERATO UNO DEI PIÙ IMPORTANTI, INFLUENTI E INNOVATIVI CARTELLONISTI CINEMATOGRAFICI ITALIANI.

NEL CORSO DELLA SUA LUNGA CARRIERA HA LAVORATO SPESSO ANCHE AD HOLLYWOOD.

RENATO CASARO, TREVIGIANO DEL 1935, HA INIZIATO LA SUA CARRIERA ARTISTICA A 17 ANNI, DISEGNANDO I MANIFESTI IN CAMBIO DI BIGLIETTI PER VEDERE I FILM DEL CINEMA GARIBALDI DI TREVISO.

NEL 1953, ALL’ETÀ DI 19 ANNI, CASARO SI TRASFERISCE A ROMA E APRE A CINECITTÀ IL SUO PRIMO STUDIO, DIVENTANDO IL PIÙ GIOVANE CINEPITTORE D’ITALIA.

LA PRIMA AFFERMAZIONE INTERNAZIONALE LA OTTIENE NEL 1966 DISEGNANDO I MANIFESTI PER IL FILM ‘LA BIBBIA’ PRODOTTO DAL GRANDE DINO DE LAURENTIIS, QUEI MANIFESTI LO LANCIANO ANCHE AD HOLLYWOOD.

RENATO CASARO HA DISEGNATO PER FILM DIRETTI DA GRANDI AUTORI COME LELOUCH, COPPOLA, BERTOLUCCI, ZEFFIRELLI, FASSBINDER, LEONE, MONICELLI, SCOLA; LE GRADI CASE CINEMATOGRAFICHE SE LO SONO CONTESO PER ANNI, DA ROMA A LOS ANGELES, DA NEW YORK A PARIGI. SUOI I MANIFESTI, GIUSTO PER CITARNE QUALCUNO, DI FILM COME ‘LO SCOPONE SCIENTIFICO’, ‘PER UN PUGNO DI DOLLARI’, ‘AMICI MIEI’ DI MONICELLI. SERGIO LEONE LO VOLLE ANCHE PER I MANIFESTI DI ‘C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA’…

UN VIAGGIO INTENSO E SPETTACOLARE ATTRAVERSO GLI ANNI D’ORO DEL CINEMA ITALIANO E INTERNAZIONALE.

NEL 1988 RENATO CASARO HA CONQUISTATO IL ‘CIACK D’ORO’, PER ‘IL TÈ NEL DESERTO’ DI BERNARDO BERTOLUCCI E, FRA GLI ALTRI RICONOSCIMENTI, LO ‘JUPITER AWARD’ COME MIGLIOR MANIFESTO IN AMERICA PER ‘BALLA COI LUPI’ DI E CON KEVIN COSTNER.

SONO MIGLIAIA I FILM DISEGNATI DA RENATO CASARO: IMPOSSIBILE, PROPRIO IMPOSSIBILE CITARLI TUTTI!

UNA VOLTA IL GRANDE REGISTA FRANCESE LUC BESSON GLI DISSE: “CARO RENATO, SONO ANDATO AL CINEMA A VEDERE ‘NIKITA’ SOLO DOPO AVER VISTO IL TUO MANIFESTO!”.

OSVALDO DE MICHELI, UN GRANDE CREATIVO CINEMATOGRAFICO ITALIANO CON OLTRE 2.000 FILM ALL’ATTIVO, HA DETTO: “SE SI DEVE FARE UNA MOSTRA E RACCONTARE LA STORIA DEL CINEMA, LO DEVI FARE CON I MANIFESTI, NON CON IL WEB!”

OGGI I DUE FOGLI, I QUATTRO FOGLI, LE LOCANDINE, I 24 FOGLI, LE FOTOBUSTE NON SI FANNO PIÙ. TUTTA LA PUBBLICITÀ DEI FILM AVVIENE IN ELETTRONICA, ATTRAVERSO LA RETE ED IN COMPUTER GRAFICA. PER LA STRADA NON SI VEDONO PIÙ QUEI BEI MANIFESTONI DI CASARO, CHE ILLUSTRAVANO I FILM DI CARLO VERDONE, COME ‘UN SACCO BELLO’ O I MONTY PYTHON DI TERRY JONES O ‘L’ISPETTORE CALLAGHAN’ CON CLINT EASTWOOD O ‘UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO’, CAPOLAVORO DI MONICELLI O ‘L’UOMO DELLE STELLE’ DI GIUSEPPE TORNATORE, GIUSTO PER CITARE QUALCHE ALTRO TITOLO.

OGGI I FILM SI PUBBLICIZZANO CON I TRAILERS, NON ESISTE PIÙ NEANCHE LA PELLICOLA DI CELLULOIDE: SI GIRA E SI PROIETTA IN ELETTRONICA. MA I MANIFESTI NON MUOIONO, ANZI AL CONTRARIO SONO DIVENTATI DESIDERIO DI CONQUISTA, E ANCHE A CARO PREZZO, PER UN VASTO PUBBLICO GIOVANILE DI COLLEZIONISTI.

UN IMPORTANTE QUOTIDIANO, QUALCHE GIORNO FA, TITOLAVA COSÌ UNA CORRISPONDENZA DA LONDRA: “C’È UN MANIFESTO PER TE… ALL’ASTA VALE OLTRE 80.000 EURO”. L’ARTICOLO RIPORTAVA UN’ASTA A TORINO ORGANIZZATA DALLA CASA BOLAFFI, COLLEGATA VIA SATELLITE CON LONDRA, NEW YORK, TOKYO E PARIGI, PER ASSICURARSI I 370 LOTTI DI MANIFESTI CINEMATOGRAFICI INTRISI DI STORIA, ANDATI LETTERALMENTE A RUBA. FRA I PEZZI PIÙ RARI: UN MANIFESTO DI ‘TEMPI MODERNI’ DI CHARLIE CHAPLIN, VENDUTO A 28.000 EURO.

LA DOMANDA SPONTANEA È: MA QUANTO VALGONO TUTTE LE OPERE DI CASARO?

RENATO CASARO CON I GRANDI ARTISTI COME LUIGI MARTINATI, CHE LO HANNO PRECEDUTO IN 120 ANNI DI STORIA DEL CINEMA, È GIÀ PROTAGONISTA DI QUESTA VOGLIA DI MANIFESTO CHE CRESCE IN TUTTO IL MONDO.

IN ATTESA CHE IL CINEMA RITROVI UN PO’ DEL SUO PASSATO, SI MOLTIPLICANO COME FUNGHI ATELIER E BISTROT CHE VENDONO POSTER, LOCANDINE E MANIFESTI DEL CINEMA.

UN IMPORTANTE QUOTIDIANO AMERICANO RIPORTAVA CHE È COMINCIATA DA PARECCHIO TEMPO MASSICCIAMENTE LA CORSA AL MANIFESTO.

NELL’ESTATE DEL 2018 ALLA LONDINESE SOTHEBY’S FU BATTUTO IL MANIFESTO CINEMATOGRAFICO PIÙ ANTICO DELLA STORIA: ERA UNA LITOGRAFIA PURO STILE BELLE ÉPOQUE, REALIZZATA DAL FRANCESE HENRY BRISPOT, CELEBRE PITTORE DEL GENERE, PER PROMUOVERE NEL 1895 A PARIGI LA PRIMA PROIEZIONE PUBBLICA DEI FRATELLI LUMIÈRE, GLI INVENTORI DEL CINEMATOGRAFO. LA BASE D’ASTA ERA DI 40.000 EURO, MA L’ANTENATO DEI MANIFESTI PER IL CINEMA È STATO ALLA FINE PAGATO 4 VOLTE TANTO!

C’È SETE GENERAZIONALE DAPPERTUTTO DI UN RITORNO AGLI ANNI D’ORO E ALLO STILE ARTISTICO, COME NEL CAMPO DELLA MODA, E DELLA MUSICA. A SANREMO, IN ITALIA, QUEST’ANNO IL TRIONFO ANCORCHÉ DI VENDITE DI DVD È STATO PER IL RITORNO CON LE LORO CANZONI DEI RICCHI E POVERI. SUI PALCOSCENICI DEI 5 CONTINENTI, DA ANNI, SPOPOLA ‘MAMMA MIA!’ DEGLI ABBA. SUGLI SCHERMI SI VEDONO SEMPRE PIÙ REMAKE DEI FILM SUCCESSO DEGLI ANNI ‘60, ‘70, ‘80…

SAREBBE BELLO, E I NUMERI CI SONO TUTTI, RIVEDERE PER LE STRADE SEMPRE PIÙ AFFOLLATE DI AUTO BLOCCATE DAL TRAFFICO E DALLA NEVROSI DI CHI CI STA DENTRO, UN BEL 24 FOGLI CHE ANNUNCIA IL FILM DEL MOMENTO, MAGARI DA VISIONARE NON IN UN’ALIENA MULTISALA, MA IN UN RITROVATO CINEMA DEL CENTRO O DI QUARTIERE… SE POI QUEL MANIFESTO FOSSE FIRMATO ANCHE DA RENATO CASARO, BEH, LASCIATEMELO DIRE, IL SOGNO DIVENTEREBBE IL NON PLUS ULTRA! 

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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