di Miriam Bocchino

 

Assurdo, paradossale e a tratti demenziale, ma geniale? È questo l’interrogativo che ci si pone assistendo allo spettacolo “Luisa uno sguardo oltralpe”che è in scena al Teatro Studio Uno fino al 1 dicembre.

Il nuovo lavoro del collettivo Il Nano Egidio racconta, sul palcoscenico spoglio, la storia della nobildonna Luisa Winghfield innamorata del contadino Woody Baltimora, ma osteggiata dal padre Emidio Winghfied che vuole darla in sposa al ricco “Tar del Lazio”. Woody è in guerra contro la razio – nalità, lontano da lei, oltralpe.  

Il padre aspira a darla in sposa al Tar del Lazio per i suoi fini: vuole infatti, riformare, sul terreno di Woody, “una certa sinistra”. Lui, che ha sempre giocato con le parole e le risate e che per questo ha perso la moglie, desidera creare qualcosa di triste per riaverla con sé.

Luisa, che non vuole fare sesso né prima del matrimonio né dopo, ma solo nel durante, nel mentre si dedica alla beneficenza, aprendo un ONG che aiuta le persone che assomigliano terribilmente a Padre Pio e Woody, nel frattempo tornato dalla guerra, cerca di realizzare il suo sogno nel cassetto, quello di divenire un agente immobiliare.

Sul palcoscenico solo un oggetto di scena: un’insegna luminosa con la scritta “aperto”, sponsor della teatro – novela. Insegna che ha anche la modalità per i non vedenti, ovvero una voce fuori campo che comunica quando è aperto e quando è chiuso.

Ciò che contraddistingue la sceneggiatura, che si rifà all’amore impossibile di Romeo e Giulietta, è la diversità tra i due innamorati: Luisa è un’umana mentre Woody è un pupazzo, così come il padre di lei. Il testo pone l’accento sulla diversità e sulla discriminazione che si vive ogni qual volta due persone, apparentemente diverse, decidono di amarsi.

La teatro – novela gioca sulle parole, sui significati intrinseci e sull’assurdo.

Sicuramente un lavoro differente da ciò che abitualmente si vede in teatro ma il quesito rimane: è geniale?

I personaggi sono interpretati da Marco Ceccotti, Simona Oppedisano e Francesco Picciotti.

 

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