di Ilaria Sambucci

 

 

Il teatro dell’Opera di Roma continua a deliziarci con i suoi spettacoli tramite il suo canale youtube.

Questa è la volta di una delle fiabe più amate da grandi e piccini, “Lo Schiaccianoci” firmato dal noto coreografo Giuliano Peparini, che ha dato una particolare rilettura alla storia in chiave contemporanea. 

Il balletto, diviso in due atti è interpretato da Étoiles, Primi Ballerini, solisti e il corpo di Ballo del Teatro Dell’Opera, con la partecipazione degli allievi della scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, mentre il maestro David Coleman, dirige l’orchestra sulle splendide musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Il grande classico ha avuto diverse versioni, questa di Peparini – voluta dalla direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera, Eleonora Abbagnato – è sicuramente molto attuale e con un forte taglio teatrale. La modernità che caratterizza quest’opera riduce la magia del balletto, soprattutto per gli appassionati del repertorio classico, ma allo stesso tempo riesce ad arrivare più facilmente a qualsiasi tipo di spettatore.

L’ opera risulta innovativa in diversi punti. Per prima cosa tutta la storia si svolge all’interno di casa Stahlbaum e non nei due mondi (reale/sognato), la protagonista si chiama Marie ed ha una personalità diversa rispetto alla tradizionale Clara, e Drosselmeyer, suo zio, in questa versione non è rappresentato da un uomo anziano e angosciante, bensì è un uomo giovane, affascinante e di grande carisma.

Ad eccezione della danza dei fiocchi di neve, non risulta particolarmente elaborato il primo atto, al contrario del secondo che presenta coreografie più cariche ed entusiasmanti. Qui è interessante la rivisitazione del divertissement a cominciare dalla danza spagnola con donne travestite da torero e uomini in gonna. Affascinante e delicato il quadro della danza araba mentre energica e virtuosa è la danza cinese interpretata correttamente da Alessio Rezza e Giuseppe Depalo, dotati entrambi di un buon salto e di un buon giro.  A seguire la danza russa è egregiamente eseguita dai quattro tersicorei che rendono la coreografia magnetica ed esplosiva.

Tra le tante innovazioni del coreografo, sicuramente la più originale è la sua versione della pastorale, divertente e a tratti buffa con accenti ben scanditi.

Di rilievo il Valzer dei fiori nel secondo atto, così come anche il Valzer dei fiocchi di neve nella prima parte, entrambi eseguiti da un corpo di ballo in sincrono, preciso ed armonioso.

Alessandra Amato, è la regina dei fiocchi di neve. Nonostante una piccola défaillance durante una pirouette in attitude derrière, compie una buona esecuzione del Valzer, e inoltre interpreta il ruolo dell’araba nel divertissement (II atto), con estrema leggerezza e sensualità.

Peparini è riuscito a rappresentare uno Schiaccianoci che amalgama diversi stili. Alterna variazioni classiche a coreografie di tecnica contemporanea con accenni di commedia musicale, rendendo quest’opera affascinante.

Degno di nota è sicuramente il Pas de Deux finale di Marie insieme al principe Schiaccianoci, totalmente rivisitato, ad eccezione di qualche accento ripreso dalla struttura coreografica originale.

Il ruolo di Marie è stato affidato a Rebecca Bianchi (allora neo prima ballerina, oggi Étoile del Teatro dell’Opera di Roma), mentre il Principe, nonché nipote di Drosselmeyer è interpretato dal ballerino solista Michele Satriano. Incantevoli e ben eseguite le varie promenade fuori peso.  Rebecca Bianchi è leggera, fluida e precisa in ogni passaggio. Michele Satriano risulta essere un ottimo partner, deciso nei movimenti e impeccabile tecnicamente. Entrambi i protagonisti presentano una forte espressività scenica durante tutta la storia, marcata soprattutto nei due pas de deux. Interessanti dal punto di vista tecnico le rispettive variazioni finali. In particolare degno di lode è il manège di Rebecca Bianchi, veloce, dinamico ed eseguito  con pirouettes annesse .

La coda invece è stata eseguita con bei salti e tour a la seconde, dal primo ballerino Claudio Cocino che interpreta lo zio Drosselmeyer, insieme a lui la regina del palazzo, Alessia Gay, elegante e dal punto di vista interpretativo energica.

Grazie all’estro creativo di Giuliano Peparini, lo spettacolo presenta un’ottima video grafica curata da Gilles Papain, così come anche delle sorprendenti scenografie di Lucia D’Angelo e Cristina Querzola e un buon disegno luci di Jean-Michel Désiré.

 Meravigliosi sono i costumi di Frédéric Olivier appariscenti e alcuni molto innovativi, come ad esempio il vestito della regina dei fiocchi di neve, che perde la gonna Degas, sostituita da un costume di stile non classico.

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