“LESIONI PERSONALI”, il libro di Margaret Atwood

di Martina Zorzin

Lesioni personali” è un romanzo di Margaret Atwood, scrittrice nota e conosciuta soprattutto per il romanzo divenuto film e serie tv “Il racconto dell’ancella”. Anche in questa nuova proposta letteraria, datata 1981 ma uscita in Italia l’anno scorso, Margaret Atwood crea una vicenda complessa, con al centro Rennie, protagonista tormentata, fragile, alla ricerca di sé in un mondo oscuro, pericoloso. Una lettura sorprendente, visionaria e densa di significato e di riflessione.  

Quando immaginazione e dolore si incontrano e si fondano nella scrittura, le conseguenze possono toccare vette inimmaginabili, creano storie e dimensioni che sono inventate ma sono capaci di sondare l’animo umano, di penetrarlo con le parole per trarne fuori il senso. Accade perché l’immaginazione, unica in ciascuno, si abbina ad un sentire che è comune a tutti. Questa è la scrittura di Margaret Atwood, a dir poco strabiliante e al di là di ogni canone tradizionale, di ogni aspettativa. 

Il suo romanzo “Lesioni personali”, edito da Ponte alle Grazie, rispecchia questo doppio binario: inventiva e dolore quasi vero.

La combinazione tra l’elemento inventato e quello umano, personale, più vicino al lettore, è realizzata grazie allo stile di questa scrittrice, alla sua grande capacità di mescolare invenzione e umanità generando una narrazione a tratti complicata, rapitrice però di attenzione e coinvolgimento.

La vicenda racconta la sofferenza personale, il vissuto e la fragilità della protagonista, Rennie, alle prese con un mondo spietato, per certi versi crudele e utopico. 

Rennie si trova in un momento difficile della sua vita, ha alle spalle una relazione fallimentare con Jake e un tumore al seno che l’ha lasciata mutilata, spezzata, tagliata fuori e dentro. 

Giornalista di professione a Toronto, Rennie parte per l’isola di St. Antoine ma ben presto si troverà a dover fare i conti con una serie di personaggi ambigui e contradditori, strani traffici, legami politici poco chiari e un colpo di stato che manderà l’isola nel caos. 

Ciò che lascia sopresi in “Lesioni personali” sono i passaggi interiori, le descrizioni dei pensieri, delle impressioni, dello stato d’animo di Rennie, le sue azioni sono accompagnate dalla trascrizione precisa, spietata del suo mondo e del suo vissuto. Un’ambientazione inventata ma con al centro l’umanità nuda, vera di una persona che potrebbe benissimo esistere. 

È una delle scoperte illuminanti, inaspettate che si riscontra leggendo Margaret Atwood, anche per la prima volta. Il ritmo del romanzo può apparire lento, confuso, con una serie di scene particolari, brevi, caratterizzate da questo continuo intreccio tra presente e passato, tra il momento esatto del qui e ora e il ricordo.

Questi cambi servono per presentare e raffigurare la personalità della protagonista della storia. Rennie porta il peso della sua storia: l’infanzia e la crescita nella morigerata Griswold, il suo successivo percorso come giornalista di lifestyle, le sue relazioni fragili e vuote. In lei, emerge una forte sete d’amore, di ascolto, di essere vista e riconosciuta, il suo bisogno di comprensione che poi sfocia nei fugaci, disperati incontri con l’ordinario e composto Daniel e nel legame con il controverso Paul.

Quel “Che cosa sogni?” che Rennie domanda spesso, in realtà chiede spazio, domanda una dimensione diversa da quella vissuta, un posto, una collocazione alternativa e lontana dalla realtà troppo dura, deludente.

Rennie è attraversata dalla continua ricerca di sé negli altri, quel vuoto dentro, scavato dalla malattia, dalla consapevolezza che un giorno tutto avrà un termine. Fanno da sfondo la crudeltà, l’omertà, l’assenza di valori dell’esterno. Ben presto Rennie si accorgerà che chi la circonda e il contesto dove si trova nascondono segreti e intenti poco chiari, ben diversi dall’apparenza.

Margaret Atwood realizza e mette sulla carta una storia che fa perdere ogni punto di riferimento, ogni coordinata spaziale e temporale, non c’è una linearità nella trama. La scrittrice porta il lettore in un contesto fuori dal comune, arido e sprezzante, senza nessuna regola, a eccezione della sola sopravvivenza in una situazione estrema, pericolosa e incomprensibile. Quando tutto precipita, Rennie ci prova, cerca, tenta di scappare, di resistere come un fragile relitto dopo una catastrofe.

Tra il paradossale e l’utopistico, “Lesioni personali” è forza e sofferenza allo stesso tempo, racchiude una sottile indagine psicologia dei personaggi e delle loro azioni, contiene quell’esagerazione, quel portare tutto ad un livello spiazzante, che fa riflettere.

È un romanzo che lascia una traccia perché il sentimento è pericolosamente vicino al sentire comune, perché oltre l’invenzione c’è quel qualcosa che riporta e ricorda la vita vera. Uno dei grandi doni della scrittura è proprio questo e Margaret Atwood, con questo libro, ci riesce benissimo. La sua immaginazione sa cogliere la profondità, cruda e viscerale, dell’animo umano e riesce a trasportare qualsiasi persona proprio lì, accanto a Rennie, dentro la sua umanità fragile e ferita.  

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