di Sara Formisano

 

Ha debuttato al Campania Teatro Festival lo scorso 1 luglio, Les Folies Napolitaines per la regia di Floriana D’Ammora (in arte Fanny Damour).

In scena con Floriana D’Ammora Roberta Della Volpe (Roby Roger), Salvatore Veneruso (Marlon Dietritch), Chiara D’agostino (Grace Heart), Alessandro Capasso (Il Capasso), Flora Coppola (Madame Flo), Chiara Sarrubbi (Medusa),Danilo Blaquier (Mister Vertigo), Claudia Esposito (Claude Legal), Rudy Caggiano (Rudinì)
Ospiti speciali: Russell Bruner, Mike Lupone e Mirkaccio.

Tra le sue proposte spesso interessanti, il Festival ci riserva uno spettacolo che risveglia i sensi e divertire il pubblico dopo lo stallo causato dalla pandemia e anche dopo un periodo effettivamente noioso.
Le Folies Napolitaines è uno spettacolo sensoriale e sensuale, ispirato agli spettacoli di varietà dell’age d’or parigina del teatro Les Folies Bergère. Si rifà ad una tradizione europea di music hall, varietà e cabaret dove si respirava un clima licenzioso, erotico ed al tempo stesso comico.
Nello spettacolo si alternano siparietti in cui ogni artista performer è protagonista e porta in scena una sua personale visione dell’erotismo oltrepassando la linea invisibile tra palco e spettatore.
La base comune delle performance è lo strip tease, dove ognuno può togliere ciò che vuole, lasciare intravedere, trascinare il pubblico in un’altra epoca, in una dimensione onirica fatta di piume, lustrini, pailettes e musica jazz delle origini.
Normalmente la caratteristica fondamentale per chi assiste a Les Folies è infrangere le regole classiche dello stare a teatro. La quarta parete è abbattuta, l’interazione e la dialettica con il pubblico è parte dello show. Purtroppo il covid ci ha tolto questa possibilità e l’interazione con il pubblico si è limitata a quella verbale, gli attori in scena hanno incoraggiato i presenti a commentare quanto si mostrava con l’applauso, i fischi, i versi e le parole tutto ciò che liberamente si sentivano di fare per incoraggiare gli attori e relazionarsi in qualche modo con quanto accadeva.

Da un certo punto di vista quindi, lo spettacolo non ha potuto esprimersi a pieno, come un tempo accadeva secondo la tradizione ma ciò non ha tolto nulla al risultato finale.
Nella suggestiva cornice del giardino pesaggistico pastorale di Capodimonte, ora nuova sede del Campania Teatro Festival, il pubblico era caldo, divertito e gli attori hanno raccontato con le loro performance delle piccole storie, suggestioni sonore e visive, contesti e mondi vicini e lontani.

Floriana D’Ammora in veste di presentatrice insieme a Salvatore Veneruso tiene alta l’attenzione del pubblico e l’eleganza di entrambi, insieme alle esibizioni che loro stessi mettono in scena fanno da contrappunto ai siparietti di cui sopra, in effetti i due sono il collante della messa in scena, coadiuvati da una coppia comica, i due sguatteri come comicamente vengono definiti, che non lasciano spazio a un solo momento di cedimento del ritmo dello spettacolo.
Due ore passano in fretta tra musica d’epoca e risate e per un momento, non fosse stato per le mascherine sui volti del pubblico ci si è dimenticati del presente e si è viaggiato con la fantasia.

Vi sono quindi tutti gli ingredienti per uno spettacolo completo, soddisfacente ed esperienziale dai colori vivaci e le atmosfere seducenti. Per una volta si assiste a un lavoro teatrale senza il sottofondo dei colpi di tosse da noia e senza il russare sommesso o quasi di qualche mal capitato marito che accompagna la consorte.

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