“La festa è finita” e si fa tragedia a Fortezza Est

Sul palco di Fortezza Est, a Roma, è andato in scena dall’1 al 3 dicembre il monologo La Festa è finita, scritto da Carolina Germini e liberamente ispirato al delitto di Avetrana. Alle conseguenze tragiche cui possono portare la gelosia e l’invidia. L’intensa Eleonora Bernazza a interpretare con grande coinvolgimento la figura di Rebecca, ragazza insoddisfatta per le attenzioni che raccoglie la cugina Sofia. Un’ossessione crescente che porta alla menzogna, alla perfidia e alla violenza mortale. La mente offuscata che premedita e poi da’ input alle mani di stringere, quella cintura intorno al collo.

Il testo è pungente. La regia di Giorgia Mazzuccato è puntuale e rigorosa nello scandire l’escalation di follia della protagonista. Una corda rossa è filo conduttore della memoria e del circuito irreversibile che segue la vicenda. Si attorciglia e si disfa, si taglia e si rigenera, racconta per episodi il percorso di crescita insieme delle due cugine. E’ il desiderio di un vestito rosso e, alla fine della matassa, diventa strumento di esecuzione. Arma letale che soffoca Rebecca.

La corda simboleggia anche le costrizioni dei rapporti familiari, che, spingendo ad essere ciò che non si vuole, impediscono all’identità di affermarsi. La gogna e la reputazione come catene inesorabili, ad innalzare l’asticella del disagio.

Bernazza rende alla perfezione il delirio dell’omicida-suicida. Che non si accetta, nel fisico e nella mente.
E vede nella cugina un riferimento così vicino quanto scomodo. Tra le due si erge una montagna, dapprima insormontabile e a seguire sgretolata dal terremoto della violenza.
La festa è finita.

Fortezza Est conferma la valida proposta di un cartellone 2022-23 che sin’ora ha trovato convinto favore anche da parte del pubblico.  

(credits Manuela Giusto)

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