“LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE” Teatro Ciak

Paola Tiriticco

E’ in scena al Teatro Ciak “La donna che visse due volte” trasposizione teatrale del romanzo “Entre les morts “ scritto nel 1954 da Pierre Boileau e Thomas Narcejac, da cui fu tratto il famoso film di Alfred Hitchcock, Vertigo (1958) con Kim Novak e James Stewart.

Parliamo quindi di un capolavoro assoluto, di un film che è stato dichiarato la più bella pellicola di tutti i tempi, un thriller senza tempo che rimane una pietra miliare impresso nella memoria di molti.

Mettere in scena a teatro una storia così famosa, evocativa e al tempo stesso ricca di molteplici sfumature, è un lavoro arduo, dove la recitazione e la regia hanno un’importanza capitale per l’introspezione dei personaggi e lo svolgimento della storia, mancando quei tempi lunghi e quella possibilità di scavare nelle ossessioni umane, che sia il libro che il film offrono invece allo spettatore. 

La versione che va in scena al Ciak vede la traduzione e l’adattamento di Masolino D’Amico e la regia di Anna Masullo, una vera esperta di Hitchcock , essendosi già cimentata con altri capolavori, come “Delitto perfetto” sempre al Teatro Ciak e sempre con la stessa Compagnia.

Ed infatti sono proprio gli attori che, insieme alla regista, costituiscono un grande punto di forza della pièce.

Ruben Rigillo e Linda Manganelli nei panni dei due protagonisti, John Ferguson “Scottie” e Madeleine, affiancati da Fabrizio Bordignon e Enrico Ottaviano sempre molto intensi e calati nella parte, riescono a dare veridicità e spessore allo spettacolo.

Anna Masullo ben riesce a ricreare l’atmosfera di questo dramma, lo ambienta nell’America del primo dopo guerra, proprio come nel film, e  indaga a fondo nelle nevrosi dei personaggi , dando corpo davanti ai nostri occhi alle ossessioni di Scottie, portate in scena da un Ruben Rigillo energico, restituendo al personaggio credibilità. 

Linda Manganelli (Madeleine) passa con grande perizia dalla rappresentazione  di una frizzante e spensierata ragazza, alla drammaticità di una donna spenta che accontenta sempre di più le manie persecutorie del suo amato, fino a rimanerne schiacciata.

In scena un dramma che parla di un amore che amore non è, ma, come spesso ci capita nella cronaca vera, è solo desiderio di possesso e manipolazione.  E per sottolineare quella che, diventa in un crescendo una vera e propria persecuzione, anche il finale si differenzia dal film.   

Madeleine infatti non precipita dalla torre per un fatale incidente, ma sarà lo stesso Scottie a strangolarla, quasi a voler sottolineare che i fantasmi della mente a volte prendono corpo e annientano anche i sentimenti più profondi.

Una riduzione teatrale che non era facile da realizzare e che risulta invece ben riuscita, avvalendosi di un lavoro corale, con le scene di Francesco Ghisu, le luci molto suggestive di Marco Catalucci, le musiche di Alessandro Molinari, i costumi di Valentina Bazzucchi, oltre al capo costruzioni Diego Caccavallo, il direttore di produzione Elisabetta Montemagno e Diego Buonanno (foto e locandine).

Al Teatro Ciak fino all’11 dicembre.

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