di Noemi Spasari


Disagio sociale, rabbia, razzismo, crisi economica, xenofobia, minoranze. Sono questi gli ingredienti alla base di “La classe” di Vincenzo Manna, con la regia di Giuseppe Marini, in scena al Teatro del Giglio di Lucca 11, 12 e 13 febbraio.

In una classe che potrebbe essere in qualunque scuola, in un paese che potrebbe essere ovunque, nelle vite che potrebbero essere di chiunque è lì che ci porta La classe di Vincenzo Manna, una storia universale che attraverso la rabbia dei giovani apre una profonda riflessione sulla realtà che ci circonda e che fin troppo spesso tendiamo a ignorare.

La classe è una finestra sui giorni che stiamo vivendo, un racconto senza filtri della crisi economica e sociale da cui è travolta la società contemporanea, l’odio e l’ignoranza crescente che fanno vivere ancora xenofobia e razzismo.
Attraverso il racconto di una classe disagiata, ragazzi senza speranza, un insegnante che nonostante tutto ancora ci crede, vengono affrontate le tematiche scomode sempre vive: quel che accade ai confini Europei, ma anche nelle nostre stesse case, i muri che costruiamo per non vedere cosa succede dall’altra parte, l’odio verso il “diverso”, lo straniero visto come nemico e pericolo.

La classe

La classe è la storia di sei studenti, un professore e un preside che rispecchiano i problemi della nostra società.
Andrea Paolotti porta in scena il professore che infondo avremmo voluto avere tutti, quello che si interessa davvero dei suoi studenti, quello che li conosce e li sprona ad essere la versione migliore di loro stessi. I suoi alunni in questo corso di recupero arrivano da lui svogliati, senza speranza, abbandonati, carichi di quei mali che il mondo e le stesse mura domestiche hanno riversato sulle loro spalle. Ognuno di loro rappresenta qualcosa di sbagliato nella società: razzismo, stereotipi, paura, aggressione, rabbia, violenza.
Sarà solo guardando il Male fatto ad altri, rendendosi conto di quanto il mondo possa essere crudele, che riusciranno a comprendere di non essere soli, facendosi carico di un messaggio universale e comprendendo che il primo cambiamento viene da noi stessi.

Un’opera eccellente in ogni suo pezzo, dal cast che fra bruciare di rabbia e passione i propri personaggi, alla regia di Giuseppe Marini studiata e precisa, e poi la drammaturgia senza filtri, il gioco di luci (Javier Delle Monache) che taglia e intensifica le scene, la musica (Paolo Coletta) che accompagna e intensifica le emozioni, la scenografia (Alessandro Chiti) universale e immersiva.

La classe è uno spettacolo di forte valenza civile, che mostra ancora una volta come il teatro possa farci aprire gli occhi su quello che ci circonda. Uno sguardo crudo e senza filtri della crudeltà che domina sulla società, ma anche un messaggio di speranza di cambiamento a partire da noi stessi.

 

Spettacolo visto al Teatro del Giglio di Lucca venerdì 11 febbraio 2022

 

LA CLASSE
di Vincenzo Manna
con Claudio Casadio, Andrea Paolotti, Federico Le Pera, Edoardo Frullini, Valentina Carli, Andrea Monno, Caterina Marino, Giulia Paoletti
scene Alessandro Chiti
costumi Laura Fantuzzo
musiche Paolo Coletta
disegno luci Javier Delle Monache
regia Giuseppe Marini
produzione Società per Attori/Accademia Perduta Romagna Teatri Centro di Produzione Teatrale/Goldenart production
in collaborazione con Tecné, Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale, Phidia

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